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La riforma spagnola delle coste: un'analisi tecnica

Il commercialista Piero Bellandi, consigliere nazionale Sib, ci illustra la nuova legge spagnola sul demanio marittimo: prolungando di 75 anni le concessioni agli attuali titolari, si sono scongiurate le evidenze pubbliche senza il diniego dell'Unione europea

Autore: Mondo Balneare

articolo pubblicato il 14/10/2012

mondo balneare

di Piero Bellandi

Il governo spagnolo ha approvato venerdì 5 ottobre 2012 la riforma della legge costiera centrata sulla salvaguardia di circa 3000 imprese che operano sulle spiagge spagnole e migliaia di case di proprietà privata che insistono sul territorio marittimo-terrestre di proprietà pubblica, cristallizzando il loro insediamento per almeno 75 anni.

Il vice primo ministro spagnolo, Soraya Sáenz de Santamaría, ha spiegato durante il consiglio dei ministri che la legge precedente di 24 anni fa, basata sulle evidenze pubbliche e su una liberalizzazione delle autorizzazioni, non ha centrato correttamente gli obiettivi prefissati per la protezione delle coste e dell'ambiente e ha poi creato «incertezza del diritto».

La riforma ha lo scopo di «tutelare il nostro patrimonio ambientale, liberando la costa urbana da atrocità edilizie», ha aggiunto Sáenz de Santamaría, sottolineando che la Commissione europea ha molto vivamente approvato questo nuovo testo.

Si stima che circa 10.000 case costruite sul demanio pubblico, la maggior parte con permessi rilasciati prima della legge costiera del 1988, saranno sanate e non andranno all'evidenza pubblica prevista nel 2018 per le prime 1100 concessioni in scadenza, evitandone forme di esproprio che contrastano con il diritto alla proprietà privata ora tutelata da questa riforma.

La legge prevede anche speciali limitazioni delle aree demaniali nell'isola di Formentera, nonché alcune particolarità per dieci villaggi che sono in situazioni che rientrano in questa categoria. Tra questi sono inclusi il Marina d'Empuria Brava (Costa Brava) e Platja d'Aro (Baix Empordà, nella foto).

Le nuove regole, ha detto da parte sua il ministro delle politiche ambientali Miguel Arias Cañete, «permettono di cristallizzare le concessioni legittimamente condotte sulla costa», ma «non consentono un'amnistia per le situazioni illegali».

La Commissione europea ha valutato il progetto, ritenendo che con la nuova legge si possa dare certezza giuridica anche ai proprietari stranieri interessati. Qualche riserva, tuttavia, è stata espressa da alcune associazioni ambientaliste tra cui Seo, Birdlife e Wwf, che chiedono una maggiore attenzione ai problemi dei cambiamenti climatici e alle variazioni che possono verificarsi sul territorio costiero come l'erosione e i conseguenti problemi giuridici che comporta una legge basata sull'analisi storica delle mareggiate ordinarie, il cui punto di arrivo costituisce la linea di demarcazione tra il demanio indisponibile e gli arenili.

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:14/10/2012
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