Liguria Norme e sentenze

”Dovete chiudere subito”: l’incubo di un gruppo di stabilimenti liguri

Alcune imprese balneari del Tigullio si sono viste recapitare dal Comune un'ordinanza che impone di abbassare le serrande, a causa di presunte irregolarità sulle strutture. Ma i giudici hanno ritenuto la misura esagerata.

Provate a immaginare il vostro stato d’animo, se domani vi arrivasse una raccomandata che intima la chiusura immediata della vostra azienda. È quel che è successo nei giorni scorsi a tre stabilimenti balneari di Lavagna, piccola località ligure sulla costa del Tigullio, che si sono visti recapitare via pec dalla loro amministrazione comunale un’ordinanza che impone di abbassare le serrande.

Il motivo scatenante sarebbero alcune presunte irregolarità urbanistiche e paesaggistiche degli stabilimenti balneari in questione, ma la decisione del Comune sembra quantomeno spropositata – e a dirlo sono stati persino i giudici.

A fare il punto della situazione è Paolo Ferraresi, presidente di Assobalneari Tigullio: «Lo scorso luglio i commissari ci dissero che sarebbe stato necessario regolarizzare le nostre posizioni – spiega l’imprenditore a Primocanale – e noi a settembre, finita la stagione, abbiamo iniziato un iter che però ha dei tempi lunghi che non si sono ancora conclusi. Quindi quando è stato il momento di aprire ci hanno negato la possibilità, comminando anche una multa da 3mila euro visto che i vigili hanno trovato gente a prendere il sole bei lettini: ma se io chiudo lo stabilimento e gli ombrelloni e una persona vuole coricarsi non la posso allontanare a calci… Per fortuna che il Tar, a cui abbiamo presentato ricorso, ci ha dato ragione dicendo che la “pena”, cioè la chiusura, era sproporzionata rispetto alle irregolarità. Quindi restiamo aperti almeno fino al 17 luglio».

Al momento la lettera è stata recapitata a tre stabilimenti sui venti che ricadono nel territorio di Lavagna, ma in base alle indiscrezioni riportate da Ferraresi, «ci risulta che stia per arrivare lo stesso provvedimento ad altri dieci stabilimenti balneari».

Così si difende il sindaco di Lavagna, Gian Alberto Mangiante: «Purtroppo i tempi delle autorizzazioni sono lunghi, visto che coinvolgono diversi enti, ma ora abbiamo dato mandato agli uffici tecnici di velocizzare il più possibile in modo che si possano chiudere le autorizzazioni in tempo per lo scadere delle Scia, cioè le pratiche di inizio attività. Siamo vicini ai balneari, perché sono il cuore della nostra accoglienza turistica estiva. Questa situazione che si è creata ce la siamo trovata. Sulla multa non possiamo farci nulla».

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