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'Evitiamo divisioni tra categorie balneari'

Sul pericolo aste interviene Ezio Filippucci (nella foto), presidente dell'Associazione bar e ristoranti di spiaggia di Riccione

articolo pubblicato il 15/01/2012

mondo balneare

di Ezio Filippucci*

In seguito alla prima bozza di testo sulle liberalizzazioni, seppure smentita dal Governo e non ufficiale (vedi la bozza del decreto e la smentita, NdR), crediamo sia prioritaria la coesione delle categorie balneari, essendo il focus della questione la tutela delle imprese operanti sul demanio in quanto garanti significativi, ad oggi e per il futuro, dello sviluppo dell’economia territoriale e nazionale, data la conformazione geografica del nostro Paese.

Posizioni autonome e controcorrente non crediamo siano opportune né adeguate per la partita in atto, considerato che il governo non può fare 28.000 leggi per tutelare altrettanti operatori esistenti.

Crediamo infine che lavorare coesi per la stesura della proposta da presentare ai ministri Gnudi e Moavero sia ben più strategico: tra i punti centrali, la regola citata all’art.11 secondo cui “le autorizzazioni non hanno durata limitata” e l’osservazione che la scarsità del bene ambientale a cui si appella la proposta di Barnier per mandare all’asta le concessioni non riguarda l’Italia dove solo un terzo delle coste balneabili è attualmente in concessione.

Ricordiamoci che la Direttiva è rivolta a tutti i Paesi membri della comunità europea, e che ogni stato ha facoltà di applicare la medesima declinandola sulla propria realtà nazionale. L’asta deve coinvolgere le nuove concessioni, nella tutela di quelle esistenti.

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*Presidente dell'Associazione bar e ristoranti di spiaggia di Riccione

Inserito da: Mondo Balneare
15/01/2012

 
 
 
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