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Proroga 15 anni ai balneari, soddisfazione a metà: tutti i commenti

Fratelli d'Italia la voce più critica contro l'accordo di governo, mentre le associazioni di categoria esprimono sollievo.

Autore: Mondo Balneare

articolo pubblicato il 17/12/2018

mondo balneare

La notizia dell'accordo di governo per istituire una proroga di 15 anni sulle concessioni balneari, che potrebbe essere approvata nel giro di poche ore, sta già scatenando diverse reazioni da parte della politica e delle associazioni di categoria, pur non essendo ancora stato divulgato il testo definitivo dell'emendamento.

In particolare, le forze di opposizione non sono soddisfatte del compromesso al ribasso tra Lega e Movimento 5 Stelle. Molto dura è Fratelli d'Italia, che parla di «blando compromesso», mentre Forza Italia si riserva di leggere il provvedimento prima di giudicarlo. Infine, il Partito democratico accusa il governo di «non avere fatto bene fino in fondo».

Da parte dei rappresentanti di settore, invece, il Sib-Confcommercio esprime «sollievo e soddisfazione», Cna Balneatori parla di «importante passo avanti» e anche Fiba-Confesercenti ringrazia il governo. Più prudente è Assobalneari-Confindustria, che «attende di vedere il testo definitivo» e ricorda che in Spagna la proroga ammonta a 30 anni, mentre Federbalneari sollecita un immediato riordino dei canoni da accoppiare alla proroga.

Riportiamo qui di seguito tutti i comunicati che ci sono giunti in queste ore in redazione.

Fidanza (FdI): ''Su balneari, montagna ha partorito topolino''

Il più polemico è Carlo Fidanza, deputato di Fratelli d'Italia: «Apprendiamo che, dopo un serrato confronto notturno dentro la maggioranza, sarebbe stato partorito un accordo per l’estensione di 15 anni delle attuali concessioni balneari, che poi in realtà sono 13 perché le stesse sono in vigore fino a fine 2020. La montagna ha partorito il topolino. Siamo di fronte a un compromesso ancora più blando di quello propostoci negli scorsi giorni, che pur insufficiente almeno prevedeva un periodo più lungo (15 + 5 + 5) e una valutazione differente a seconda della differente tipologia di impresa: impostazione che avrebbe consentito di ribattere alle osservazioni dell’Ue che più volte si è dichiarata contraria a proroghe generalizzate. Il rischio concreto non è solo quello di una nuova procedura di infrazione, ma anche di un titolo troppo precario per poter accedere a finanziamenti bancari e far ripartire gli investimenti».

«Ai tanti imprenditori esasperati che oggi tirano un sospiro di sollievo diciamo che purtroppo la battaglia non è finita - prosegue Fidanza - e che da subito bisognerà tornare al lavoro per una soluzione definitiva. Sul piano politico questo ‘accordicchio’ serve nelle intenzioni di Lega e M5S a guadagnare qualche mese e superare le elezioni europee, ma è di tutta evidenza che, al netto dell’impegno del ministro Centinaio, la soluzione definitiva non potrà arrivare da una maggioranza in cui ancora una volta il M5S impone la sua linea contro le imprese e contro i balneari».

Forza Italia: ''Attendiamo di valutare il testo''

Più cauti sono i senatori di Forza Italia Bernini, Gasparri, Damiani, Mallegni, Ronzulli, Berardi, Gallone, Barboni, che dichiarano in una nota: «La legge di stabilità deve risolvere in maniera chiara la vicenda delle imprese balneari e del commercio ambulante, penalizzate da un'infondata interpretazione della direttiva Bolkestein. Il governo è impegnato in tal senso dalla risoluzione di Forza Italia anti-Bolkestein, approvata dall'aula di Palazzo Madama il 27 giugno scorso. Il nostro gruppo ha presentato dei puntuali emendamenti per dare certezza a queste imprese e cancellare l'incubo di gare arbitrarie e illegittime. Ci auguriamo che cessi l'attacco al parlamento in corso da parte del governo, che impedisce in commissione Bilancio di discutere e votare gli emendamenti dei gruppi parlamentari. E siamo pronti a sostenere in commissione e in aula le ragioni delle imprese balneari e del commercio ambulante».

