Ambiente Sardegna

Sos sabbia, i turisti stanno depredando le spiagge sarde

Il Wwf lancia la lotta contro questa cattiva abitudine e invoca controlli negli aeroporti.

Sarà anche un bel ricordo da portare a casa, ma rappresenta un grave danno ambientale e dunque occorre vietarlo. In Sardegna, i turisti che portano via la sabbia dalle spiagge sono diventati un enorme problema, tanto che il Wwf ha rivolto un allarmato appello alla Regione Sardegna per sollecitare la predisposizione di appositi controlli negli aeroporti al fine di sequestrare le bottiglie contenenti sabbia.

«Si tratta di un fenomeno preoccupante e predatorio – spiegano gli ambientalisti – che deve essere combattuto con determinazione attraverso una capillare campagna di prevenzione e di pedagogia ambientale da rivolgere soprattutto ai turisti, invitandoli a conoscere e rispettare tutte le risorse naturali della nostra isola».

Per il Wwf si tratta del terzo anno di questa specifica attività di sensibilizzazione, portata avanti in collaborazione con l’Enac, «ma non basta», sottolinea l’associazione ambientalista. «Occorre che la Regione la metta in atto sugli aerei, sulle navi, nei porti, negli aeroporti, in tutte le strutture ricettive, nei musei, nei siti archeologici, nei centri visita di parchi terrestri e aree marine e in tutte le spiagge».

Un problema che si affianca a quello, in questo caso naturale, del vento: «Ad Alghero – spiega il Wwf – stiamo monitorando da mesi la situazione della spiaggia cittadina di via Lido: il Comune ha posizionato delle barriere di cannucce con l’obiettivo di impedire alla sabbia di essere asportata dai fenomeni eolici. La sabbia è volata sull’asfalto e sotto i pneumatici delle auto. Il Wwf chiede che la sabbia venga recuperata dalla sede stradale, caratterizzata e riposizionata nel suo litorale sabbioso di provenienza. Inoltre, visti questi risultati, si chiede che vengano adottati sistemi più efficienti per contenere l’asporto della sabbia a opera del vento». L’associazione ribadisce inoltre «la proposta di mantenere le piante pioniere e di ridurre l’impatto dei mezzi di asporto della posidonia spiaggiata, utilizzando piccoli mezzi meccanici che evitino di "sterrare-scavare-solcare" la spiaggia».

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