Tina La Ribaltina

Tina La Ribaltina

AB CLASS srls – Via Fontanini 57/59, 00173 Roma

Tina La Ribaltina

Il tavolino da spiaggia per lettini prendisole che fa la differenza.

Tina La Ribaltina nasce per aiutare le persone a rispettare il distanziamento sociale in spiaggia sotto l’ombrellone, nelle piscine o nei luoghi di relax. Si tratta di un semplice oggetto in materiale plastico, facilmente igienizzabile, che risolve il problema di mangiare in spiaggia sotto l’ombrellone.

Tina è un tavolino portatile, leggero, trasportabile, fissabile ai lettini con telaio in alluminio, e adattabile a tutti i lettini prendisole in commercio.

Tina La Ribaltina è indispensabile in questa terribile pandemia ma utile anche in futuro, è duraturo nel tempo e sostenibile, perché costruito in materiali riciclabili di lunga efficienza. Un progetto tutto italiano, progettato da MRZarchitetti e realizzato in Italia.

L’idea del tavolino portatile per lettini

Tina La Ribaltina nasce in un particolare momento storico della nostra civiltà, quello della pandemia Covid-19 che ha colpito non solo l’Italia ma il mondo intero. Durante il periodo di lockdown, nella fase più acuta della pandemia, Francesco Marzocca, Chiara Imperatori (MRZarchitetti) e Massimo Battisti hanno avuto l’idea di Tina e messo a punto un semplice progetto di grande utilità dal design agile e pratico.

L’esigenza era quella di aiutare le persone a rispettare il distanziamento sociale, che essi si trovino sotto l’ombrellone o nelle piscine, nei luoghi di relax, nel momento in cui alla riapertura di spiagge e stabilimenti balneari tale evenienza si fosse proposta. Facendo un tuffo nel recente passato, le spiagge negli anni ’60 e ’70 durante il periodo estivo erano invase da persone che proprio sulla sabbia passavano l’intera giornata, mangiando, giocando e prendendo il sole.

La pandemia ha reso necessario il distanziamento sociale, e negli stabilimenti balneari si sono adottate le soluzioni più disparate per mantenere le distanze tra ombrelloni e per permettere a tutti un’estate quanto più “normale” possibile. Rimaneva però il problema della difficoltà di poter usufruire a pieno dei servizi di bar e ristoranti sulla spiaggia, perché a causa del distanziamento non sarà più possibile prendere un caffè al bancone o un piatto di pasta al ristorante o anche fare una partita di carte al tavolino del bar.

La popolazione, come negli anni ’60 e ’70, si trova a mangiare e a vivere il mare o la piscina sotto l’ombrellone, ma ad oggi senza dei supporti che ne permettano la comodità per poter svolgere attività che siano ludiche o ristorative. Per tutti gli avventori di stabilimenti e piscine che non utilizzano, o non sono più in grado di poter utilizzare i locali dei bar e ristoro, la scelta obbligata è quella di consumare il cibo sotto l’ombrellone, senza avere la possibilità di utilizzare ripiani di appoggio, utili per il food&beverage come tablet o PC ormai sempre più indispensabili alla collettività.

Come è noto negli stabilimenti balneari, nelle piscine pubbliche e private, le postazioni per i bagnanti sono costituite da un ombrellone e da uno o più lettini. L’ombrellone è generalmente dotato di un piccolo tavolino, di dimensioni molto contenute, utili solamente ad appoggiare piccoli oggetti.

Nasce quindi l’idea di Tina La Ribaltina, un semplice oggetto in materiale plastico, quindi facilmente igienizzabile, che risolve le problematiche connesse al consumo di cibo in corrispondenza del proprio lettino per la carenza di adeguate strutture di supporto.

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