La complessità dell’oggetto videoludico nella dimensione dell’offerta attuale

La complessità dell’oggetto videogioco è tale ormai che non è più sufficiente dividere il mercato in due categorie, ma tali categorie devono rispecchiare tutte le diverse tipologie di esperienze appartenenti al contesto videoludico odierno. Ora, se è vero che non esiste un solo tipo di videogioco, e che ogni esperienza di gioco non può essere ricondotta a un unico termine ombrello, è altrettanto vero che esiste un numero molto più ampio di tipologie di videogiocatori, rispetto a quelle tradizionalmente concepite. Del resto, sarebbe impensabile oggi interpretare le ramificazioni dei videogiocatori adottando come punto di riferimento un’idea del medium che non solo si è radicalmente evoluta nel tempo, ma che continua a farlo in modo costante.

Una tradizionale bipartizione non è più possibile: per quali ragioni

Di conseguenza, una tradizionale bipartizione risulta inadatta allo scopo analitico e fenomenologico dei giochi che sono disponibili su una libreria multimediale. Un punto su cui anche la stampa e la critica specializzata hanno speso tempo, suddividendo i gamers in due classi. Eppure tutto questo crea una tendenza molto pericolosa, dato che la pluralità di più voci, tanto nei produttori, quanto nei fruitori, risulta essere fondamentale per lo stato di salute del medium stesso. Senza addentrarci troppo nello specifico, abbiamo visto come gli arcade games sono cambiati e si sono evoluti nel corso della loro storia. Il problema però sta principalmente nella barriera di accesso per i giocatori stessi.

Il modello videoludico attuale: come può funzionare

La maggior parte dei videogiochi è in genere troppo difficile e complessa per gli utenti non hardcore, anche per chi essendo un casual gamer, potrebbe essere interessato all’argomento e al determinato titolo in questione. Non è solo una questione dettata dal design del gioco, dal suo gameplay, ma da una conoscenza universale del mondo videoludico. Eppure in teoria ci è sempre stato detto come i videogiochi siano adatti a tutti, nonostante le differenze di genere, di coefficiente di difficoltà e via dicendo. In effetti parliamo di qualcosa di molto differente, specifico, rispetto ad esempio ai giochi di carte, come il blackjack o il poker. Sia chiaro, anche in questo caso parliamo di giochi di abilità dove una volta comprese le regole base, bisogna imparare a ragionare in termini di strategia. La strategia in ogni gioco complesso, dagli scacchi a scendere, è determinante per quanto riguarda lo svolgimento dello stesso. I giochi spesso offrono quindi dei sistemi di controllo piuttosto difficili da padroneggiare, oltre a richiedere riflessi e una buona coordinazione.

Gli ostacoli della critica per il circuito dei videogames

La situazione diventa critica quando questi ostacoli vanno a influenzare la fruibilità dei contenuti, rendendo inaccessibili dei potenziali videogiocatori. Ecco perché riscrivere i confini attraverso la critica è utile per mantenere vivo il dibattito attorno al tema del game design, onde evitare una deriva che rischia di precludere il medium e i suoi potenziali fruitori. Un tempo un gioco veniva elogiato per il suo coefficiente di difficoltà, secondo una vecchia credenza in campo analitico e critico. Oggi, per fortuna le cose sono cambiate e si sta dirigendo il tutto verso una fruizione totale e appagante a 360 gradi. Il videogioco non si può considerare più un bene di consumo creato al fine di intrattenere l’utente. Questo vale per ogni ambito e contesto, sia esso legato agli arcade, ai giochi di categoria utility, agli eSports, fino ad arrivare ai giochi con puntata in denaro, come il poker online.

Cosa bisogna fare per organizzare una partita di poker

Per organizzare una partita di poker è necessario rispettare le regole del gioco, motivo per cui bisogna sapere bene come fare il dealer nel Texas Hold’em visto che si tratta di un ruolo fondamentale per il corretto funzionamento del gioco stesso. Oggi il poker è diventato uno dei giochi più conosciuti, per merito del fatto che in Europa durante il decennio scorso abbiamo assistito all’hype legato alla cosiddetta pokermania, dove in particolare le specialità del poker texano e dell’Omaha sono diventati sempre più celebri, popolari e seguiti anche da un pubblico non specializzato. Successivamente si è passati a una fase di transizione dove il poker è sempre molto seguito, ma è tornato ad avere volumi più contenuti e di nicchia, come era successo nei decenni precedenti, con una sostanziale differenza: molti utenti accedono ancora abitualmente per giocare online sui portali dedicati al gioco in modalità cash e torneo.

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