Plastic free, le migliori soluzioni per la ristorazione in spiaggia

Sei contro la plastica? Ecco le tre aziende che propongono le migliori soluzioni plastic free per la ristorazione.

Ekoe: contenitori e stoviglie in materiale compostabile

La prima si chiama Ekoe. I suoi soci fondatori nascono come permacultori con una forte etica alla base di tutte le loro scelte imprenditoriali e, attraverso la lunga presenza nel mercato del packaging compostabile per alimenti, hanno sviluppato un know-how e una conoscenza tali che permettono di essere un punto di riferimento per tutti i progetti sostenibili.

Ekoe opera anche nel settore b2c attraverso l’accessibilità ai prodotti tramite la piattaforma e-commerce www.ekoe.org, ma il mercato di riferimento è soprattutto quello del b2b. Ekoe infatti è il principale fornitore di ristoranti, stabilimenti balneari, hotel, agriturismi, mense, botteghe, feste, sagre ma anche aziende agricole.

Da pochi mesi Ekoe si è trasformata in società benefit, formalizzando il proprio impegno etico che va oltre la mera produttività e il solo perseguimento del profitto, ma persegue anche il raggiungimento di impatti positivi sociali e ambientali.

Plastic Free Certification: per gli stabilimenti balneari che vogliono certificare l’assenza di plastica

La seconda azienda è Plastic Free Certification, che certifica le società che intendono liberarsi dall’uso e dall’abuso della plastica monouso, attraverso un processo di verifica che viene specificato in uno standard di proprietà, registrato dalla stessa società. Plastic Free Certification si propone di aiutare realmente le aziende nel loro intento, e infatti la certificazione attraverso un plastic assestement e kpi prevede dei grade che non escludono la certificazione, ma che individuano le criticità ancora da risolvere, di anno in anno.

Come società benefit innovativa, la storia di Plastic Free Certification è già di successo. Difatti, prima del Covid-19 la prima certificazione effettuata è stata al Mirazur di Mentone, il ristorante di Mauro Colagreco, primo chef al mondo. Plastic Free Certification è poi volata negli Stati Uniti per certificare l’Atelier Crenn di Dominique Crenn. All’attivo sono state prodotte decine di certificazioni nel settore food in giro per il mondo.

Il respiro di Plastic Free Certification è sicuramente internazionale, essendo essa la prima start-up al mondo ad avere registrato uno standard per l’ottenimento della certificazione stessa. Il prossimo step prevede un tour sostenibile in Europa come partner ufficiale di Dan, un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro che si occupa di medicina e ricerca scientifica con lo scopo di promuovere la sicurezza dei subacquei.

Komposta: smaltimento di rifiuti organici e compostabili

La terza e ultima azienda di cui parliamo è Komposta, anch’essa una società benefit innovativa, nata da poco. Con essa si desidera chiudere il cerchio fornendo una soluzione fattibile per lo smaltimento del rifiuto organico e del materiale compostabile, attraverso la fornitura di compostiere elettromeccaniche di comunità per enti e aziende.

Komposta vuole essere la prima azienda che attraverso strumenti di consulenza e di educazione si dedica alla distribuzione di compostiere elettromeccaniche e macchine per la gestione ottimizzata dei rifiuti. L’idea è quella di fornire una soluzione ottimale per far sì che gli stabilimenti balneari possano trasformare il proprio rifiuto in risorsa. Anche il monouso compostabile, insieme allo scarto organico, nelle macchine di Komposta in 24 ore diventa infatti un ammendante per terreni, che potrà essere trasformato in compost e usato per il giardinaggio come fertilizzante.

Komposta, inoltre, offre anche consulenza sull’uso del terriccio fertile generato alla fine del processo lavorativo della compostiera elettromeccanica anche con accordi stipulati con società di gestione dei rifiuti. L’azienda si propone così di fornire agli stabilimenti balneari l’opportunità di essere i primi ad attuare una pratica tangibile di economia circolare con grossi risparmi economici.

L’importanza del plastic free in spiaggia

Attraverso scelte ambientali consapevoli, le attività possono evitare l’uso della plastica nei propri stabilimenti e nello stesso tempo produrre certificazioni plastic free e infine smaltire il proprio organico insieme con le stoviglie in polpa di cellulosa all’interno di una compostiera elettromeccanica presente in loco.

Le tre aziende Ekoe, Plastic Free Certification e Komposta hanno già sviluppato un progetto con oltre 200 stabilimenti balneari di riqualificazione del litorale abruzzese. Il disegno che sta alla base di progetti come questo è di fornire alle aziende un modo per potersi distinguere e fare la differenza nello scenario produttivo italiano, che è chiamato a valutare e ridurre al minimo il proprio impatto ambientale.

Credi che sia arrivato il tempo di riconvertire in plastic free la tua attività?

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Ekoe

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