Array
(
    [0] => 
	

    [1] => 
	

    [2] => 
	

    [3] => 
	

    [4] => 
	

    [5] => 
	

    [6] => 
	

    [7] => 
	

    [8] => 
	

    [9] => 
	

    [10] => 
	

    [11] => 
	

    [12] => 
	

    [13] => 
	

    [14] => 
	

    [15] => 
	

    [16] => 
	

    [17] => 
	

    [18] => 
	

    [19] => 
	

    [20] => 
	

    [21] => 
	

    [22] => 
	

    [23] => 
	

    [24] => 
	

    [25] => 
	

    [26] => 
	

    [27] => 
	

    [28] => 
	

    [29] => 
	

    [30] => 
	

    [31] => 
	

    [32] => 
	

    [33] => 
	

    [34] => 
	

    [35] => 
	

    [36] => 
	

    [37] => 
	

    [38] => 
	

    [39] => 
	

    [40] => 
	

)
Array
(
    [0] => 
	

    [1] => 
	

    [2] => 
	

    [3] => 
	

    [4] => 
	

    [5] => 
	

    [6] => 
	

    [7] => 
	

    [8] => 
	

    [9] => 
	

    [10] => 
	

    [11] => 
	

    [12] => 
	

    [13] => 
	

    [14] => 
	

    [15] => 
	

    [16] => 
	

    [17] => 
	

    [18] => 
	

    [19] => 
	

)

Bolla (Base balneare): ''Priorità è escludere spiagge da Bolkestein''

La presidente del neonato sindacato, ultimo appuntamento del nostro ciclo di interviste, attacca le altre associazioni: ''In atto un tentativo di dividere il fronte del no alle aste''

Autore: Alex Giuzio

articolo pubblicato il 23/09/2018

mondo balneare

Sesto e ultimo appuntamento con le nostre interviste estive ai presidenti nazionali delle associazioni balneari. Oggi è il turno di Bettina Bolla (nella foto), presidente del neonato sindacato "La base balneare con Donnedamare" nonché unica donna ai vertici di un'associazione di categoria.
Abbiamo sottoposto cinque domande uguali per tutti, al fine di confrontare le posizioni e fare il punto della situazione. Queste sono le precedenti uscite: Vincenzo Lardinelli di Fiba-Confesercenti (leggi »), Cristiano Tomei di Cna Balneatori (leggi »), Antonio Capacchione di Sib-Confcommercio (leggi »), Giuseppe Ricci di Itb Italia (leggi »), Renato Papagni di Federbalneari (leggi »).

Il nuovo governo è composto da due forze politiche che in campagna elettorale hanno avanzato proposte molto diverse per riformare le concessioni balneari: la Lega si è opposta alle evidenze pubbliche, mentre il Movimento 5 Stelle le ha accettate. Ora che i due partiti dovranno per forza accordarsi per scrivere una legge, cosa si aspetta che succederà nei prossimi 18-24 mesi?

«La polemica politica non ci appassiona. Siamo alla ricerca di una soluzione che interessa migliaia di famiglie italiane e sono benvenuti tutti gli attori politici, economici e sociali che vogliano contribuire a risolvere il problema.
Negli ultimi giorni stiamo assistendo a diverse e fuorvianti dichiarazioni, spesso strumentali. All'indomani del convegno da noi organizzato con la partecipazione dell'ex commissario europeo Frits Bolkestein, nel quale egli ha dichiarato che le concessioni non entrano nell'ambito della direttiva Servizi, parecchi nel mondo del sindacato si sono scoperti, almeno apparentemente, contro le aste. Dopo il convegno abbiamo compulsato varie forze politiche e, fra queste, quelle che esprimono la maggioranza parlamentare che sostiene il governo. I partiti del centrodestra hanno avanzato subito proposte di legge e la Lega ha espresso la sua posizione anche attraverso il ministro al turismo Gian Marco Centinaio, che ringraziamo per la sua sincera sensibilità al problema. Il Movimento 5 Stelle l'estate scorsa ci aveva fatto sapere che presto avrebbe aperto un confronto con le associazioni sindacali su un impianto normativo al quale sta lavorando con l'alleato di governo. Solo dopo potremo esprimere le nostre compiute valutazioni.
Nelle more vigiliamo, anche alla luce di altre esperienze estere che non hanno subìto la mortificazione riservata all'Italia e, comunque, saremo molto attenti alla tecnica normativa che sarà adottata in quanto dovrà superare il vaglio delle corti nazionali e sovranazionali che sulla questione hanno elaborato princìpi ormai consolidati. Alla luce di ciò non abbiamo avvallato manifestazioni e prese di posizione via web contro l'attuale governo - che ci sta dando ascolto - promosse invece da chi in passato ha caldeggiato l'ipotesi delle aste, in quanto tali iniziative hanno sapore eminentemente politico e alquanto strumentale rispetto all'evidente perdita di credibilità e tessere. Tali iniziative, infine, hanno a nostro avviso la volontà di dividere il fronte "no Bolkestein" che deve rimanere unito, cercando di coinvolgere sempre più forze politiche. Mai dimenticheremo le forze politiche che ci hanno aiutati, chiedendo loro di abbandonare la mera lotta politica e di lavorare insieme per una soluzione veloce e rapida del nostro problema».

Se fosse lei a dover scrivere la riforma delle concessioni, quali sarebbero le tre priorità da convertire in legge?

