Array
(
    [0] => 
	

    [1] => 
	

    [2] => 
	

    [3] => 
	

    [4] => 
	

    [5] => 
	

    [6] => 
	

    [7] => 
	

    [8] => 
	

    [9] => 
	

    [10] => 
	

    [11] => 
	

    [12] => 
	

    [13] => 
	

    [14] => 
	

    [15] => 
	

    [16] => 
	

    [17] => 
	

    [18] => 
	

    [19] => 
	

    [20] => 
	

    [21] => 
	

    [22] => 
	

    [23] => 
	

    [24] => 
	

    [25] => 
	

    [26] => 
	

    [27] => 
	

    [28] => 
	

    [29] => 
	

    [30] => 
	

    [31] => 
	

    [32] => 
	

    [33] => 
	

    [34] => 
	

    [35] => 
	

)
Array
(
    [0] => 
	

    [1] => 
	

    [2] => 
	

    [3] => 
	

    [4] => 
	

    [5] => 
	

    [6] => 
	

    [7] => 
	

    [8] => 
	

)

Salva-balneari, nuova promessa del governo: ''Tavolo entro fine anno''

Il sottosegretario Garavaglia giustifica la bocciatura degli emendamenti al decreto fiscale, ma assicura che i ministri Centinaio e Savona stanno lavorando a un provvedimento.

Autore: Alex Giuzio

articolo pubblicato il 04/12/2018

mondo balneare

Sulle concessioni balneari, il governo gialloverde continua a fare promesse. Le ultime dichiarazioni sono arrivate dal sottosegretario all'economia Massimo Garavaglia, che ieri ha assicurato una «riforma organica entro fine anno». Eppure, le ripetute bocciature degli emendamenti salva-balneari al decreto fiscale non fanno ben sperare e scatenano anche la protesta delle opposizioni, con Carlo Fidanza (Fratelli d'Italia) che «non si spiega» quanto avvenuto in queste ore.

Tramontano le speranze di un emendamento salva-balneari

Con la bocciatura, avvenuta ieri in commissione bilancio alla Camera, dell'emendamento firmato da Fidanza (FdI) sull'estensione dei titoli da 30 a 50 anni, che era l'unica speranza rimasta in piedi per approvare una misura di salvaguardia temporanea in attesa di una riforma organica del settore, è tramontata la possibilità di avere certezze normative entro la fine dell'anno nel decreto fiscale. A dimostrazione che il suo intento era di dare un reale aiuto ai balneari e non di avere visibilità politica, Fidanza si era persino dichiarato disponibile a togliere la sua firma per condividere l'emendamento con la maggioranza, ma non c'è stato nulla da fare. Le uniche speranze restano per ora sulla legge di bilancio, ma sono ormai molto flebili.

Così Fidanza commenta in una nota la bocciatura dell'emendamento: «Vogliamo ancora credere alla buona fede del ministro Centinaio, che di recente ha parlato di gare sulle nuove aree non ancora concesse e di allungamento consistente delle concessioni in essere per poter poi trattare con la Commissione Ue la fuoriuscita dei balneari dalla Bolkestein. A maggior ragione però non si spiega la bocciatura del nostro emendamento, l'unico che andava proprio in quella direzione. Fratelli d'Italia è stato l'unico gruppo a indicare fino alla fine questo tema come prioritario, per questo coerentemente continueremo a batterci al fianco della categoria e per una soluzione definitiva della vicenda».

Le promesse del sottosegretario Garavaglia

Intervenendo ieri in commissione bilancio alla Camera, il sottosegretario all'economia Massimo Garavaglia ha assicurato che «c'è un impegno a mettere mano alla questione in maniera organica», giustificando così la bocciatura degli emendamenti.

«I ministri Centinaio e Savona ci stanno lavorando - ha aggiunto Garavaglia - poiché è impensabile chiedere a un'azienda di rinnovare uno stabilimento distrutto, avendo una prospettiva di ammortamento di un anno o due. Una soluzione va trovata», ha detto il sottosegretario riferendosi in particolare alle decine di stabilimenti balneari liguri e toscani distrutti dalle mareggiate del 29 e 30 ottobre (vedi notizia), che non possono ricostruire con la ravvicinata scadenza dei titoli al 31 dicembre 2020.

Sul tema «non ci devono essere figli e figliastri», ha concluso Garavaglia, ammettendo che «la sede per affrontare questa questione non so se sarà la legge di bilancio o i provvedimenti in corsa come il semplificazioni o il milleproroghe». Ma il tema, ha infine promesso, «sarà sul tavolo a fine anno».

Il commento

Non sono ancora noti i motivi che hanno portato la maggioranza a bloccare gli emendamenti salva-balneari al decreto fiscale. È probabile che non sia stato ancora raggiunto un accordo tra Lega e Movimento 5 Stelle, che sulla questione hanno idee diverse; ma se così fosse, risulta difficile credere che si riesca a trovare una quadra entro la fine dell'anno nella legge di bilancio, come ha accennato Garavaglia. Oppure, a voler pensar male, la preoccupazione è che il governo voglia trascinare la questione per qualche mese ancora, in modo da costruire l'ennesima campagna elettorale sulla pelle dei balneari in vista del voto europeo della prossima primavera.

Ma per la categoria l'attesa non è più tollerabile: non solo per l'imminente scadenza delle concessioni, ma anche perché la Lega ha fatto delle promesse ai balneari un suo cavallo di battaglia durante la campagna elettorale, e anche nei mesi successivi alla formazione del governo, il ministro Centinaio si è esposto con molte dichiarazioni pubbliche che assicuravano di voler negoziare con l'Unione europea la fuoriuscita dalla Bolkestein per le concessioni balneari.

Tuttavia, le ultime dichiarazioni dello stesso Centinaio hanno fatto intuire un lieve cambio di rotta: sembra infatti che il governo sia ora più orientato a istituire una riforma su "doppio binario", cioè con una lunga proroga per le concessioni già esistenti e le immediate gare solo sulle spiagge libere (vedi articolo). Anche perché l'esclusione secca dalla Bolkestein, senza un provvedimento organico e blindato dal punto di vista giuridico, non avrebbe di certo comportato l'automatica cancellazione dalle evidenze pubbliche (anzi il contrario, ne avevamo parlato in questo editoriale). L'ipotesi è dunque che si lavori a un disegno di legge dall'impianto simile a quello del precedente governo Gentiloni, pur con le dovute e opportune correzioni.

La questione resta insomma ancora aperta e molto calda, con il clima di delusione che si fa sempre più diffuso tra la categoria, soprattutto tra i tanti che sul litorale tirrenico non hanno nemmeno più un'azienda da poter ricostruire con adeguate garanzie. Per questo, confidiamo che il governo faccia un segno concreto entro la fine dell'anno, almeno diffondendo una bozza di legge che dimostri come si stia davvero lavorando per risolvere il problema. E che dovrà comunque essere approvata nel giro di pochi mesi, non oltre l'estate prossima.

Inserito da: Alex Giuzio
Articolo pubblicato il:04/12/2018
© RIPRODUZIONE RISERVATA