Attualità Liguria

Mareggiate, spiagge liguri sommerse di rifiuti: protestano sindaci e balneari

''Non possiamo farci carico di rimuovere i detriti provenienti dall'entroterra''

È allarme rifiuti spiaggiati in Liguria: la mareggiata che si è abbattuta nei giorni scorsi lungo la costa tirrenica ha portato tonnellate di legname e detriti di ogni genere sul litorale di Ameglia e Sarzana, mettendo in crisi questi due piccoli Comuni che non hanno le disponibilità finanziarie necessarie per sostenere i costi della pulizia.

Il problema si ripete ogni anno durante le alluvioni, a causa delle correnti che trascinano i rifiuti riversati nel fiume Magra proprio sulle spiagge di queste due località. Ma i sindaci non ci stanno più: «A ogni mareggiata – tuona il primo cittadino di Sarzana Cristina Ponzanelli – le nostre località diventano il deposito di rifiuti provenienti da tutti i fiumi dell’entroterra. Ma due piccoli Comuni come Ameglia e Sarzana non possono far fronte alla pulizia dei rifiuti di tutta la Liguria».

Sarzana e Ameglia negli ultimi dieci anni hanno beneficiato di ben sette milioni di euro di soldi pubblici stanziati da Stato, Regione e altri Comuni per fronteggiare le varie emergenze sui rifiuti spiaggiati, ma non sono bastati: «Siamo sempre in gravissima difficoltà e non possiamo continuare a spendere in questo modo», spiega il sindaco di Ameglia Andrea De Ranieri. Le risorse pubbliche sono infatti sempre state insufficienti, dal momento che le due amministrazioni hanno dovuto sborsare altri due milioni di euro di tasca propria per la pulizia delle spiagge libere. E a questi si aggiungono le spese dei privati, cioè degli stabilimenti balneari a cui compete la rimozione dei rifiuti sulle spiagge in concessione: «I 25 stabilimenti del litorale hanno speso una media di 150 mila euro all’anno, contro i 30 mila euro dei colleghi di altre località liguri», osserva Andrea Carlini, presidente del consorzio Riviera di Luni.

Una prima azione di protesta arriva proprio dagli imprenditori balneari: «Con Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato e Cna – annuncia Carlini – abbiamo deciso di denunciare i Comuni e gli enti che non puliscono il Magra e gli affluenti. La situazione è ormai inammissibile: lo scorso anno lo abbiamo fatto notare al governatore Giovanni Toti quando è stato in visita in seguito alle violente mareggiate del 29 e 30 ottobre, ma non è cambiato nulla». Insomma, nonostante la legge Salvamare abbia ridotto le spese e le procedure burocratiche per rimuovere i rifiuti spiaggiati (vedi notizia), per questi due Comuni liguri occorrerà trovare una soluzione strutturale al problema.

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