Il linguaggio del corpo nel poker – similitudini e differenze tra gioco fisico e online

Sebbene l’Agenzia del Dipartimento della Difesa statunitense abbia iniziato a usare Arpanet – l’antesignano di internet – già nel 1969, il World Wide Web che oggi tutti conosciamo ha una storia più recente. Si dovette infatti attendere il 6 agosto del 1969 affinché il ricercatore Tim Berners-Lee e il suo gruppo di ricercatori del CERN di Ginevra rendessero disponibile al grande pubblico questa “rete di grandezza mondiale”.

Inizialmente, gli italiani si servivano del PC di casa per godere dei privilegi di questa innovativa tecnologia. Soprattutto a partire dai primi anni del XXI secolo, però, la popolarizzazione degli Smartphone e il miglioramento delle connessioni contribuirono a permettere a un numero crescente di persone di eliminare qualsiasi vincolo di tipo spazio-temporale al loro desiderio di navigare.

Questi decenni segnarono una svolta epocale a livello globale, vedendo sorgere piattaforme come Ebay nel 1995, Google nel 1998, PayPal nel 1999, Facebook nel 2004 e Youtube nel 2005. Senza contare, poi, il lancio dell’iPhone di Steve Jobs, capace più di ogni altro di cambiare il rapporto delle persone con il mondo virtuale grazie alle sue numerose app dedicate.

Oltre agli eventi appena menzionati, occorre anche citare che nel 1998 fece la sua comparsa sul web la prima poker room online della storia. Quel momento di quasi 25 anni fa è stato decisivo, permettendo a milioni di persone di avvicinarsi al mondo dei casinò e di perfezionare giorno dopo giorno le loro tecniche di gioco.

A seguire, si parlerà proprio del poker, concentrandosi su uno degli aspetti da tenere maggiormente in considerazione quando ci si siede al tavolo verde. Che si tratti di una sfida con gli amici mentre si è in vacanza al mare insieme, una partita in linea o il Main Event delle WSOP, il linguaggio del corpo ha sempre un peso preponderante.

Il linguaggio del corpo nella vita quotidiana

Diversamente da quanto si potrebbe pensare, la comunicazione non verbale e la gestualità occupano un ruolo di primo piano al momento di trasmettere i nostri pensieri e le nostre emozioni a chi ci circonda. Per la precisione, secondo gli studi condotti dallo psicologo statunitense Albert Mehrabian, il linguaggio verbale, paraverbale e non verbale avrebbero un influenza rispettivamente del 7%, 38% e 55% sulla comprensione del messaggio finale.

Ecco, dunque, che dal modo in cui ci presentiamo, poniamo e atteggiamo possono dipendere l’impressione che diamo agli altri e, in un certo qual modo, le sorti delle nostre vite. Per esempio, si pensi in questo senso all’impatto che il linguaggio fisico può avere durante un colloquio di lavoro, un esame universitario, oppure quando si incontra per la prima volta la persona che potrebbe diventare la nostra futura moglie o marito.

In questo senso, non è solo il viso a essere decisivo, ma anche ogni altra parte del corpo. Il cosiddetto body language – nella sua terminologia inglese – comprende così elementi quali il modo in cui si accavallano le gambe e si tengono le braccia, lo sguardo, la tendenza o meno a mantenere il contatto visivo con i nostri interlocutori, il movimento delle mani e l’abitudine di toccarsi i capelli.

Essere consapevoli di tutto questo è già un buon inizio, ma il passo successivo è quello di conoscere il significato del nostro linguaggio non verbale così da saperlo controllare e indirizzare verso una determinata finalità. Per esempio, si dovrebbe evitare di dare la mano in modo molle (questa azione indica nel 66% dei casi persone prive di carattere), stringere i pugni (simbolo di aggressività), muoversi eccessivamente (desiderio di andarsene), incrociare braccia o gambe (gesto di chiusura o rifiuto) e tenere entrambe le mani in tasca (segnale di noia).

Il linguaggio del corpo nel poker – modalità fisica e online a confronto

Quanto esposto relativamente all’importanza di essere in grado di controllare sé stessi in ogni occasione lo è ancora di più nel poker. In questo gioco, infatti, mantenere il sangue freddo in ogni occasione e perfezionarsi nell’arte del bluff può fare tutta la differenza del mondo.