«La nostra prima priorità è l'esclusione delle concessioni demaniali marittime dal decreto di recepimento della direttiva Bolkestein (come avviene già per altri settori dell'economia italiana), con la conseguente tutela della continuità aziendale e il "no alle aste" senza se e senza ma, atteso che migliaia di piccoli imprenditori non potrebbero mai reggere la concorrenza con mafie, multinazionali e fondi esteri pronti a colonizzare e spartirsi, a partire dal 2020, il demanio marittimo, elemento quest'ultimo che maggiormente caratterizza la sovranità nazionale.
Inoltre, chiediamo una soluzione del problema dei pertinenziali che da anni sono alla canna del gas e che per anni hanno mendicato una legge che permettesse loro di sopravvivere ed uscire dall'incubo.
Infine, una legge di riforma del settore che dia importanza all'ambiente e che lo metta al primo posto. Il nostro sindacato è formato dalle stesse persone che hanno avviato il progetto "Lidi sostenibili", che mette al primo posto la difesa ambientale e che parte dal presupposto che gli stabilimenti balneari sono senza ombra di dubbio dei presidi del territorio, lo raccontano, lo tutelano, lo fanno conoscere, una sorta di "ufficio turismo" moltiplicato per trentamila volte».

Quanto ritiene importante un ritorno alla completa unità tra associazioni di categoria per risolvere l’annosa questione balneare? E quanto è disposto a lavorare in questa direzione?

«Se sulla dichiarata (da alcuni solo a parole) necessità di incondizionata esclusione dalle aste siamo tutti d'accordo, riterrei già raggiunta l'unità di obiettivi; e questo non è poco. Il pluralismo partecipativo, invece, non può che far bene: esprime maggiore democraticità e stimola costantemente il controllo. Il nostro sindacato mai sarebbe nato se le associazioni tradizionali non ci avessero educato all'idea che le aste erano inevitabili. Non abbiamo mai accettato questa idea e da imprenditori della vera base balneare ci siamo autotassati, invitando a Roma Frits Bolkestein perchè proclamasse in un'aula del parlamento italiano ai politici nostrani, nonchè al rassegnato e complice sindacato tradizionale italiano, che la direttiva Servizi si applica solo alle concessioni di servizi e non alle concessioni di beni demaniali (come già solennemente dichiarato dall'organo costituzionale spagnolo in sede di vaglio di legittimità della "Ley de costas")».

Un altro problema che minaccia la scomparsa delle imprese balneari è l'erosione costiera, diventata un’emergenza nazionale e dunque non più gestibile solo dalle amministrazioni comunali e regionali come fatto finora. Cosa dovrebbe fare secondo lei il governo per contrastare il fenomeno?

«L'avanzata del fenomeno dell'erosione è molto preoccupante. Stanno scomparendo intere fasce d'arenile e in alcuni ambiti terriotriali si assiste a cedimenti importanti della falesia. Una soluzione uniforme è difficilmente praticabile e per questa ragione non solo il governo, ma anche e soprattutto le autonomie regionali unitamente ai privati (consorzi, fondazioni, associazioni, eccetera) sono chiamati a dare soluzione al problema mediante iniziative e interventi ecocompatibili, intercettando le numerose misure e agevolazioni in materia di fondi pubblici previste dall'Unione europea. In molti casi, anche nella mia regione Liguria, i balneari hanno messo mano al proprio portafoglio intervenendo in progetti pubblico-privato. Cito solo gli esempi di Loano e Varazze avvenuti in tempi non sospetti, cioè prima che i balneari venissero informati della direttiva Bolkestein, e sicuramente in giro per lo stivale abbiamo situazioni in cui tanti balneari vorrebbero poter contribuire in progetti che limitano l'erosione costiera - anche se essa dovrebbe essere di mera competenza statale - ma non lo fanno perché vengono frenati dalla minaccia della Bolkestein. Anche in questo caso l'esclusione dalla direttiva rappresenta "conditio sine qua no" per avviare qualsiasi nuovo e utile investimento».

Mettiamo da parte per un attimo i problemi e pensiamo al futuro del settore. Nonostante il blocco degli investimenti, non mancano le aziende che stanno proponendo innovazioni sulla spiaggia, soprattutto nel campo della tecnologia. Come si immagina che saranno cambiati gli stabilimenti balneari tra 10-20 anni, una volta risolta la situazione normativa?

«Il processo di innovazione tecnologica anche nel nostro settore sta compiendo passi da gigante. Immaginiamo che fra qualche decennio tutti i sistemi di prenotazione, accoglienza e permanenza della nostra clientela saranno accompagnati dall'evoluzione sempre più raffinata della tecnologia. In qualche stabilimento, in via sperimentale, già si intravede l'uso di droni per la consegna delle consumazioni sotto l'ombrellone.
In futuro ci auguriamo che le nuove tecnologie ci supportino sempre di più nel monitoraggio degli spazi assegnati alla nostra responsabità, al fine di garantire livelli di sicurezza sempre maggiori e servizi di salvamento sempre piu' efficaci.
Tuttavia, saremo sempre attenti a non smarrire il profilo umano della nostra professione. La cosiddetta delega tecnologica o il più sofisticato degli algoritmi non potrà mai sostituire i profili umani, caratteriali e relazionali (le cosiddette "soft skills") che il nostro mestiere richiede. Tecnologia sì, ma senza perdere la centralità della persona e del cliente, senza la quale non avremmo ragion d'essere».

intervista a cura di Alex Giuzio

Inserito da: Alex Giuzio
Articolo pubblicato il:23/09/2018
© RIPRODUZIONE RISERVATA