Accessibilità Veneto

Turismo accessibile, Bibione punta al +10% di presenze

Presentato oggi il progetto che farà della località veneta la prima destinazione balneare totalmente inclusiva.

È un visitatore quasi sempre trascurato dal sistema turistico. Eppure, per caratteristiche, rappresenta per molti versi il turista ideale: fatica a trovare una destinazione che risponda alle sue necessità, predilige i periodi di bassa stagione e le vacanze lunghe, ha una capacità di spesa medio-alta. In questo identikit si riconoscono quasi 140 milioni di persone in Europa, accomunate da problematiche di accessibilità che possono riguardare disabili motori, ma anche mamme in gravidanza, oppure anziani che devono affrontare un’invalidità temporanea.

Proprio a loro si rivolge “Bibione Destinazione Ospitalità Accessibile”, il progetto che punta a fare della località balneare veneta la prima destinazione italiana totalmente accessibile. L’iniziativa, che si avvale della collaborazione di Village For All, operatore specializzato in turismo accessibile, è stata presentata alla stampa e agli operatori turistici oggi al Savoy Beach Hotel & Thermal Spa di Bibione, alla presenza del sindaco di San Michele al Tagliamento Pasqualino Codognotto, della presidente del Consorzio Bibione Live Giuliana Basso, e di Roberto Vitali e Flavia Coccia di Village for all.

«Il progetto, che si svilupperà nei prossimi due anni ma che darà i primi risultati già dalla prossima stagione – spiega il comunicato stampa – parte già con alcune importanti certezze, legate soprattutto alla vocazione all’accoglienza di qualità che caratterizza Bibione. Non è un caso che, oltre a vantare una capacità ricettiva superiore alla media italiana (84,7 contro 76,1), Bibione possa contare su un numero di camere accessibili doppio rispetto al livello medio nazionale (7,3 contro 3,5)».

«Ancora una volta Bibione accetta una sfida importante a livello nazionale e per questo il mio plauso va agli operatori, che dimostrano nuovamente di saper guardare avanti», ha sottolineato il sindaco di San Michele al Tagliamento, Pasqualino Codognotto. «Anche questa, come quella della spiaggia senza fumo che da quest’anno applicheremo a tutte le nostre aree spiaggia (vedi notizia), è una battaglia di civiltà. Ed è anche una sfida economica, in particolare per le caratteristiche di chi ha esigenze legate al turismo accessibile. Mi fa poi doppiamente piacere il fatto che questo sia uno dei temi emersi con forza dai tavoli del G20 delle spiagge».

«Il nostro percorso è iniziato lo scorso anno con una valutazione complessiva dei punti di forza e di debolezza sul piano dell’accessibilità», ha spiegato la presidente del Consorzio Bibione Live, Giuliana Basso. «Da allora ci siamo resi conto che la nostra è una località che ha già una vocazione e una buona base di partenza a livello di accessibilità. Per questo siamo convinti di poter diventare una destinazione per tutti, passando da un concetto di accessibilità a quello di inclusività. In questo percorso è importante lavorare sui servizi e sulle strutture naturalmente, ma soprattutto è fondamentale assumere l’atteggiamento corretto nei confronti di ciascuna persona, per questo puntiamo molto sull’informazione, la comunicazione e la formazione. Quello dell’accessibilità è anche un settore in forte crescita, quindi impegnarsi in questo percorso ha anche dei vantaggi economici».

«Siamo partiti da uno studio della realtà di Bibione, una realtà che ha grandi potenzialità in questo settore», ha sottolineato il presidente di Village For All, Roberto Vitali. «Ma per centrare un posizionamento strategico di questo tipo bisogna riuscire a passare da un concetto di accessibilità a quello di ospitalità per tutti. Nel turismo accessibile spesso si lavora sul rispetto delle norme, ma dovremmo fermarci a pensare alle esigenze, che spesso sono molto semplici: dalla sedia nella doccia all’ascensore, dalle passerelle per la spiaggia alla carrozzina per il mare. Questo processo deve permettere al sistema turistico di Bibione di strutturarsi in maniera integrata, non solo dal punto di vista delle dotazioni delle strutture, ma anche della formazione del personale e del modo di comunicare l’accessibilità. Una sfida importante che ha però anche dei ritorni economici, che si possono stimare, nell’arco di cinque anni, in un aumento del 10% delle presenze totali, 1 milione in più all’anno».

