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Riforma spiagge, Centinaio: ”Al 99% andremo in infrazione Ue”

Lo ha detto il ministro del turismo intervenendo ieri all'assemblea di Federturismo-Confindustria. Licordari (Assobalneari): ''Auspichiamo unità di intenti tra forze politiche''

«Con la nostra riforma delle concessioni balneari, al 99,9% andremo in infrazione comunitaria». Lo ha affermato il ministro del turismo Gian Marco Centinaio, intervenendo all’assemblea straordinaria di Federturismo-Confindustria tenutasi ieri a Roma. Centinaio ha dedicato gran parte del suo intervento alla strategia del governo per contrastare la direttiva Bolkestein, la famigerata norma europea del 2010 che minaccia di mandare a gara gli stabilimenti balneari italiani – e che l’attuale governo sembra non avere intenzione di applicare.

«Avviso i cittadini italiani che, per una questione di dignità e tutela del nostro paese, il ministro rischia di andare in infrazione, ma è consapevole di farlo», ha detto il ministro. «Il mio obiettivo è arrivare alla soluzione il più velocemente possibile, al massimo a gennaio 2019. La strada è stretta, è come camminare su un filo di seta».

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«Me ne occupo in continuazione – ha spiegato Centinaio – ma me la sono presa io questa patata bollente. Abbiamo fatto partire il tavolo politico e il tavolo tecnico, ora dobbiamo convocare gli interlocutori. Non c’è più niente da dire, c’è solo da scrivere per mettere nero su bianco quello che vogliamo. Sto ragionando con tutti i partiti politici e tutte le regioni, indipendentemente da maggioranza e opposizione».

In precedenti dichiarazioni, il ministro del turismo ha già illustrato la strategia del governo per riformare le concessioni balneari, la cui scadenza è fissata per legge al 31 dicembre 2020, essendo stato abrogato nel 2010 il regime di “rinnovo automatico” al medesimo titolare proprio per uscire dalla procedura di infrazione aperta da Bruxelles a causa del mancato adeguamento alla Bolkestein. Secondo quanto annunciato da Centinaio, l’intento sarebbe quello di varare una legge sul “doppio binario“, ovvero con una lunga estensione per le concessioni già esistenti (non ancora chiarita pubblicamente in termini di anni) e con le immediate evidenze pubbliche solo per le spiagge libere. Dopodiché, il governo Conte andrebbe in Unione europea a trattare l’esclusione totale delle spiagge dalla Bolkestein.

Così Fabrizio Licordari, presidente Assobalneari Italia – Federturismo Confindustria, commenta l’incontro odierno con Centinaio: «Il ministro ha ribadito l’impegno del governo e suo personale, in conformità al contratto di governo giallo-verde, alla risoluzione della questione balneare, auspicando un’unità di intenti da parte di tutte le forze politiche. Al termine del convegno ho incontrato privatamente il ministro e gli ho confermato la più completa disponibilità della nostra associazione per addivenire a una risoluzione non più rinviabile della questione balneare».

«Assobalneari-Confindustria attende con fiducia la convocazione del tavolo tecnico – prosegue Licordari – con l’auspicio che questa unità di intenti tra tutte le forze politiche porti alla rapida approvazione di un provvedimento di legge che, consentendo un riordino della normativa in merito, ridia al settore quella necessaria tranquillità che è precondizione per le imprese per tornare a operare e investire».

«Infine – conclude il presidente di Assobalneari Italia – non dobbiamo temere che da un riordino del settore balneare possa scaturire scaturire una procedura di infrazione, come ha comunque prudentemente e responsabilmente fatto presente il ministro. Tale preocedura può derivare da un eccesso di deficit (manovra al 2,5%) o da altre leggi, ma quello che il governo deve fare nella circostanza è affermare l’interesse nazionale alla salvaguardia di un settore vitale dell’economia nazionale, analogamente a quanto hanno fatto altri paesi membri dell’Unione europea quali Spagna e Portogallo, senza che nessuno a Bruxelles abbia avuto alcunché in contrario. Anzi, in Italia dovremmo preoccuparci proprio di fare come i nostri colleghi iberici, visto che Assobalneari ha portato all’attenzione di tutti questa disparità di trattamento, con studi particolareggiati forniti da esperti qualificati dell’Unversità di Siviglia»

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