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'Gnudi, gi le mani dalle spiagge'

Il presidente dell'Itb Giuseppe Ricci (nella foto) scrive al ministro del turismo: "Siamo certi che societ di dubbia origine stiano mettendo mano al settore per farci fare la fine dei negozi di quartiere nei confronti della grande distribuzione: sparire"

Autore: ITB Italia

articolo pubblicato il 21/08/2012

mondo balneare

di Giuseppe Ricci

Gentilissimo Ministro Gnudi,

abbiamo letto, noi imprenditori balneari, la sua intervista con la quale ci confermava la sua solidarietà e la sua vicinanza morale davanti alla crisi attuale e alla più grave crisi all’orizzonte che si manifesterà quando la direttiva Bolkestein verrà applicata nel nostro paese, a partire dal 1° gennaio 2016. Tutto bene, ma la sua intervista, sul piano pratico, proponeva poi la consueta strategia di approccio al problema: fissare paletti, proporre nuove regole… ma di fatto si rimandava tutto, ancora, alle licitazioni pubbliche.

No, signor ministro, evidentemente non ci siamo capiti: non è così che difenderemo il nostro turismo balneare! La soluzione non è cercare di fare gare che in qualche modo spereremo di vincere (!), non sarà cercando affannosamente di scambiarci a caso le concessioni che salveremo il settore! Perchè siamo certi, anzi certissimi, che le nostre concessioni sono diventate, già da tempo, l’oggetto del desiderio di svariate lobby di speculatori, di multinazionali, di società dalla ricchezza di dubbia origine, di probabili riciclatori di denaro più o meno sporco, di nostrani mercanti della speculazione. Il futuro che intravediamo per i nostri stabilimenti balneari è, ormai, quello delle tante piccole botteghe artigianali che la grande distribuzione ha raso al suolo, con la conseguente desertificazione dei centri cittadini e dei piccoli paesi e la perdita di tanti posti di lavoro!

Quello che l’Itb Italia continua, in maniera ferma e coerente, a proporre è di intervenire direttamente o sdemanializzando le strutture balneari, o rendendo possibile la costituzione di un diritto di superficie, o, infine, facendo uscire l’attività turistico-balneare dal campo di applicazione di una direttiva che confonde il nostro lavoro con quello di un’impresa delle pulizie (con tutto il rispetto che tali imprese meritano).

Noi non permetteremo a nessuno di mettere in difficoltà le nostre famiglie e il nostro futuro: noi non cederemo, in questo assordante silenzio delle istituzioni, a questa “rapina del secolo”, una rapina che vedrà come vittime 28.000 concessionari e 320.000 lavoratori stagionali, oltre alle migliaia di persone impegnate nell’indotto tutto l’anno!

Noi combatteremo con ogni mezzo lecito, fino a quando – nel 2015 (ultima scadenza) – ci sarà la possibilità di risolvere sul piano politico o su quello legale questo problema. Perchè, signor Ministro, possiamo fissare tutti i paletti che vogliamo, tutte le regole d’ingresso che vogliamo, ma ciò non fermerà l’ingresso di speculatori e di multinazionali senza volto. È il loro lavoro. E allora, signor Ministro, ci ascolti! Ascolti le nostre proposte, da quelle di uscita dalla direttiva a quella di sdemanializzazione, a quella di costituzione di diritto di superficie, e sia davvero al nostro fianco, non ci lasci soli! Non permetta che tocchi a noi la prossima volta, perchè allora toccherà davvero a tutto il made il Italy morire lentamente!

Inserito da: ITB Italia
Articolo pubblicato il:21/08/2012
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