Mobilitazione dei balneari, ecco i dettagli dell'iniziativa Sib
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Mobilitazione dei balneari, ecco i dettagli dell'iniziativa Sib

Il 26 agosto gli stabilimenti aderenti distribuiranno materiale informativo ''per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla Bolkestein''

articolo pubblicato il 02/08/2018

mondo balneare

«Una giornata di mobilitazione nazionale degli stabilimenti balneari, per chiarire meglio e illustrare ai nostri clienti e all’opinione pubblica la drammatica situazione in cui versa la balneazione attrezzata italiana». Questa l’iniziativa promossa dal Sindacato italiano balneari aderente alla Fipe-Confcommercio, per il prossimo 26 agosto (Mondo Balneare ne aveva dato notizia nei giorni scorsi, NdR).

«Con questa giornata di mobilitazione – afferma Antonio Capacchione, presidente del Sib – intendiamo sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importante ruolo sociale ed economico che ricoprono gli stabilimenti balneari e sui problemi del settore, fiduciosi che, grazie al nuovo governo e a tutte le forze politiche presenti nel parlamento, si arrivi presto a una indispensabile legge organica di riforma che metta al centro la necessità di tutelare concretamente queste imprese e, con loro, salvaguardare la peculiarità del turismo balneare italiano, la sua tradizione nata oltre un secolo fa e, soprattutto, quella specificità e quei servizi che attirano ogni anno milioni di turisti stranieri nel nostro Paese».

«Presso gli stabilimenti balneari aderenti, oltre alla diffusione di materiale informativo, si svolgeranno una serie di iniziative volte alla promozione della nostra tradizione enogastronomica - rende noto il Sib - poiché la balneazione attrezzata italiana costituisce una parte importante di quel "made in Italy" che è un modo di vivere, vestire, mangiare e fare vacanza, apprezzato e, spesso, invidiato e imitato in tutto il mondo».

I motivi della mobilitazione

«Le imprese che operano in questo settore da troppo tempo vivono una pericolosissima situazione di grande incertezza e precarietà – afferma Capacchione – a seguito del recepimento, nel nostro paese, della direttiva Bolkestein. Dopo nove anni in cui lo Stato italiano avrebbe dovuto riformare la materia, e nonostante diverse scadenze indicate anche per legge e tutte inutilmente decorse, nulla è stato fatto tranne una proroga delle concessioni attualmente vigenti che scadranno il 31 dicembre 2020».

«In questa legislatura, pertanto, si potrebbe determinare un esito disastroso per il turismo balneare italiano - prosegue il Sib - avendo eliminato, nelle due precedenti, tutte le norme che garantivano la durata continuativa delle imprese, senza aver introdotto, nel frattempo, alcuna forma di tutela per quelle attualmente operanti».

«È ineludibile e urgente, quindi, un’iniziativa legislativa da parte del governo - aggiunge Capacchione - che recepisca le ragioni delle imprese che rappresentiamo al fine di salvaguardare il turismo che, come è noto, costituisce un settore determinante per l’economia del nostro Paese, oltre agli attuali livelli occupazionali».

Le statistiche a favore dei balneari

«Le stime del Piano strategico per il turismo 2017 – 2022 - sottolinea il Sib - indicano un peso attuale del settore dell’11% circa sul Pil e del 12,5% sull’occupazione. Dalle ultime rilevazioni dell’Istituto Piepoli per conto di Confturismo, anche questa estate il mare e la spiaggia, ancora una volta, risultano essere determinanti per il turismo italiano: il 68% dei vacanzieri preferisce le destinazioni balneari e oltre l’80% sceglie proprio le nostre coste, dove i servizi di spiaggia sono sempre più volti alla soddisfazione dei clienti italiani e stranieri. Inoltre dall’ultima indagine del Sib “Gli italiani, il mare e gli stabilimenti balneari”, è stato riscontrato l’alto gradimento (94,8%) che i servizi di spiaggia riscontrano presso la clientela, la quale, in particolar modo, valuta positivamente la supplenza nei confronti dello Stato per quelli di carattere generale (72,1%), come il salvataggio, la pulizia o la sicurezza».

«Contrasta con questa situazione lo stato di incertezza e precarietà nel quale sono state lasciate le 30.000 piccole e medie imprese che operano in regime di concessione e che del turismo balneare sono l’elemento fondamentale. Incertezza e precarietà che risalgono al 2009, da allora ben cinque governi non sono stati in grado di risolvere questo problema per ridare futuro alle imprese e, soprattutto, per rilanciare gli investimenti», conclude la nota. 

Inserito da: Sib
Articolo pubblicato il:02/08/2018
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