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Sblocca cantieri, presentati molti emendamenti salva-balneari

Le proposte vanno dalla sdemanializzazione alla sospensione dei canoni pertinenziali e sono firmate da senatori Forza Italia e Fratelli d'Italia. Oggi la riunione dei partiti di governo per decidere quali portare ad approvazione.

Autore: Sib

articolo pubblicato il 13/05/2019

mondo balneare

Nel decreto legge "Sblocca cantieri" sono stati presentati numerosi emendamenti in materia di stabilimenti balneari, dalla sospensione dei canoni pertinenziali alla sdemanializzazione, fino all'Iva al 10%. Lo rende noto il Sindacato italiano balneari - Confcommercio.

«Anche grazie alla nostra iniziativa sindacale rivolta ai senatori - rivendica il presidente nazionale del Sib, Antonio Capacchione - su questo provvedimento sono stati presentati numerosi emendamenti che riguardano i balneari italiani».

I senatori che hanno proposto gli emendamenti sono tutti in quota Forza Italia e Fratelli d'Italia. In breve, gli emendamenti in questione sono i seguenti:

  • nr. 5.0.48 (Ruspandini e altri) e nr. 5.0.49 (Gasparri e altri) che sospendono il pagamento dei canoni pertinenziali e le procedure di decadenza nel caso di un loro mancato pagamento;
  • nr. 5.0.43 (Gasparri e altri); nr. 5.0.44 (Ruspandini e altri); nr. 5.0.45 (Gasparri e altri) e nr. 5.0.46 (Ruspandini e altri) che modificano l’art. 49 del Codice della Navigazione in ordine alle devoluzioni delle opere;
  • nr. 5.0.41 (Gasparri e altri) e nr. 5.0.42 (Ruspandini e altri) che eliminano il salvo conguaglio del canone demaniale;
  • nr. 5.0.50 (Gasparri e altri) sull'eliminazione del parere della Dogana sugli impianti balneari;
  • nr. 5.0.51 (Gasparri e altri) sulla non applicazione della sospensiva del rilascio di nuove concessioni demaniali agli ampliamenti degli stabilimenti balneari esistenti;
  • nr. 5.0.55 (Gasparri e altri) sull’applicazione anche agli stabilimenti balneari dell’aliquota Iva al 10 % come per tutte le altre imprese turistiche;
  • nr. 5.0.39 (Gasparri e altri) e nr. 5.0.40 (Ruspandini e altri)  sulla sdemanializzazione delle aree di sedime degli impianti degli stabilimenti balneari e loro alienazione con diritto di opzione in favore dei concessionari.

«Sono emendamenti tutti importanti e meritevoli di una loro approvazione - sottolinea Capacchione - e in modo particolare quelli concernenti la sospensione dei canoni Omi e la modifica della disciplina delle devoluzioni. È evidente a tutti che, nelle more di qualsiasi lavoro di elaborazione della riforma del settore prevista dalla legge di stabilità, è inderogabile mettere in sicurezza le nostre aziende eliminando le criticità legislative che non possono essere, tra l’altro affrontate e risolte con provvedimenti amministrativi come quelli ex lege nr. 1452018«.

«Abbiamo ringraziato i senatori proponenti e fatto appello di approvarli ai componenti delle commissioni del Senato VIII "Lavori pubblici" e XIII "Trasporti"», conclude Capacchione. «Questa settimana è previsto l'esame da parte di queste commissioni, dopo il parere di ammissibilità della commissione V "Bilancio" che dovrebbe avvenire domani. Per oggi, invece, è prevista una riunione dei rappresentanti dei due partiti di governo per valutare quali portare alla loro approvazione. È pertanto opportuna una sollecitazione da parte di tutti verso i senatori e rappresentanti politici di riferimento affinché siano approvati».

Il presidente del Sib ha anche inviato una lettera-appello a tutti i senatori al fine di sollecitare l'approvazione degli emendamenti. «La politica tutta sappia che sulla “questione balneare” è arrivato il tempo che si parli solo ed esclusivamente con la voce delle leggi», scrive Capacchione. «La forza devastante della natura, che ha infierito sulle coste italiane nelle scorse settimane, ha reso ancora più evidente, se ce ne fosse stato bisogno, l’assurda condizione di precarietà e di difficoltà di chi ha scelto o è stato costretto a fare questo lavoro. Si tratta di aziende al 93% a carattere familiare, che forniscono i servizi di spiaggia per la soddisfazione dei clienti italiani e stranieri e che ha creato un elemento caratteristico del nostro made in Italy. Una categoria che non è fatta di capitani d’industria dai forzieri ricolmi, ma di famiglie che traggono il proprio reddito e lavoro dalla loro onesta occupazione».

Inserito da: Sib
Articolo pubblicato il:13/05/2019
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