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Le mareggiate non si fermano: serve un piano nazionale di difesa

Gli ultimi episodi che hanno colpito Campania e Puglia fanno aumentare la preoccupazione dei balneari

Autore: Mondo Balneare

articolo pubblicato il 03/12/2018

mondo balneare

Le mareggiate continuano a colpire in maniera sempre più violenta i litorali italiani, con gravi fenomeni erosivi e ingenti danni agli stabilimenti balneari. A distanza di un mese dal cataclisma abbattutosi sulle spiagge liguri e toscane (vedi notizia), nei giorni scorsi anche in Campania e Puglia le onde hanno fatto preoccupare i titolari dei lidi.

Gli episodi più importanti sono avvenuti a Salerno: anche se le scogliere sono riuscite a difendere in parte le strutture balneari, i risultati dei recenti ripascimenti sono stati divorati in una notte, rendendo necessario un nuovo intervento per ripristinare le spiagge. Tra i Lido dei Carabinieri e il Sea Garden il mare è infatti avanzato di circa venti metri, danneggiando in maniera lieve alcune strutture.

La situazione è critica anche in Salento, dove le ondate di maltempo hanno accentuato i fenomeni erosivi. Molto gravi i danni registrati a Ugento, circa sette chilometri di litorale dove le forti mareggiate «hanno completamente cancellato gli arenili spazzando via anche le dune e la vegetazione spontanea», spiega Mauro Della Valle, presidente di Federbalneari Salento. «L’erosione è stata devastante, molto più violenta rispetto agli altri anni - sostiene Della Valle - e ha messo in ginocchio una ventina di stabilimenti balneari. Ma quello che più ci preoccupa è il fatto che nessuno dei comuni costieri del Salento è dotato di una draga per il ripascimento».

«Abbiamo stilato un documento - annuncia Della Valle - per chiedere alla Regione un sopralluogo e opere di difesa del litorale. L’acquisto delle draghe da mettere a disposizione dei Comuni è un intervento non più rinviabile per poter mettere in atto operazioni sistematiche in difesa del litorale sabbioso, risorsa essenziale per la nostra economia. Le draghe consentirebbero anche di disostruire i canali e le imboccature dei nostri porti spesso intasati dalla sabbia o dalla posidonia».

Una strategia nazionale di difesa dall'erosione costiera è insomma sempre più urgente, e proprio per questo il deputato Gigi Casciello (Forza Italia) ha presentato un'interrogazione al Ministero dell'ambiente e a quello dello sviluppo economico al fine di conoscere le «iniziative che si intendano adottare per la messa in sicurezza e la protezione dei litorali e delle fasce costiere del nostro Paese, anche prevedendo l’istituzione di un tavolo permanente fra Comuni, Province, Regioni e Ministeri».Il parlamentare azzurro ha chiesto anche «quali iniziative si intende assumere per aiutare le imprese del settore, colpite dagli eventi atmosferici delle settimane scorse».

Per Casciello «è ormai improcrastinabile l’attuazione di un piano nazionale per la protezione delle coste e per la difesa del suolo, finanziato con risorse adeguate a mettere in sicurezza il nostro fragile territorio e le nostre coste; è, altresì, necessaria una riforma delle concessioni demaniali che restituisca un adeguato orizzonte temporale, al fine di consentire i necessari investimenti alle imprese del settore che rappresentano un fondamentale indotto in termini occupazionali ed economici».

«Buona parte dei litorali interessati dal maltempo – si legge nell’interrogazione – e dalla forza del mare hanno subito danni alle dighe, ai pontili, alle scogliere di protezione; è molto grave il bilancio delle mareggiate che hanno distrutto, tra l’altro, le strutture balneari che si trovano fronte mare. Un rischio che è sempre stato presente, ma che negli ultimi anni si è particolarmente aggravato anche in conseguenza dei cambiamenti climatici in atto, che determinano un aumento della violenza dei fenomeni meteorologici».

Il deputato di Forza Italia ricorda infine che «in queste settimane gli operatori del settore e le associazioni balneari si sono mobilitate rivolgendo un appello al presidente del consiglio, denunciando la forza devastante della natura su aziende già martoriate da una condizione di assoluta precarietà e incertezza normativa, a causa della scelta ingiusta e scellerata di applicare la direttiva Bolkestein a un settore che andrebbe escluso per ragioni giuridiche economiche e sociali. Proprio questa attuale assurda condizione di aziende a termine (in quanto le concessioni demaniali sono tutte a scadenza il prossimo 31 dicembre 2020) impedisce, per le numerosissime aziende colpite, ogni possibilità di investimento per il ripristino della loro funzionalità. Per molte spiagge è persino a rischio l’attività nella prossima stagione estiva».

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:03/12/2018
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