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Comuni in ritardo sui 15 anni ai balneari: Sib, Fiba e Oasi sollecitano l'Anci

Le tre associazioni chiedono un incontro urgente al presidente Decaro

Autore: Mondo Balneare

articolo pubblicato il 04/07/2019

mondo balneare

Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti e Oasi-Confartigianato hanno richiesto un incontro urgente ad Antonio Decaro, presidente dell'Anci (Associazione nazionale comuni italiani). Le tre associazioni di categoria lamentano eccessivi ritardi in molti Comuni nell'applicare l'estensione di 15 anni sulle concessioni balneari, prevista dalla legge 145/2018 (legge di bilancio).

«Le scriventi organizzazioni di categoria, maggiormente rappresentative delle aziende balneari, chiedono un incontro sulla problematica dell’applicazione della nuova durata delle concessioni demaniali marittime ex art. 1 commi 682 e segg. della legge 30 dicembre 2018 nr. 145», esordisce la lettera, inviata ieri a Decaro con le firme dei presidenti nazionali Antonio Capacchione (Sib), Maurizio Rustignoli (Fiba) e Giorgio Mussoni (Oasi).

«Si ricorderà che la legge 30 dicembre 2018 n.145, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 31 dicembre 2018 n. 302, all’art.1 comma 682 e seguenti ha disposto “una durata, con decorrenza dalla data di entrata in vigore della presente legge, di anni quindici” per le concessioni demaniali marittime disciplinate dall’art.1 comma 01 del decreto legge 5 ottobre 1993 n. 400 convertito con modificazioni dalla legge 4 dicembre 1993 n. 494», spiegano i presidenti di Sib, Fiba e Oasi.

«Le Regioni hanno emanato le circolari per i Comuni costieri, precisando le modalità di applicazione della nuova durata dei titoli concessori», prosegue la lettera. «Purtroppo però, dopo sei mesi dall’entrata in vigore della legge n. 145, si registra il ritardo di molti Comuni ad applicare le nuove disposizioni normative formalizzando la nuova durata sui titoli concessori. I titolari di siffatte concessioni hanno interesse a ottenere l’immediata formalizzazione di questa diversa nuova durata della concessione demaniale di cui sono titolari ai fini non solo del pagamento dell’imposta di registro ex art. 19 del dpr 26 aprile 1986 n. 131, ma soprattutto per usufruire sia del credito bancario che delle provvidenze regionali al fine di effettuare investimenti nel settore».

«È pertanto opportuno un incontro - concludono Capacchione, Rustignoli e Mussoni - al fine di valutare le iniziative più idonee per l’applicazione dell’art. 1 commi 682 e seguenti della legge 30 dicembre 2018 n. 145 attraverso le modalità operative indicate dalle Regioni nelle sopra dette circolari e del resto già adottate per precedenti estensioni della validità temporale dei titoli concessori».

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:04/07/2019
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