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Spiagge a gara, Confindustria: “Diritto di prelazione per hotel con concessione balneare”

La richiesta dell'associazione al Senato che sta esaminando la riforma del demanio marittimo

Confindustria Alberghi chiede un trattamento speciale per le strutture ricettive titolari di una spiaggia nell’ambito della riforma delle concessioni balneari. In una lettera inviata ai senatori che stanno esaminando il disegno di legge sulla concorrenza, contenente anche un provvedimento per riassegnare le concessioni demaniali marittime tramite gare pubbliche entro il 2023, Confindustria Alberghi ha sottolineato le criticità delle norme proposte dal consiglio dei ministri, avanzando alcune proposte emandative.

«La proposta del governo relativa al riordino e alla semplificazione della disciplina delle concessioni marittime, lacuali e fluviali è costruita nell’ottica della gestione della concessione da parte dello stabilimento balneare, non identificando la specificità delle concessioni infungibili, cioè asservite ad altra attività di impresa che richiede quella e non una qualsiasi altra concessione per potersi esercitare», afferma la lettera di Confindustria Alberghi, sostenendo che per le imprese balneari «la concessione demaniale è un bene infungibile, in quanto asservita all’attività d’impresa», mentre «la rilevanza per l’operatore alberghiero è specifica per l’area considerata che ha una connessione funzionale all’attività alberghiera». Per questo, motiva Confindustria Alberghi, «il danno collegato alla perdita della specifica concessione non potrebbe essere in alcun modo compensato dall’assegnazione di una nuova concessione in una posizione diversa, e in molti casi la perdita della specifica concessione condannerebbe l’azienda alla chiusura».

«Fermo restando che la condizione ideale sarebbe quella di riconoscere, ove possibile, un diritto di prelazione a favore di soggetti esercenti attività di impresa in strutture turistico-ricettive su aree private o demaniali prospicienti quella oggetto di concessione e per la quale tali soggetti risultino concessionari uscenti – prosegue la lettera – laddove ciò non sia possibile, abbiamo elaborato alcune proposte emendative volte a valorizzare le specificità di tali imprese».

In sintesi, queste sono le proposte avanzate da Confindustria Alberghi:

  1. «Nei casi in cui il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili, l’affidamento delle concessioni avverrà sulla base di procedure selettive nel rispetto dei principi di imparzialità, non discriminazione, parità di trattamento, massima partecipazione, trasparenza e adeguata pubblicità, da avviare con adeguato anticipo rispetto alla loro scadenza».
  2. «Nel caso di imprese turistico-ricettive per le quali la concessione demaniale costituisce un bene strumentale all’esercizio dell’attività, in sede di affidamento della concessione verrà riconosciuto un diritto di prelazione alle imprese, concessionari uscenti, titolari di strutture turistico-ricettive in aree prospicienti quelle oggetto di concessione, siano esse demaniali o private, o in aree situate a cavallo della dividente demaniale».
  3. «Invece della professionalità acquisita anche da parte di imprese titolari di strutture turistico-ricettive che gestiscono concessioni demaniali, va considerata la professionalità acquisita, delle specificità delle imprese titolari di strutture turistico-ricettive che gestiscono concessioni demaniali, per le quali la concessione è bene strumentale all’esercizio dell’attività».
  4. «Oltre a favorire la massima partecipazione delle microimprese e piccole imprese, occorre sottolineare la necessità di assicurare l’integrità delle aree demaniali prospicienti le strutture turistico-ricettive».
  5. «Oltre alle imprese a prevalente o totale partecipazione giovanile, vanno salvaguardate le imprese, concessionari uscenti, titolari di strutture turistico-ricettive in aree prospicienti quelle oggetto di concessione, siano esse demaniali o private, per le quali la concessione demaniale costituisce un bene strumentale all’esercizio dell’attività».
  6. «Alla remunerazione degli investimenti autorizzati dall’ente concedente in sede di assegnazione della concessione vanno aggiunti quelli realizzati nelle aree private di strutture turistico-ricettive prospicienti la concessione demaniale e correlati alla gestione della stessa».
  7. «Definizione di criteri uniformi per la quantificazione dell’indennizzo da riconoscere al concessionario uscente, posto a carico del concessionario subentrante, in ragione del mancato ammortamento degli investimenti realizzati sia in area demaniale sia nelle aree private di strutture turistico ricettive prospicienti la concessione demaniale e correlati alla gestione della stessa, della perdita dell’avviamento e del valore delle attività commerciali o di interesse turistico connesse alla concessione, anche se esercitate in area non demaniale».

