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Emergenza balneari, Sib chiede soluzioni in decreto Sblocca cantieri

Presentati svariati emendamenti per tentare di risolvere le criticità più urgenti, dai maxi canoni Omi alla sdemanializzazione.

Autore: Sib

articolo pubblicato il 09/05/2019

mondo balneare

Il Sib-Confcommercio ha redatto numerosi emendamenti al decreto "Sblocca cantieri", chiedendo a tutti i senatori di presentarli per tentare di risolvere le varie criticità in cui ancora versa il settore balneare, dai canoni pertinenziali alla sdemanializzazione.

«Come è noto la legge di stabilità, che ha differito al 31 dicembre 2033 la scadenza della vigenti concessioni demaniali marittime, non ha risolto le molteplici criticità in cui versa il settore, prima fra tutte quella riguardante i pertinenziali», spiega Antonio Capacchione, presidente del Sib-Confcommercio. «Né il percorso di riforma ivi disposto con l’emanazione di un DPCM (che, tra l’altro, doveva avvenire entro il 30 aprile scorso), non avendo forza di legge, è idoneo a risolvere alcune di queste criticità. Abbiamo, pertanto, invitato i senatori di tutti gli schieramenti politici a sopperire a questa assenza con proposte integrative ed emendative al decreto legge 18 aprile 2019 n. 32 A.S. 1248 "Sblocca cantieri", affinchè l’iter parlamentare di approvazione costituisca l’occasione per affrontare e risolvere alcune criticità della balneazione attrezzata italiana».

«Come contributo a questa doverosa integrazione parlamentare - prosegue Capacchione - abbiamo inviato ai senatori alcune proposte di emendamenti, rimettendoci alle loro valutazioni. Abbiamo accompagnato tutte le proposte emendative con specifiche e, a nostro parere, solide motivazioni e argomentazioni anche tecnico-giuridiche».

Queste, in sintesi, le richieste del Sib-Confcommercio contenute nei vari emendamenti:

  1.  la sospensione del pagamento dei canoni Omi nonché delle procedure di decadenza e di revoca delle concessioni in presenza di un mancato pagamento dei canoni pertinenziali;
  2. l’eliminazione del “salvo conguaglio” ancora presente nei titoli concessori degli stabilimenti balneari, escludendo in tal modo il rischio di contenzioso;
  3. un’unica definizione valevole per l’intero territorio italiano del concetto di facile e difficile rimozione, estendendo quanto previsto dalle Regioni Toscana e Liguria;
  4. la modifica dell’articolo 49 del Codice della navigazione con un’interpretazione autentica del momento in cui si ha la devoluzione delle opere, e cioè al suo effettivo spirare e stabilendo che lo stesso possa avvenire solo riconoscendo un indennizzo, come chiarito dalla CGUE con la sentenza del 28 giugno 2016 C-375/14 "Laezza" sulla contrarietà al Trattato europeo agli artt. 49 e 56 di una confisca senza indennizzo in danno di un concessionario;
  5. la sdemanializzazione delle aree che hanno perso le caratteristiche della demanialità e la loro cessione con diritto di opzione al concessionario ex articolo 3 commi 3 e 3 bis del decreto legge 25 settembre 2001 n. 351 convertito con modificazioni dalla legge 23 novembre 2001 n. 410;
  6. l’applicazione, anche a quelle balneari, dell’aliquota Iva al 10% prevista per le imprese ricettive.

«È ora necessario sensibilizzare i parlamentari affinchè queste proposte, o altre di analogo spessore, vengano approvate a tutela di una categoria che merita l’attenzione e il rispetto che finora le è stato ingiustamente negato», conclude Capacchione.

Documentazione

Clicca qui per scaricare i testi completi degli emendamenti proposti dal Sib-Confcommercio
Clicca qui per scaricare la lettera di accompagnamento inviata a tutti i senatori.

Inserito da: Sib
Articolo pubblicato il:09/05/2019
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