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Manovra, Assobalneari: ''Bene proroga spiagge, ma c'è ancora tanto da fare''

Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari-Confidustria, commenta l'esclusione degli ambulanti dalla direttiva Bolkestein.

Autore: AssoBalneari

articolo pubblicato il 21/12/2018

mondo balneare

«Potremmo dirci soddisfatti che le concessioni demaniali marittime siano ufficialmente nel testo del maxiemendamento alla legge di bilancio, con l’estensione del periodo di validità delle stesse per 15 anni dall’entrata in vigore della legge, se non registrassimo una ingiustificata e immotivata sperequazione nell’azione del governo Lega - Movimento 5 Stelle che, nonostante le medesime condizioni di fatto e di diritto, ha espressamente escluso dall’applicazione della direttiva Bolkestein il settore del commercio ambulante, modificando il testo del dlgs n.59/2010 attuativo della direttiva in questione (della cui cosa non possiamo che compiacerci), ma non le concessioni demaniali marittime a uso turistico ricreativo, nonostante gli impegni e le promesse elettorali in tal senso». Lo afferma Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari Italia - Federturismo Confindustria (nella foto).

«Avremmo potuto diversamente parlare di un impegno concreto e fattivo del governo e, in prima linea, del ministro al turismo Gian Marco Centinaio - prosegue Licordari - nella risoluzione del problema che nel corso dell’ultimo decennio ha paralizzato gli investimenti e la produttività in un comparto vitale per l’economia italiana, quello del turismo balneare».

«La nostra posizione rimane comunque quella di sempre: l’eliminazione di inaccettabili disparità di trattamento tra gli stati membri dell'Unione europea, tra l’Italia e chi come Spagna, Portogallo e Croazia, gode di più ampie garanzie di tutela delle imprese che operano sul demanio», motiva Licordari. «La Spagna, per esempio, ha previsto nel corso degli ultimi 30 anni due successive proroghe delle concessioni demaniali da 30 a 50 anni, con il beneplacito della Commissione europea, e il Portogallo una proroga fino a 75 anni delle concessioni in essere in base alla loro tipologia, senza procedure di evidenza pubblica, che sono state invece imposte all’Italia nel corso dello stesso periodo temporale».

«Avremmo potuto considerare quello raggiunto non un punto di arrivo ma di partenza, frutto di lunghe trattative, sul quale c’è stata un’importante convergenza anche da parte delle forze dell’opposizione», aggiunte il presidente di Assobalneari. «Quello di oggi non è un risultato che ci fa ben sperare alla luce di ciò che si sarebbe potuto fare e non si è fatto. Ora però è indispensabile una legge di riordino complessiva del comparto che porti anche le concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo fuori dalle sabbie mobili della direttiva analogamente a quanto fatto per il commercio al dettaglio su aree pubbliche».

«È il momento di tradurre con fatti concreti le parole di solidarietà - conclude Licordari - e a tal proposito speriamo che il governo, e soprattutto il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli che ben conosce la gravità della situazione, sostenga l'iniziativa adottata dalla Regione Liguria per gli stabilimenti colpiti dalle mareggiate».

Inserito da: AssoBalneari
Articolo pubblicato il:21/12/2018
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