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  1. Imprenditore alberghiero e balneare sono attivita’ differenti. Nessun asservimento dell’una all’altra, non e’ affatto vero quindi che l’azienda alberghiera chiuderebbe in caso di perdita della concessione. I suoi clienti potrebbero utilizzare ugualmente i servizi offerti da altro imprenditore balneare. A Rimini nessun albergo ha in concessione la spiaggia prospicente.

    • Pier Soldato says:

      Sono pienamente d’accordo , queste tipologie di concessioni dovrebbero proprio essere escluse dalle gare.
      Ci sono alberghi che addirittura oltre al servizio spiaggia, hanno anche il servizio ristorante nel bagno, se perdono la spiaggia a gara, perdono proprio un ramo d’azienda fondamentale, con danni gravissimi e insostituibili per la struttura turistica.

      • Essere d’accordo è una sua prerogativa ma fa a cazzotti con il diritto: se la spiaggia prospiciente l’albergo viene gestita da altro soggetto per i clienti nulla cambia.

  2. Eccoli qui i famosi ‘altri tipi di concessioni che non sono in realtà concessioni che ci sono in Spagna’, dove i grossi gruppi alberghieri occupano le spiagge nelle principali località balneari sbattendosene allegramente della bolkestein.
    ‘Concorrenza’, ‘liberalizzazione’ è far fuori per decreto i piccoli imprenditori che la concorrenza già la affrontano e la vincono da soli ogni giorno per favorire i grossi gruppi monopolisti che usano governi e commissioni europee varie per farsi i cazzi loro e che la concorrenza non sanno dove stia di casa. Bravi avanti così, brava l’Europa.
    Governi che ritengono essenziale ‘mettere un freno al caro-ombrellone’ (come se per altro fosse obbligatorio primo passare la propria giornata stesi a prendere il sole e poi farlo in uno stabilimento privato) e cadono dal pero quando da un giorno all’altro gas benzina e elettricità raddoppiano.. bravi continuate così

    • Guarda che se parli di monopolio stai parlando proprio di gestori balneari, quelli che tu chiami piccoli imprenditori sono dei grandi parassiti.
      Fare impresa coi beni pubblici, con la pretesa di esser gli unici a farlo per tutta la vita ? Piace vincere facile ?
      Giustizia ! Vogliamo giustizia !
      Le spiagge son pubbliche, se uno vuol fare impresa , orbene si compri un terreno e nessuno potrà mai cacciarlo !

  3. Concordo, gli alberghi devono partecipare alle gare come tutti, la concessione non e’ un bene strumentale ma un attivita’ aggiuntiva a quella ricettiva.
    Esistono migliaia di alberghi che sono vicino al mare ed oggi non hanno concessione e fatturano ugualmente.
    Altra cosa e’ il frontista …Non il semplice vicino

  4. bello l emendamento.
    manca il punto n 8, Confindustria potrebbe scrivere che chi ha l azienda che é in concessione dal 1933 (la mia) anche se non é un hotel é fuori dalle gare o ha la prelazione come gli hotel? Grazie
    Gli altri poi si arrangino con altri emendamenti .

    • esatto tutti o nessuno. comprese le concessioni ai vari ministeri .
      e siccome le concessioni balneari amministrate dagli enti portuali, danno diritto a questi ultimi di tenersi il canone, lo stato (dopo che qualcuno glielo dice)faccia finta di essere furbo, e glielo chieda come fa con i comuni che sono meri esattori.

    • Antilobby says:

      Ha ragione Lei…. ci dovrebbe essere una regola uguale per tutti a prescindere dal tempo che uno ha la concessione…..

  5. Le concessioni alle strutture ricettive sono le prime che devono essere riassegnate. Il servizio spiaggia, anche se offerto da un altro soggetto, verrebbe comunque erogato non togliendo il lavoro al vecchio concessionario che continuerebbe a fare il titolare di albergo, campeggio, ecc
    Le concessioni devono essere tutte di piccole dimensioni per dare la possibilità a più soggetti di operare sul mercato.