«In riferimento agli annunci del ministro Centinaio e di altri riguardanti una proroga di 15 anni delle concessioni balneari, non siamo in grado di esprimere una valutazione perché nessun testo è stato portato all'esame del Senato», aggiungono i senatori azzurri. «Valuteremo, se e quando sarà ripristinato un corretto confronto democratico-parlamentare, le altrui proposte. Ogni scelta che si avvicinerà alle tesi sostenute da Forza Italia sarà da noi apprezzata, ma esamineremo i contenuti, che devono andare nella direzione che il Senato ha condiviso votando la nostra risoluzione».

Buratti (Pd): ''15 anni troppo pochi''

Critica anche l'opinione di Umberto Buratti (Partito democratico): «Il governo M5S - Lega non riesce a fare bene fino in fondo neanche sulle questioni che riguardano le imprese balneari. È positivo che finalmente si siano interessati della questione, ma la maggiore durata di 15 anni delle concessioni in atto rischia di essere fin troppo breve. Per questo, con alcuni parlamentari dem, avevamo proposto l’estensione delle concessioni demaniali fino a 25 anni: il tempo necessario per rilanciare gli investimenti ma soprattutto per una riforma organica della normativa del settore balneare. Il governo deve inoltre ricordarsi che la Bolkestein riguarda anche altre categorie e anche per loro si deve trovare una soluzione».

Romeo e Molinari (Lega): ''Siamo passati dalle parole ai fatti''

I capigruppo della Lega al Senato e alla Camera, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, naturalmente rivendicano il successo dell'accordo. Così i due parlamentari si esprimono in una nota congiunta: «Raggiunta l'intesa che consente per i prossimi quindici anni di escludere dall'applicazione della direttiva Bolkestein i lavoratori del comparto balneare. Grazie all'impegno della Lega, in attesa di un approfondimento definitivo, poniamo uno stop importante a una questione annosa che destava preoccupazione in tanti lavoratori e in tante famiglie circa il futuro di un comparto fondamentale nell'economia del Paese. Ancora una volta passiamo dalle parole ai fatti, con buonsenso e serenità per fare dell'Italia quel paese moderno che tutti vogliamo».

Cna: ''Un primo e importante passo avanti''

Passando alle associazioni di categoria, «Cna Balneatori esprime forte soddisfazione per l'intesa raggiunta oggi al Senato fra le forze politiche che consente per i prossimi 15 anni di escludere l'applicazione della direttiva Bolkestein dal comparto delle imprese balneari», recita una nota del sindacato. «Un primo e importante passo avanti che va nella direzione sostenuta da sempre da Cna per fornire una risposta positiva a 30.000 imprese turistiche balneari italiane che, per troppo tempo, si sono trovate in una condizione di profondo malessere e di incertezza per il futuro a causa dell'incombente rischio di non ottenere il rinnovo della concessione proprio a causa della direttiva Bolkestein. Cna Balneatori è pronta a lavorare al tavolo tecnico promosso dal ministro Centinaio per arrivare, in modo condiviso con le associazioni delle imprese, a una soluzione definitiva che consenta la messa a punto di una legge di riforma in grado di restituire piena serenità al futuro di tutto l'attuale comparto, di far ripartire gli investimenti e di creare opportunità per nuove iniziative imprenditoriali su spiagge tuttora disponibili».

«L'intesa è molto importante - aggiunge il coordinatore nazionale di Cna Balneatori Cristiano Tomei - poiché 15 anni sono necessari per risolvere il problema dell'incombente scadenza del 2020 e per dare respiro a migliaia di imprese che da tanto tempo vivono con una grave incertezza sul loro futuro. Si tratta di una risposta per fare continuità al lavoro e per far tornare gli investimenti da tempo bloccati. Ora si continui a lavorare su una norma condivisa che escluda le attuali imprese balneari dalla Bolkestein, restituendo piena serenità a queste imprese».

Capacchione (Sib): ''Bene proroga, ora ripartano investimenti''

Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari aderente a Fipe- Confcommercio, esprime invece soddisfazione con queste parole: «Apprendiamo che, finalmente, si è aperto uno spiraglio nella battaglia degli imprenditori balneari italiani per veder riconosciuto il diritto a esistere e a continuare a lavorare nell'interesse del Paese. Aspettiamo naturalmente di vedere la norma per un giudizio definitivo, ma fin da subito possiamo dire che la notizia fornita dai capogruppo della Lega viene accolta con grande sollievo e soddisfazione dalle 30.000 famiglie di balneari con 100.000 addetti diretti. E in modo particolare dalle 3.000 aziende che hanno visto gli impianti balneari distrutti dalle recenti mareggiate.  Ora potranno iniziare tutti a lavorare per rimetterli in funzione in vista della prossima stagione estiva e, soprattutto, potranno ripartire gli investimenti, bloccati da troppo tempo, in questo cruciale settore economico del paese, per affrontare al meglio l'agguerrita concorrenza internazionale».

