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Legge salva-balneari, nuovo tentativo nel decreto Crescita

Dopo la bocciatura nello Sblocca cantieri, gli emendamenti rispuntano nel disegno di legge all'esame della Camera. E stavolta contano su un più ampio appoggio politico.

Autore: Mondo Balneare

articolo pubblicato il 22/05/2019

mondo balneare

Dopo il fallimento nel decreto "Sblocca cantieri" (vedi notizia), gli emendamenti salva-balneari tornano nel disegno di legge "Crescita". Questa volta le possibilità di concretizzare qualcosa sembrano maggiori: se infatti nel precedente provvedimento le proposte non sono state nemmeno esaminate perché «estranee alla materia», in questo caso le misure come la revisione dei canoni, la sdemanializzazione e l'Iva al 10% sono più pertinenti con l'oggetto del decreto. E per quanto riguarda i pertinenziali, gli emendamenti sull'abolizione dei valori Omi possono contare su un appoggio politico più ampio: nello "Sblocca cantieri" erano stati presentati solo dai senatori di Forza Italia e Fratelli d'Italia, mentre nel decreto "Crescita" si sono aggiunti il Partito democratico e la Lega (l'unico tra i principali partiti che non appoggia le proposte per un maggiore equilibrio dei canoni è insomma il Movimento 5 Stelle, a dispetto delle recenti posizioni espresse dal leader Di Maio).

A fare il punto della situazione è una nota di Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari - Confcommercio: «Anche grazie alla nostra incessante e persistente iniziativa sindacale, sono stati presentati numerosi emendamenti che riguardano i balneari italiani sul decreto legge n. 34 del 30 aprile 2019 detto "Crescita", all’esame della Camera dei deputati. Sostanzialmente si tratta degli stessi emendamenti già presentati al Senato sul decreto "Sblocca cantieri" e dichiarati irricevibili, a nostro avviso infondatamente, lo scorso 15 maggio dalle commissioni esaminatrici».

«Se queste proposte emendative potevano anche essere considerate extra materia sullo "Sblocca cantieri" - prosegue Capacchione - certamente non possono essere considerate tali sul decreto "Crescita", che ha per oggetto, come recita la sua stessa intestazione, le "misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi". Per cui riteniamo che non potranno non essere valutati nel merito».

Questi, in breve, sono gli emendamenti al decreto "Crescita" che riguardano i balneari:

  • nr. 15.028 (Fidanza e altri); nr. 34.010 (Ripani e altri); nr. 43.01 (Ripani e altri); nr. 43.02 (Ripani e altri); nr. 49.019 (Buratti); nr. 49.035 (Raffaelli e altri), che sospendono il pagamento dei canoni pertinenziali e le procedure di decadenza nel caso di un loro mancato pagamento;
  • nr. 15.030 (Fidanza e altri); nr. 15.031 (Fidanza e altri); nr. 34.012 e 34.013 (Ripani e altri), che modificano l’articolo 49 del Codice della navigazione in ordine alle devoluzioni delle opere;
  • nr. 15.029 (Fidanza e altri) e nr. 34.011 (Ripani e altri), che eliminano il salvo conguaglio del canone demaniale;
  • nr. 34.016 (Ripani e altri) sull'eliminazione del parere della Dogana sugli impianti balneari;
  • nr. 17.05 (Fidanza e altri) e nr. 34.017 (Ripani e altri) sulla non applicazione della sospensiva del rilascio di nuove concessioni demaniali agli ampliamenti degli stabilimenti balneari esistenti;
  • nr. 17.06 (Fidanza e altri) e nr. 34.014 (Ripani e altri), sull’applicazione anche agli stabilimenti balneari dell’aliquota Iva al 10% come per tutte le altre imprese turistiche;
  • nr. 17.07 (Fidanza e altri) e nr. 34.015 (Ripani e altri) sulla sdemanializzazione delle aree di sedime degli impianti degli stabilimenti balneari e loro alienazione con diritto di opzione in favore dei concessionari;
  • nr. 49.027 (Di Muro e altri) e nr. 49.025 (Gusmeroli e altri) sull'estensione della durata quindicennale anche al lacuale e fluviale nonché sull'agevolazione per i canoni della nautica da diporto.

(Clicca qui per scaricare il dossier con i testi integrali degli emendamenti salva-balneari al decreto Crescita)

«Sono tutte proposte da noi sollecitate - precisa il presidente del Sib - a eccezione degli emendamenti sulla nautica e l'estensione al lacuale e fluviale della durata di quindici anni. Come si può constatare, sono emendamenti tutti importanti e meritevoli di una loro approvazione al fine di eliminare fattori emergenziali e, in particolar modo, quelli concernenti la sospensione dei canoni Omi e la modifica della disciplina delle devoluzioni. È certamente positivo che questi ultimi siano stati presentati, oltre che dai parlamentari di Forza Italia e Fratelli d'Italia, anche da quelli appartenenti alla Lega e al Partito democratico. Incomprensibile e grave che sia mancata la loro presentazione da parte di altre forze politiche che pure ripetutamente danno assicurazioni di aver ben compreso la drammaticità della situazione in cui si trovano i cosiddetti pertinenziali».

«Ribadiamo con forza che, nelle more di qualsiasi lavoro di elaborazione della riforma del settore prevista dalla legge di Stabilità, è inderogabile mettere in sicurezza la balneazione italiana eliminando le gravi criticità legislative che non possono essere, tra l’altro, affrontate e risolte con i provvedimenti amministrativi ex lege nr. 1452018 e che espongono le aziende balneari a pericoli concreti e immediati», conclude Capacchione. «Abbiamo ringraziato i deputati proponenti e fatto appello di approvarli ai componenti delle commissioni V "Bilancio" e VI "Finanze" della Camera. Ribadiamo che i problemi delle nostre aziende non solo alle nostre spalle, ma tutti ancora davanti a noi».

L'esame degli emendamenti è iniziato ieri e proseguirà dopo le elezioni europee di domenica 26 maggio.

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:22/05/2019
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