  6. Gli alberghi partono da una situazione di vantaggio a dispetto del bagnino. iva al 10 contro iva al 22%
    Già adesso mettono nella ricevuta fiscale con la formula All Inclusive il costo spiaggia al 10%.
    Gli effetti sono meno imposte versate allo Stato e gare gratis ai danni di chi ha in concessione la spiaggia e paga il 22%. E’ questa la concorrenza ?….

    • Andrea il fatto di mettere a gara le concessioni balneari non garantisce un aumento delle spiagge libere, che dubito possa essere il progetto di Draghi…

    • Teo Romagnoli says:

      Spiaggia libera a tutti i mafiosi, ricchi imprenditori, cinesi, multinazionali, gruppi stranieri…togliamo il pane agli italiani per regalarlo a chissa chì..poi quando le economie dei paesini costieri saranno stravolte, gli ipocriti come andrea diranno : bisogna riprenderci ciò che è nostro.. via i ricchi investitori. Sei come quelli contro la tav, Tap, nucleare, estrazione del gas.. prima rompi, poi piangi e rompi..e non servi a niente!

  7. Tutte le concessioni rilasciate entro il 2009, devono continuare ad avere il DIRITTO DI INSISTENZA, come da leggi dello Stato abrogate successivamente nel 2010 (art. 10 legge 88/2001 e art. 37 codice di navigazione), qualsiasi altra decisione è un sopruso inaccettabile, salvo reali indennizzi del valore commerciale, al netto dell’area di superficie in concessione a carico del subentrante. Inoltre, trovo assurdo, annullare una legge (145/2018) a distanza di tre anni dal suo varo, dopo che migliaia di aziende, avevano pianificato investimenti fino al 2033. Non condividere quanto sopra, è semplicemente da truffaldini, oltre che da incapaci!

    • Nikolaus Suck says:

      Il diritto di insistenza è stato abrogato e non esiste più per cui nessuno può “continuare ad averlo”, e inoltre era solo una prelazione, ovvero un diritto ad essere preferiti a parità di condizioni in una procedura comparativa, non un diritto assoluto a “stare lì” a prescindere (come confermato da ultimo TAR Lombardia 7.10.2019 n. 2106 e 28.1.2016 n. 187). E non c’è differenza tra concessioni ante e post 2009, sono e sono sempre state tutte a tempo e con scadenza (artt. 36 e 37 cod. nav.), e nessuna legge è “ultraattiva” dopo la sua abrogazione (tempus regit actum).

      • Rimane il raggiro, cioè un grande imbroglio a danno dei balneari che si erano fidati dello Stato italiano, altrimenti, non si spiegherebbe l’annullamento di tali norme. E tu, caro Suck, sei un avvocato senza alcuna etica.

        • Teo Romagnoli says:

          Si ha l’etica dei soldi che prende per deformare l’opinione pubblica per difendere l’indifendibile..anche gli stessi albergatori “amici” dell’ antitrust spingono e spendono per impossessarsi di tutti i settori turistici, sono hotel, bar, ristoranti e vorrebbero fare volentieri anche i bagni mentre dovrebbero fare solo b&b come la stragrande maggioranza dei complessi alberghieri e favorire così le altre categorie del comparto turistico. Altri ladri della peggior specie.

          • Proprio voi balneari parlate di tutelare le altre categorie..quando vi hanno concesso di passare dalla tavola fredda alla tavola calda avete rovinato i ristoratori delle vie dietro la spiaggia e stessa cosa con i locali da ballo..state antipatici a tutte le categorie del turismo e ai funzionari nei cui uffici siete andati come foste padroni e ora giustamente siete preoccupati. L’aria è cambiata!

  8. La concessione della spiaggia a servizio della struttura ricettiva (con camere) va considerata come bene strumentale dell’albergo a condizione che non venga usata per noleggio di Lentini e ombrelloni stagionale ma solo a corredo delle camere. In questo modo non fa concorrenza con gli altri moduli di spiaggia attrezzata. Separate le gestioni sarebbe sbagliato. In Italia non sanno fare nemmeno le cose facili.. sarebbe sufficiente prevedere questo, a pena di decadenza, nei regolamenti comunali sul demanio.

  9. Cambronne says:

    …così con questo link ( spiaggia-albergo) si riesce a dare da mangiare ( caviale e champagne) a gente che di suo non ha bisogno, mentre ai balneari puri oltre ad un ” prelazionato calcio nel culo” nemmeno una merendina. Mi viene alla mente una vecchissima barzelletta quella della differenza tra grande e piccolo viveur. Appunto grande viveur donne e champagne, piccolo viveur gazzose e seghe (boccaccia mia).