«Finalmente per gli imprenditori balneari italiani si intravede la fine di un incubo durato nove anni - aggiunge Capacchione - quello di non avere più il lavoro e le proprie aziende; e per il Paese di perdere un importante fattore di forza del nostro made in Italy. Un ringraziamento va a tutte le forze politiche parlamentari che hanno ben compreso la drammaticità della situazione e ascoltato il grido di dolore di questa parte così importante dell’economia italiana. Ritengo di dover fare un ringraziamento particolare al ministro del turismo Gian Marco Centinaio per l'impegno profuso nel mettere in sicurezza questo importante comparto del nostro turismo».

Rustignoli (Fiba): ''Risposta importante del governo''

«È una risposta importante che offre un po’ di certezza alla categoria». Così Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba-Confesercenti, commenta l’intesa raggiunta oggi in Senato che proroga l’esclusione della direttiva Bolkestein al comparto balneare. «Fiba Confesercenti ha seguito attentamente il percorso in questi anni ed esprime soddisfazione per l’impegno dimostrato dal governo e, in prima linea, dal ministro Centinaio nei confronti del settore balneare. Ora è indispensabile, come sottolineato dallo stesso ministro, una legge di riordino complessiva del comparto».

«Ringraziamo tutte le forze politiche parlamentari che stanno collaborando nell’interesse degli imprenditori balneari italiani. Ci riserviamo di analizzare la norma, insieme alle altre associazioni di categoria, per esprimere una valutazione definitiva», conclude Rustignoli.

Licordari (Assobalneari): ''Almeno 30 anni come Spagna e Portogallo''

È invece più prudente Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari-Confindustria, che dichiara: «Siamo consapevoli che il ministro Centinaio si è molto impegnato in queste ore per ottenere un risultato positivo e soddisfacente per i balneari, e la notizia dei 15 anni è senza dubbio un segno di vicinanza per la categoria. Tuttavia auspichiamo che l'emendamento possa prevedere un'estensione della concessione al pari di Spagna e Portogallo, che come Assobalneari ha sempre sostenuto, hanno ottenuto un minimo di 30 anni estendibili fino a 75. Riteniamo necessaria una parità di trattamento con i colleghi iberici, visto che su questo punto hanno dimostrato convergenza anche le forze di opposizione, da Pd a Forza Italia e Fratelli d'Italia, i quali hanno presentato analoghi emendamenti in questo senso».

«Stiamo seguendo con attenzione la questione, e in attesa di leggere il testo definitivo - conclude Licordari - riteniamo importante che l'emendamento del governo modifichi anche la legge di recepimento della Bolkestein, dichiarando la non applicabilità della direttiva alle imprese balneari».

Federbalneari: ''Bene 15 anni, ma si riordino anche i canoni''

Questo è infine il commento di Federbalneari: «Il provvedimento restituisce certamente un momento di grande serenità a tutto il comparto turistico balneare. È opportuno riconoscere al gruppo della Lega e al ministro Centinaio il mantenimento dell’impegno per la risoluzione della questione entro la fine del 2018».

«Su piano della soluzione più ampia non possiamo dimenticare la questione urgente dei canoni pertinenziali e in generale un più equo sistema di determinazione con l’esclusione naturalmente dei parametri Omi. Occorre poi inserire nel provvedimento di attuazione l’altra componente che ha messo in crisi interi sistemi regionali della costa, con i gravi danni delle mareggiate dell’ottobre scorso che, insieme all’aggravante erosione, hanno rischiato la cancellazione di intere aree balneari. Non è pensabile programmare i prossimi 15 anni di investimenti senza certezza dei canoni, del sistema costa (difesa, ricostruzione e mantenimento) e dell’ormai annosa questione IVA».

«Federbalneari Italia - conclude la nota - ritiene sia corretto costruire una proposta di governo attraverso le rappresentanze di categoria, per dare così attuazione a un progetto che contempli tutte le valutazioni necessarie a costruire un programma futuro che, al di là dei 15 anni previsti, dia l’avvio a un grande progetto di restyling dell’offerta turistica balneare italiana a favore delle 30 mila imprese che compongono il panorama del turismo balneare nazionale».

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:17/12/2018
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