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Riforma spiagge, Centinaio svolta su doppio binario

Il ministro annuncia una proroga lunga per gli attuali stabilimenti

Autore: Alex Giuzio

articolo pubblicato il 02/12/2018

mondo balneare

«L'obiettivo che abbiamo in questo momento, non lo nego, è un doppio canale: concedere una proroga molto lunga agli attuali stabilimenti balneari e far partire le gare solo sulle spiagge libere». Lo ha annunciato il ministro del turismo Gian Marco Centinaio ai microfoni Rai, intervistato ieri a margine di una visita nelle Marche, rispondendo a una domanda sulla strategia del governo per riformare le concessioni demaniali marittime.

Le parole del ministro possono essere ascoltate in questo servizio:

Con questa posizione, Centinaio sembra riprendere in parte i contenuti del disegno di legge del precedente governo Gentiloni, che aveva tentato di riformare le concessioni balneari proprio istituendo un "doppio binario" con un periodo transitorio prima delle evidenze pubbliche per le imprese già esistenti, e facendo partire le gare solo sulle porzioni di spiaggia non ancora occupate. Il problema, allora, era che non si sapeva a quanto ammontasse il periodo transitorio in termini di anni.

Una strategia un po' diversa rispetto alla totale esclusione dalle evidenze pubbliche, che il ministro ha ripetutamente annunciato nei mesi scorsi, e che peraltro cozza contro le ripetute bocciature degli emendamenti che proponevano appunto di istituire una lunga proroga per le attuali concessioni. Ma non è escluso che Centinaio si sia reso conto dei tempi stretti e che voglia lavorare a questa misura sono come salvaguardia immediata, per prendere tempo in modo da lavorare a un provvedimento più ampio che mantenga la promessa dell'uscita dalla Bolkestein. Non va infatti dimenticato che le attuali concessioni balneari scadono tra due anni, il 31 dicembre 2020, mentre l'attuazione di una riforma organica su una materia così complessa (nonché il negoziato con Bruxelles che essa comporta) richiede molto più tempo. Anche se non si possono nascondere i dubbi sul rischio che una proroga comporta, dal momento che la Corte di giustizia europea il 14 luglio 2016 ha dichiarato illegittimo tale meccanismo di rinnovo generalizzato. Se il governo intende prendere la strada della proroga, deve insomma elaborare un provvedimento blindato alla pari della Spagna, che è riuscita a estendere le sue concessioni balneari da 30 a 75 anni senza che Bruxelles si sia mai opposta.

Sta di fatto che la categoria ha sentito finora molte parole dagli esponenti di governo, spesso anche in contrasto tra loro. Mentre di fatti concreti, finora, ne sono arrivati zero. Sarebbe dunque ora che si portasse in parlamento un disegno di legge per tradurre gli impegni in norme e per restituire così la certezza a un settore da troppi anni in balia di un futuro fosco.

Inserito da: Alex Giuzio
Articolo pubblicato il:02/12/2018
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