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400 volontari ripuliscono le spiagge di Toscana e Cilento

Ha preso il via il progetto ''Vele Spiegate'' di Legambiente, un'esperienza di citizen science e volontariato sulle coste martoriate dal beach litter.

articolo pubblicato il 10/07/2018

mondo balneare

Il marine litter è ormai una delle due più gravi emergenze ambientali globali insieme ai cambiamenti climatici, e riguarda da vicino anche il nostro Paese. Il mare Mediterraneo, una delle aree più ricche di biodiversità al mondo, è infatti tra le sei zone di maggiore accumulo di rifiuti galleggianti nel pianeta, con evidenti rischi per l’ambiente, la salute e l’economia. Una percentuale altissima di questi rifiuti, tra l’80 e il 90%, è rappresentato da plastica. E quello che vediamo galleggiare sulla superficie del mare e arenarsi sulle spiagge è, purtroppo, solo la punta dell’iceberg di un problema ben più complesso: rifiuti che, portati dalle correnti, raggiungono anche le aree più remote.

Per sensibilizzare i cittadini sul tema del marine litter, monitorare la presenza di rifiuti lungo le coste e chiedere alle istituzioni di mettere in campo politiche di prevenzione e sensibilizzazione, con l’arrivo di Goletta Verde nell’Arcipelago Toscano, Legambiente ha lanciato nei giorni scorsi la seconda edizione del progetto Vele Spiegate, che vedrà il coinvolgimento di oltre quattrocento volontari, provenienti da tutti gli angoli d’Italia e dai 15 ai 99 anni, che si alterneranno da oggi fino a fine agosto nell’Arcipelago Toscano e nel Cilento in attività di pulizia delle spiagge, monitoraggio scientifico, osservazione dei cetacei e sensibilizzazione dei turisti sulla cultura e la protezione del mare. Un’innovativa esperienza di citizen science (il contributo dei cittadini ai monitoraggi scientifici sui problemi ambientali) realizzata con il patrocinio di Enea e dell'Università di Siena, il sostegno dei partner principali Assovetro e Novamont; del partner sostenitore Sammontana e del partner tecnico Traghetti Lines. Il Tirreno, La Città di Salerno e La Nuova Ecologia saranno invece media partner dell'iniziativa.

Il progetto vede una fitta rete di collaborazioni, sia pubbliche che private. In Toscana è infatti realizzato grazie alla collaborazione di Diversamente Marinai, il cofinanziamento del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, con il patrocinio della Regione Toscana e il sostegno dei partner Esaom Cesa, Esa, Acqua dell'Elba. In Campania, invece, Vele Spiegate è realizzato in collaborazione con la Federazione Italiana Vela - Comitato V Zona, con il cofinanziamento del Parco Nazionale del Cilento, Valle di Diano e Alburni e grazie al sostegno di Alicost.

Grazie alla prima edizione di Vele Spiegate è stata realizzata lo scorso anno la più grande opera di pulizia delle spiagge dell’Arcipelago Toscano, che ha consentito di rimuovere dagli arenili oltre 700 kg di rifiuti e monitorare 22 spiagge, dove è stata raccolta una media di 258 rifiuti ogni 25 metri di spiaggia: a farla da padrona tra i rifiuti più trovati c’era la plastica, con una percentuale del 72%.

Lo scorso 26 giugno la seconda edizione del progetto ha preso il via con le prime attività: la pulizia della Spiaggia della Cala sul versante nord occidentale dell'Elba e della Baia di Trentova ad Agropoli, nel salernitano.

«Per risolvere il problema dei rifiuti marini - sottolinea Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - è urgente mettere in atto azioni concrete, puntando sempre di più su politiche di prevenzione e sensibilizzazione, su una corretta gestione dei rifiuti e coinvolgendo cittadini e giovani generazioni. Da anni Legambiente riserva alla tutela del mare e delle sue coste un impegno continuo e costante attraverso numerosi progetti, iniziative di volontariato ambientale, attività didattiche, di educazione ambientale e di citizen scienze. Vele Spiegate va proprio in questa direzione: oltre a rappresentare una grande campagna di pulizia delle spiagge, Vele Spiegate è un’ulteriore e significativa esperienza di citizen science praticata da anni da Legambiente su tutto il territorio nazionale e considerata da più fonti istituzionali internazionali come una delle esperienze più avanzate al mondo, come è emerso anche nella conferenza Onu sugli oceani a New York in cui abbiamo raccontato la nostra esperienza anche in assemblea generale».

Il progetto Vele Spiegate mira ad acquisire dati qualitativi e quantitativi relativi ai rifiuti presenti nelle località costiere. Nell’Arcipelago Toscano i volontari saranno impegnati in questi due mesi all’Isola d’Elba, di Capraia, Pianosa, Giglio, Isolotto dei topi, Palmaiola, Montecristo e Scoglio d’Africa. In Campania, invece, si navigherà lungo la costa cilentana: da Agropoli a Pollica-Acciaroli, da Marina di Camerota a Sapri. I rifiuti galleggianti raccolti lungo le rotte del viaggio, così come i rifiuti spiaggiati, verranno anche analizzati e catalogati per quantità e tipologia.

L’interesse scientifico del progetto risiede anche nelle indagini focalizzate su spiagge remote, in cui l’accesso al pubblico è ridotto. Legambiente ricorda che l’emergenza del marine litter, oltre al devastante impatto sull’ambiente, ha drammatiche conseguenze sugli esseri viventi che vivono in contatto con l’ecosistema marino: l’ingestione dei rifiuti di plastica è stata documentata in oltre 180 specie marine. Senza dimenticare che, secondo uno studio commissionato ad Arcadis dall’Unione europea, il marine litter costa all’Europa 478 milioni di euro all’anno solo per i settori di turismo e pesca, mentre per pulire tutte le spiagge europee il costo stimato è di 412 milioni di euro.

La pesca è uno dei settori fortemente impattati da questo problema, ma anche quello che può ricoprire un ruolo da protagonista nella grande pulizia del nostro mare, per esempio con il "Fishing for litter”, attività che consentirebbe ai pescatori di riportare a terra i rifiuti che finiscono accidentalmente nelle reti. Una misura quanto mai necessaria che è prevista dalla direttiva europea Marine Strategy, ma che in Italia è ostacolata dalle normative vigenti che necessitano una revisione per consentire finalmente che queste attività possano svolgersi regolarmente. A oggi, infatti, a eccezione di alcuni progetti pilota come "Arcipelago pulito" a cui Legambiente partecipa, i pescatori sono purtroppo costretti a ributtare in mare i rifiuti pescati.

Secondo l’ultimo rapporto "Beach Litter" di Legambiente, solo sulle spiagge italiane il 31% dei rifiuti censiti è stato creato per essere gettato immediatamente o poco dopo il suo utilizzo. Non solo plastica: parliamo di imballaggi di alimenti, carte dei dolciumi, bastoncini per la pulizia delle orecchie, assorbenti igienici, barattoli e latte alimentari, mozziconi di sigaretta. In particolare i rifiuti plastici usa e getta sono stati rinvenuti nel 95% delle spiagge monitorate, a dimostrazione della gravità del problema. Ma problema più grande è che questi rifiuti non scompaiono, anzi restano nell’ambiente, si degradano e si frammentano in pezzi sempre più piccoli: microplastiche che hanno una via facilitata per entrare nella catena alimentare e contaminarla.

Inserito da: Legambiente
Articolo pubblicato il:10/07/2018
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