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Iva al 10% per i balneari: approvata raccomandazione

Nonostante la bocciatura dell'emendamento, Fratelli d'Italia riesce a far passare una mozione

Anche se non è passato l’emendamento che voleva portare al 10% l’Iva per gli stabilimenti balneari come per le altre imprese turistiche (alberghi, campeggi, porti turistici eccetera), alcuni parlamentari di Fratelli d’Italia sono riusciti a far approvare una raccomandazione alla Camera che si pone il medesimo obiettivo.

L’Iva al 10% per i balneari era uno dei numerosi emendamenti al decreto Crescita in materia di spiagge, tutti puntualmente bocciati (vedi notizia), ma i deputati di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza, Riccardo Zucconi e Francesco Acquaroli hanno fatto approvare questa raccomandazione:

«La Camera dei Deputati, premesso che il regime di Iva agevolata per le imprese turistiche disposta dall’articolo 120 della parte III dell’Allegato al Decreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 1972 n. 633 e successive modificazioni comporta problemi interpretativi e applicativi per l’avvenuta abrogazione dell’articolo 6 della legge 17 maggio 1983 n. 217 ad opera dell’articolo 11 comma 6 della legge n. 135 del 29 marzo 2001 a sua volta abrogata dall’articolo 3 comma 1 lettera l) del Decreto legislativo n. 79 del 23 maggio 2011 (cd Codice del turismo); a seguito di tali interpretativi le aziende esercenti attività commerciali su concessioni demaniali ad uso turistico-ricreativo rientrano nel campo di applicazione dell’aliquota Iva al 22%, mentre le restanti imprese turistiche applicano l’aliquota agevolata al 10%; Per esigenze di chiarezza e di semplificazione, per una opportuna uniformità di trattamento per tutte le imprese turistiche nonché per evitare problemi interpretativi e applicativi alle imprese turistiche che svolgono anche attività turistiche diverse (v. alberghi o campeggi con spiagge annesse), si rende necessario un intervento normativo chiarificatore a beneficio delle suddette imprese; impegna il governo a sostituire il riferimento normativo alle imprese turistiche così come definite da una norma non più in vigore (articolo 6 della legge n. 217 del 17 maggio 1983) con quello effettuato con l’articolo 4 del cd Codice del turismo»

Commenta il presidente del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione in una nota: «Ringraziamo sentitamente i parlamentari Fidanza, Zucconi e Acquaroli, da sempre attenti alle nostre problematiche. Come è ormai a tutti noto, questo atto non ha nessun valore legislativo o normativo, ma solo politico-parlamentare. Nel contempo non lo sottovalutiamo perché costituisce un ulteriore strumento e argomento per rafforzare la nostra incessante azione sindacale volta a ottenere l’eliminazione dell’assurda e ingiustificata disparità di trattamento in tema di Iva fra i balneari e tutte le altre aziende turistiche italiane».

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