Questo, però, non è sufficiente se si aspira a trasformare questo gioco in molto più di una semplice passione e, magari, puntare a aggiudicarsi tornei di caratura internazionale. Per questo, non si può diventare professionisti se non si apprende prima a interpretare anche il linguaggio del corpo dei propri avversari.

È di questa opinione il campione Phil Hellmuth, secondo il quale le possibilità di vincere un torneo dipenderebbero solo al 30% dalle proprie capacità tecniche. Il restante 70%, invece, sarebbe da attribuire alla propria abilità di leggere adeguatamente i segnali dei propri opponenti.

Nel poker, gli avversari dovrebbero essere visti come un libro le cui pagine devono essere lette nel più breve tempo possibile e cercando di memorizzare alla perfezione il maggior numero di dettagli. In questa occasione, nulla deve essere lasciato al caso e già dal loro arrivo in sala e dal modo in cui reagiscono alla ricezione delle carte personali si dovrebbe essere in grado di capire molte cose.

Attenzione, dunque, a possibili tic nervosi e espressioni eloquenti del viso ma, anche, al modo in cui tengono le carte in mano, come le osservano e al loro abbigliamento. Tutto questo – che nella vita quotidiana viene comunemente chiamato linguaggio del corpo – nel gioco di carte più famoso del mondo è più comunemente indicato con il termine tells.

Di questi movimenti involontari fanno parte gesti come il tremolio delle mani o il mangiarsi le unghie, che indicano di solito che il giocatore è nervoso – e quindi ha una buona mano – o, al contrario, non si sente sicuro delle proprie carte. Inoltre, chi dilata le narici di solito sta per partecipare alla mano, chi mette le mani sulle chips potrebbe aver intenzione di puntare o rilanciare, mentre chi sembra poco interessato alla mano potrebbe in realtà avere ottime carte.

Quanto si è detto finora vale naturalmente per la modalità di gioco tradizionale, che prevede che giocatori in carne ed ossa si trovino seduti alla distanza di qualche metro intorno allo stesso tavolo. Cosa succede, invece, nel poker online, in cui nella maggior parte dei casi l’unica maniera di comunicare con gli avversari è via chat?

Soprattutto per chi è alle prime armi, questa dovrebbe essere vista come una grande opportunità. Questa modalità annulla infatti completamente la necessità di spendere energie mentali nel tentativo di controllare il proprio linguaggio del corpo e di comprendere se chi ci si trova ad affrontare sta effettuando un bluff.

Non dovendosi preoccupare di questo aspetto, chi opta per dedicarsi esclusivamente al gioco online potrà dedicare una fetta superiore del proprio tempo all’apprendimento delle regole basiche del poker e al perfezionamento delle numerose tecniche di gioco che questo gioco prevede. In più, togliendo importanza a gesti, movimenti e emozioni, il poker in linea esercita una sorta di azione livellatrice sui giocatori, che oltre alla propria preparazione individuale potranno così solo affidarsi a una buona dose di fortuna.

Tra i tanti siti disponibili, ce n’è uno che si distingue come il migliore per la sua popolarità, sia in Italia che all’estero. Questo provider mette a disposizione dei suoi utenti numerose varianti di giochi di poker, nonché guide per imparare le regole del tavolo verde e per affrontare in tutta tranquillità emozionanti partite di poker online.

Il body language nel poker – per concludere

Come si è visto, ogni nostro movimento, azione e gesto dà ai nostri interlocutori un’immagine precisa di ciò che siamo e dello stato d’animo che stiamo vivendo. Questo è ancor più evidente nel poker in formato fisico, nel quale saper controllare il nostro linguaggio del corpo e analizzare quello degli avversari può far un’enorme differenza al momento di aggiudicarsi una partita importante e quando ci sono grosse somme di denaro in palio.

Quando si gioca online, invece, il body language non è un elemento da tenere in considerazione. Per chi si avvicina al poker per la prima volta o volesse concedersi una partita più rilassata, questa opzione potrebbe essere la più adeguata.

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