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Il turismo accessibile diventa un'opportunità per le imprese balneari

I consigli di Roberto Vitali, massimo esperto italiano in turismo accessibile, per rendere inclusivo il proprio stabilimento balneare (soprattutto per i toscani che sono obbligati a farlo entro marzo).

Autore: Mondo Balneare

articolo pubblicato il 05/02/2019

mondo balneare

di Roberto Vitali

La Regione Toscana ha approvato in via definitiva una legge che impone a tutte le strutture ricettive, hotel, villaggi, campeggi e stabilimenti balneari una serie di obblighi per rispondere alle esigenze del turismo accessibile. Davanti a questa norma, le imprese turistiche hanno due possibilità: subire i nuovi vincoli che ci impone dall’alto l’arrivo di una nuova legge oppure trovare il modo di trasformare questo vincolo in un’opportunità. Il turismo accessibile, infatti, è oggi un mercato che può valere fino al 15% del fatturato di ogni azienda turistica.

Chiariamo subito che non stiamo parlando solo del rispetto delle norme per l’abbattimento delle barriere architettoniche, già abbondantemente previsto dalle leggi in vigore in ambito nazionale fin dal 1989. Peraltro, come sono state rispettate queste leggi fino a oggi? Facendo il minimo indispensabile e sperando che nessuno venisse a controllare, o almeno che “l’ispettore” non fosse troppo pignolo. Per esempio, mettendo la passerella senza arrivare in prossimità del bagnasciuga, altrimenti sarebbe troppo lunga; facendo il bagno per disabili ma usandolo per stivare le seggiole, le boe e gli ombrelloni; realizzando un posteggio riservato ai disabili, ma poi ci parcheggiano i dipendenti perché è quello più comodo e tanto non viene mai nessuno…. «Casomai sposto l’auto in caso di bisogno».

Oggi gli imprenditori hanno già tante norme da rispettare, anche molto più importanti e pressanti, per le quali il mancato rispetto comporta addirittura multe salate. Qualcuno potrebbe pensare: «Ci mancava pure questa!». Ma questo atteggiamento potrebbe essere più dannoso del risparmio che possiamo ottenere. I nostri clienti infatti invecchiano e iniziano ad avere bisogno di qualche comfort in più. Vi è mai capitato che un cliente, in seguito a un piccolo incidente, sia arrivato con una gamba ingessata seduto su una carrozzina? Un cliente affezionato che ora ha bisogno proprio di quel bagno che state usando come ripostiglio, magari senza tavoletta sul wc e che forse ha persino bisogno di una imbiancata. Che figura! Eppure esiste già oggi un mercato di persone che ha bisogno di qualche piccolo comfort in più, per il quale è disposta a pagare, e che tanti imprenditori stanno ignorando.

Ormai è noto, lo dicono spesso i telegiornali e lo scrivono i giornali: siamo il Paese più anziano d’Europa. Quasi il 30% degli abitanti ha più di 65 anni. Sono più di 10 milioni gli italiani che hanno qualche genere di disabilità (In Europa gli over 65 e i disabili sono 127 milioni!). Stiamo parlando di una persona su cinque. Si è sempre pensato che era sufficiente avere una carrozzina da mare per rendere accessibile uno stabilimento, dimenticando tutto quello che serve “prima” di arrivare in acqua. Ma se vogliamo affrontare l’accessibilità trasformandola in opportunità, dobbiamo cercare un altro punto di vista.

L’accessibilità non può essere il risultato di un ausilio, magari condiviso con altri due o tre stabilimenti balneari. Prima è necessario creare un percorso compatto che permetta a una persona in carrozzina di lasciare l’auto in un parcheggio e arrivare fino allo stabilimento. Certo, se il percorso è in sabbia questo non sarà così confortevole… Ma siamo sicuri che per le famiglie che vengono in spiaggia con il passeggino questo non sia un problema? Anche loro affrontano infatti la stessa difficoltà quando scelgono l’ombrellone, cercando sempre quelli più vicini alla passerella per non dover trainare il passeggino carico di giochi e bambini. Un percorso a ostacoli che ricorda le prove di “Giochi senza frontiere”!

Quando pensiamo al mare e alla spiaggia, ormai da anni siamo attenti alla sostenibilità ambientale, alla responsabilità con cui differenziamo i rifiuti o evitiamo sprechi d’acqua e di energia elettrica usando il fotovoltaico. Ma molto poco facciamo per garantire a tutti la possibilità di vivere la spiaggia in modo autonomo o indipendente. Abbiamo allestito l’ombrellone per “il disabile”, ma non abbiamo pensato che forse il nostro ospite vuole scegliere la posizione che più lo soddisfa?

Non è più sufficiente fare sempre le stesse cose perché si è sempre fatto così. Dobbiamo fare di meglio, creare luoghi di valore che sappiano trasmettere ai nostri clienti valori veri trasformandoli in un vantaggio competitivo. Avere una spiaggia inclusiva significa migliorare il “comfort per tutti”, non trasformare il proprio lido in una spiaggia per disabili. Significa che tutti possono fare la vacanza che desiderano con i loro amici o con la famiglia. Significa affrontare un nuovo mercato che può valere fino al 15% del fatturato della nostra azienda. Dire “abbiamo sempre fatto così” significa rinunciare alla possibilità di crescere. Ce lo possiamo permettere? Siamo sicuri di voler rinunciare a quel 15% di fatturato in più?

Con un piccolissimo investimento possiamo diventare una “ecospiaggia per tutti”. Sostenibile, responsabile e inclusiva. La legge 86/2016 della Regione Toscana impone infatti la compilazione di un questionario nel quale devono essere raccolti una serie di dati “oggettivi” che permettano ai clienti con qualche esigenza in più di scegliere la spiaggia più adeguata a loro. Ricordate che in vacanza non si va mai da soli, ed è certo che chi ha l’esigenza più complessa sarà l’ago della bilancia per tutti nella scelta!

Fino a oggi solo gli imprenditori più illuminati si sono organizzati per essere inclusivi. Si sono distinti dalla massa e hanno avuto l’attenzione dei media che ne hanno parlato in maniera positiva, dandone un’immagine e una reputazione fortissima e facendoli diventare leader nei propri territori. E questo ha fatto bene anche ai loro fatturati!

Village For All ha degli strumenti innovativi che possono risolvere questo vincolo trasformandolo in opportunità. Per gli imprenditori balneari toscani, si tratta di uno strumento indispensabile per rispettare la nuova legge regionale (la cui scadenza per adeguarsi è entro il prossimo marzo!). Per tutti gli altri, significa adottare una visione innovativa che aiuterà il sistema turistico a raggiungere un vantaggio competitivo nel turismo, così da posizionarlo ad alti livelli in Europa e non solo.

Per saperne di più, contatta Roberto Vitali al numero 392 835 5158 oppure scrivigli cliccando qui.

Roberto Vitali è esperto in turismo accessibile e presidente di Village For All, azienda di innovazione turistica che aiuta le imprese, gli enti pubblici e privati e le associazioni ad affrontare il mercato del turismo accessibile con un metodo di lavoro consolidato e una vasta rete di relazioni internazionali, frutto dell’esperienza decennale maturata sul campo. Per informazioni: www.villageforall.net

I.P. - Articolo pubbli-redazionale con contenuti commerciali

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:05/02/2019
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