  10. Maurizio spiegami questa tua frase”…..
    La concessione della spiaggia a servizio della struttura ricettiva (con camere) va considerata come bene strumentale dell’albergo a condizione che non venga usata per noleggio di Lentini e ombrelloni stagionale ma solo a corredo delle camere….”

    Se hai un albergo in localita balneare con concessione vendi la camera a un prezzo, anche inserito nel costo complessivo della camera..
    Se hai un albergo senza concessione la vendi a un altro prezzo.

    E’ un bene strumentale?
    Non raccontiamo chiacchere

    • se hai la piscina vendi ad un prezzo, senza vendi ad un altro prezzo.
      Se hai la sauna vendi ad un prezzo, senza vendi ad un altro prezzo.
      Se hai il parcheggio vendi ad un prezzo, senza vendi ad un altro prezzo.
      Quindi neanche piscine, saune, parcheggi sono beni strumentali, e si potrebbe citarne innumerevoli altri.
      Bene, ministero delle finanze e ordine dei dottori commercialisti non hanno capito una fava. Meno male che Carlo ci illumina!
      Scherzi a parte, caro Carlo, se un bene materiale o immateriale entra a far parte della produzione aziendale, sia esso necessario o no, E’ UN BENE STRUMENTALE

  11. Nikolaus Suck says:

    Non c’è nessun motivo per cui gli alberghi più o meno costieri debbano avere prelazioni o essere agevolati in qualsiasi altro modo. Anzi la concessione è molto più “strumentale all’esercizio dell’attività di impresa” per il balneare di quanto non lo sia per l’albergo, che fa altro e per il quale al massimo può essere un plus. Lo sfruttamento del demanio, di tutto il demanio, deve andare a gara per tutti, e per tutti allo stesso modo. Se poi un qualsiasi albergo, per la propria posizione o per altri motivi, ritiene utile o addirittura necessario avere una data concessione, vorrà dire che parteciperà alla gara e cercherà di fare l’offerta migliore e più competitiva per aggiudicarsela. Tanto di guadagnato per il Comune, lo Stato e la collettività.

      • Nikolaus Suck says:

        Stessa cosa, nessuna differenza. Concessione demaniale e permesso di costruire sono titoli diversi. Poter costruire non significa poter occupare a vita.

        • Chi ha costruito con regolari permessi, lo ha fatto unicamente perché si fidava delle leggi dello Stato italiano, sul diritto di insistenza, vigliaccamente annullate soltanto nel 2010, senza le quali, nessuno, mai avrebbe costruito investendo ingenti capitali. Chi continua a sostenere il contrario, è in malafede, anzi, direi uno sfacciato approfittatore, senza vergogna.

  12. Limitatamente alle concessioni già oggi in dotazione agli alberghi, e più in generale ad aziende non demaniali, trovo corretto un regime di prelazione. Non altrettanto troverei corretto per gli alberghi che oggi non hanno spiaggia. Per fare un esempio macroscopico, mettere a bando senza tutele la spiaggia di un Club Med porterebbe certamente alla chiusura del villaggio che vedrebbe il suo modello di business stravolto.
    Se io fossi un malavitoso, offrirei condizioni folli proprio per le spiagge degli alberghi. Così poi li potrei taglieggiare per consentire loro di continuare a fruire della spiaggia. Ma veramente lo riterremmo virtuoso?

    • Nikolaus Suck says:

      Le “condizioni folli” poi vanno anche rispettate sennò la concessione si perde. E poi non eravate voi i fautori del libero mercato che fa i prezzi? Per i trasferimenti d’azienda sì e per i canoni concessori no?

  13. Cambronne says:

    Suck condivisibile. Ragionamento che non fa una grinza.
    Tra l’altro si è mai visto un albergatore, magari danaroso, che manifesta? Quando mai? Si considerano, gli albergatori con spiaggia in dotazione, sempre super partes. Posti sempre su un altarino da una pletora di gente che ha bisogno di fare la stagione e soprattutto si accontenta di essere sottopagata pur di lavorare. Sembra una puntura di veleno quella di cui parlo ma il peggio è quello che non dico. Ma che tutti sanno. Quindi che vadano a farsi le loro gare se questo vogliono farci fare, ma soprattutto non rompano i coglioni.

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