La road map di Bibione

«Informare, formare, comunicare, promuovere. In queste quattro parole chiave sono sintetizzati gli step che dovrà percorrere Bibione per diventare una destinazione “ad accessibilità certificata”», recita la nota «La road map disegnata da Village For All parte naturalmente da una mappatura totale del sistema turistico della località balneare: non solo quindi delle strutture ricettive, ma anche dei ristoranti, degli itinerari turistici (ciclabili, pedonali, enogastronomici, escursioni in barca), degli impianti sportivi, delle risorse del territorio (musei, casoni, parchi tematici, parchi giochi) e naturalmente del sistema dei trasporti».

«Un ruolo molto importante lo giocherà la formazione – spiega il comunicato – che riguarderà imprenditori, collaboratori e agenzie di viaggio, spaziando dalle modalità di comunicazione e comportamento all’utilizzo degli ausili, dalle soluzioni di design al problem solving. A livello di comunicazione saranno predisposti strumenti specifici, come a esempio mappe tattili per il lungomare e la spiaggia. Proprio in quest’ottica verrà anche realizzato un apposito disciplinare di cui farà parte una guida all’accessibilità della destinazione. Gli imprenditori e il personale, inoltre, potranno contare su una serie di manuali dedicati all’ospitalità accessibile, agli eventi accessibili e alla realizzazione di pacchetti turistici accessibili. L’offerta turistica “accessibile” di Bibione sarà promossa naturalmente con materiali specifici all’interno di eventi e fiere di settore».

Numeri e caratteristiche del turismo accessibile

«Le persone con esigenze particolari di accessibilità sono oggi 10 milioni in Italia, 140 milioni in Europa, 1 miliardo nel mondo», afferma la nota. «Sono persone affette da disabilità fisiche o mentali di tipo permanente, oppure soggette a intolleranze alimentari, allergie, problemi di diabete o dialisi. Ma sono anche mamme in gravidanza o con passeggino, oppure anziani che devono affrontare una disabilità temporanea a causa di un infortunio o una malattia. Attualmente il mercato turistico è rappresentato dal 16,7% di ospiti con esigenze di accessibilità (il 42% da over 65, il 28% con disabilità motorie, il 26% con necessità alimentari specifiche). Da un punto di vista prettamente turistico quello del turismo accessibile è un segmento ancora ampiamente inesplorato: le persone ancora faticano a trovare destinazioni turistiche in grado di dare risposta alle singole esigenze di accessibilità a livello di dotazioni strutturali, ma anche di comunicazione, di servizi e di competenza del personale«.

«Un segmento che in Europa produce un fatturato lordo da 352 miliardi di euro (786 miliardi a livello mondiale), che per caratteristiche preferisce i periodi di bassa stagione e vacanze lunghe (almeno una vacanza all’anno superiore a 10 giorni) e che può contare su una capacità di spesa medio-alta (fino a 120 euro al giorno in aggiunta al pernottamento). Senza contare che con l’ormai costante e diffuso invecchiamento della popolazione (le proiezioni dell’Istat indicano che la popolazione ultrasessantacinquenne in Italia passerà dall’attuale 23% a oltre il 34% entro il 2050) la platea delle persone con problematiche di accessibilità è destinata ad aumentare sensibilmente. A fronte di questi numeri molto però resta da fare, se è vero che in base a una recente ricerca condotta con il sostegno dell’Unione europea ("Tourism accessibility: Italian Sme’s complianc"e), quasi il 93% delle strutture non riesce a rispondere alle necessità dei propri clienti con bisogni particolari. Lacune che vanno dalle barriere architettoniche alla competenza del personale, dalla mancanza di adeguati servizi di trasporto all’indisponibilità di menù per allergici o intolleranti. Non a caso la stessa ricerca condotta nei paesi dell’Unione europea stima che un miglioramento minimo dell’accessibilità nel 18% dell’offerta porterebbe a un aumento di quasi il 15% dei viaggi all’interno del continente europeo».

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