Come fare black food, il cibo più ricercato dai turisti

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L’ultima tendenza culinaria è particolarmente dark: stiamo parlando del black food, la moda di cucinare cibi colorati di nero che sta affascinando la mente e il palato di tutti gli amanti del food. Una pratica che si sposa molto bene con tutti quei ristoranti di spiaggia all’avanguardia che vogliono soddisfare le esigenze dei turisti, sempre più attenti e affascinati dai piatti che si possono fotografare e condividere sui social. Il black food peraltro non comporta sforzi particolari: infatti tra i suoi ingredienti chiave c’è il nero di seppia che – siamo pronti a scommetterci – è già una componente indispensabile in molti stabilimenti balneari con cucina.

Il black food, come tante altre mode, è nato negli Stati Uniti e ha già conquistato il mondo attraverso i social. I piatti preparati secondo questa tendenza sono infatti particolarmente fotografati e condivisi su Instagram, e possono dunque rappresentare un’occasione per aumentare la popolarità del proprio ristorante sulla spiaggia. L’hashtag #blackfood è una tendenza in grande crescita, attualmente con oltre 15mila post, e nel Regno Unito la catena Waitrose ha già lanciato un “black menu” con pizza, biscotti, panini a base di nero.

Ma come si realizza il black food? L’ingrediente di base è il carbone vegetale, una sostanza del tutto naturale che ha anche effetti benefici sulla depurazione dell’intestino. Mescolato agli impasti di pane, briosches, gelati e biscotti, il carbone vegetale rende questi alimenti neri senza alterarne il sapore, regalando straordinarie emozioni estetiche. A Salerno il caseificio Ilka ha già lanciato la “Nera di Bufala“, una mozzarella dark che contiene un pizzico di carbone vegetale al suo interno, mentre alcuni bar all’estero propongono ai loro clienti il “Dark Cappuccino“. Nel proprio stabilimento balneare, con il pane nero si possono preparare interessanti panini farciti con salmone o polipo.

Ma oltre al carbone vegetale, come detto, per il black food un’altra componente fondamentale è il nero di seppia, di certo molto più reperibile e accostabile nei menu degli stabilimenti balneari. Oltre al classico risotto, questo inchiostro marino può essere aggiunto in spaghetti e ravioli a base di pesce per cambiare il loro look mantenendo il sapore.

Tra gli altri ingredienti alla base del black food ci sono poi quelli per i palati più fini, come il tartufo e il caviale, ma anche sostanze più inconsuete come la liquirizia, il caffè e le more. Si tratta solo di sperimentare nella propria cucina, e siamo certi che sarà un grande successo.

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