Ambiente Puglia

Dischetti neri sulla costa pugliese: ipotesi di un malfunzionamento ai depuratori

Materiale plastico lungo la costa pugliese

Da diverse settimane una mareggiata inconsueta di rifiuti plastici sta interessando la costa adriatica: migliaia di piccoli dischetti neri di forma circolare si stanno spiaggiando sui litorali, arrivando in questi giorni fino in Puglia spinti dalle correnti marine verso sud. Non si tratta dei comuni rifiuti da diporto o da bagnante, ma di componenti tecnici specifici impiegati nella depurazione delle acque reflue.

Secondo le analisi diffuse dall’associazione Archeoplastica, i reperti appartengono al modello di carrier Z-MBBR. Questi supporti plastici vengono utilizzati all’interno delle vasche dei depuratori per favorire la proliferazione dei batteri necessari alla biodegradazione della sostanza organica. In condizioni normali questi elementi dovrebbero rimanere confinati all’interno degli impianti grazie a griglie di sicurezza; per questo motivo, la loro massiccia presenza in mare fa ipotizzare un possibile cedimento strutturale, una perdita o un malfunzionamento lungo la rete di depurazione, un’ipotesi su cui sono in corso le opportune verifiche.

Va comunque precisato che la sola presenza di questi elementi plastici non implica automaticamente un problema di inquinamento microbiologico o un divieto di balneazione nelle zone interessate dai ritrovamenti. Le autorità competenti e le agenzie regionali per l’ambiente continuano a monitorare costantemente le acque dei litorali: ad oggi non risultano ordinanze di divieto e, qualora dovessero emergere effettivi rischi per la salute pubblica, verrebbero tempestivamente adottati i provvedimenti necessari.

I primi avvistamenti erano stati registrati lungo le spiagge venete di Rosolina, in provincia di Rovigo. Da lì è nata l’ipotesi che l’origine dello sversamento possa trovarsi più a monte, lungo il bacino dell’Adige, anche se l’impianto o la struttura responsabile non sono ancora stati individuati con certezza.

Nel frattempo, gli attivisti e i volontari stanno lavorando per tracciare i dati dei produttori e incrociarli con le forniture degli impianti sul territorio nazionale. Della vicenda sono stati ufficialmente informati i Carabinieri del NOE di Padova, Venezia e Roma, mentre sui litorali proseguono le operazioni di bonifica e monitoraggio per ridurre l’impatto ambientale sulle spiagge.

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