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Capacchione (Sib): ”L’Italia necessita di un ministero del mare”

Il presidente del Sindacato italiano balneari: ''Solo così si potrà gestire efficacemente questa importante risorsa''

Il presidente del Sindacato italiano balneari – Fipe Confcommercio Antonio Capacchione è intervenuto alla XXVIII Rassegna del mare organizzata dall’associazione Mareamico, che si è svolta a Terrasini in Sicilia e che ha visto confrontarsi autorevoli rappresentanti istituzionali e accademici provenienti dalle università italiane (Palermo, Bari, Pisa, Bologna) e straniere (Parigi, Tunisi, Il Cairo) sulle diverse problematiche riguardanti il Mediterraneo.

Capacchione ha sottolineato «l’importanza della balneazione attrezzata italiana non solo da un punto di vista economico, con le sue 30.000 imprese perlopiù a gestione familiare e i 100.000 addetti diretti, ma anche identitaria per il nostro paese»; e ha ricordato che «la balneazione italiana ha una storia plurisecolare: il nostro primo stabilimento balneare, i Bagni Baretti di Livorno, risalgono al 1781, ben prima della rivoluzione francese! E se nell’Ottocento gli stabilimenti balneari avevano una funzione salutistica, prescritta dai medici per contrastare le malattie respiratorie (in modo particolare la tubercolosi), nel corso del Novecento hanno soddisfatto efficacemente il bisogno di benessere della società plasmando il costume degli italiani nella moda, nel cinema e nelle canzoni».

«La balneazione costituisce, quindi, non solo un settore cruciale per la nostra economia – ha proseguito Capacchione – ma anche un pezzo della storia, del costume e dell’identità del nostro paese da difendere e tutelare quale patrimonio nazionale. Anche per questo bisogna evitare che alla balneazione italiana accada quanto successo alla nostra gloriosa marineria, liquidata da una bulimia normativa europea che, di fatto, ha favorito quelle di altri paesi della sponda sud del Mediterraneo».

«Gli imprenditori balneari, insieme ad altre categorie che operano sul mare come i pescatori e le imprese della logistica, condividono l’esigenza di una normativa che dia certezza per gli investimenti, assicuri la continuità aziendale ed eviti una disparità di trattamento con le imprese che operano in paesi nostri competitori», ha aggiunto il presidente del Sib. «Obiettivi comuni che richiedono non solo una politica attenta, ma anche una governante istituzionale unica. Non è possibile che a ogni cambio di governo veniamo sballottati da un ministero a un altro. A distanza di settimane dalla formazione del nuovo esecutivo siamo ancora in attesa di sapere quale è il nostro interlocutore istituzionale e non è possibile che il governo nazionale non abbia un’unica regia per affrontare le diverse problematiche che coinvolgono i molteplici settori interessati alla tutela e alla valorizzazione del mare: dalla balneazione alla pesca; dalla logistica all’energia. L’importanza che il mare ha per il nostro paese impone non solo una politica lungimirante, ma anche un’unica regia nazionale. È tempo che il nostro paese si doti di un ministero del mare in cui convogliare le competenze oggi disperse in una pluralità di ministeri (dalle infrastrutture ai beni culturali; dall’ambiente all’agricoltura)».

«La frantumazione delle competenze e la moltiplicazione dei soggetti gestori della materia, spesso in contrasto fra di loro (un esempio paradigmatico sono le diverse e opposte valutazioni fra Sovrintendenze, Regioni e Comuni sullo smontaggio delle attrezzature balneari), costituiscono un serio ostacolo a una efficace politica di difesa degli interessi nazionali e ad una ordinata gestione della risorsa mare», ha concluso Capacchione.

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Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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