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Balneari, i concessionari sono responsabili anche se affittano

La sentenza del Tar: ''Il concessionario è responsabile dei fatti dell'operatore a cui affida la gestione''

Autore: Mondo Balneare

articolo pubblicato il 03/03/2018

mondo balneare

Anche se affitta la propria impresa balneare in tutto o in parte, il titolare originario della concessione resta responsabile di tutte le eventuali irregolarità compiute dall'operatore a cui ha affidato la gestione. Lo afferma una sentenza del Tar Molise, la n. 242 del 28 giugno 2017, pubblicata nei giorni scorsi dalla rivista specializzata Patrimonio Pubblico, che così riassume i contenuti della pronuncia:

«L’affidamento ad altri soggetti della gestione delle attività oggetto di concessione disciplinato dall’art. 45-bis del Codice della navigazione, pur dovendo essere autorizzato dall’Amministrazione, non fa subentrare il terzo nel rapporto con l’Autorità concedente, nei confronti della quale rimane pur sempre responsabile il concessionario che deve, quindi, vigilare sul comportamento del terzo e segnalare all’amministrazione eventuali violazioni poste in essere dal terzo, sollecitando, se del caso, la revoca dell’autorizzazione, parallelamente all’esperimento dei rimedi contrattuali nei rapporti interni con il gestore la cui valutazione esula dall’ambito della giurisdizione amministrativa».

Concessioni demaniali marittime

Il contenzioso riguardava la realizzazione di punti doccia, campi da beach volley e una scala di legno: la pubblica amministrazione aveva contestato una presunta irregolarità rispetto alla destinazione d'uso della concessione, varando un provvedimento di decadenza nei confronti del titolare, nonostante i lavori fossero stati effettuati da chi l'aveva presa in gestione. E il Tar Molise ha confermato la legittimità della scelta della P.A.

Questo l'estratto più significativo della pronuncia, la cui pubblicazione ci è stata concessa dalla rivista Patrimonio Pubblico:

«Nonostante fosse a conoscenza dell’esito negativo dell’istanza, la ricorrente ha comunque proceduto alla realizzazione dello stabilimento, attraverso l’unificazione del tratto di spiaggia ZD01 acquisito dalla S. S.p.A e quello oggetto del rapporto con la Niuma nell’ambito del quale era ricompresa anche l’attività di bar con il risultato di dare luogo ad uno stabilimento unitario denominato “L.” con la realizzazione di punti doccia, campi di beach-volley e l’utilizzo di una scala di legno di comunicazione; opere queste che, pur non determinando uno stravolgimento dello stato dei luoghi, depongono univocamente per la modifica della destinazione funzionale del tratto di spiaggia oggetto della concessione alla controinteressata. Ciò è del resto quanto puntualmente rilevato dalla Capitaneria di Porto in occasione del sopralluogo del 20 giugno 2016. Né gli accordi tra la controinteressata e la ricorrente potevano ampliare le facoltà di quest’ultima, in difetto di un provvedimento abilitativo dell’Amministrazione, rimanendo tali previsioni confinate nella sfera dei rapporti interni. Invero, l’affidamento ad altri soggetti della gestione delle attività oggetto di concessione disciplinato dall’art. 45-bis del codice della navigazione, pur dovendo essere autorizzato dall’Amministrazione non fa subentrare il terzo nel rapporto con l’Autorità concedente nei confronti della quale rimane pur sempre responsabile il concessionario che deve, quindi, vigilare sul comportamento del terzo e segnalare all’amministrazione eventuali violazioni poste in essere dal terzo, sollecitando, se del caso, la revoca dell’autorizzazione, parallelamente all’esperimento dei rimedi contrattuali nei rapporti interni con il gestore la cui valutazione esula dall’ambito della giurisdizione amministrativa. Rileva sotto questo aspetto la nota del 13 settembre 2016 (prot. n. 10135) con la quale la Regione Molise chiarisce che i rapporti tra la controinteressata S. S:p.A. e la I. s.r.l. hanno rilievo esclusivamente interno ed è pur sempre la concessionaria ad avere l’onere di richiedere la preventiva autorizzazione della Regione per consentire al terzo gestore di poter prestare attività ulteriori rispetto a quelle positivamente autorizzate, dovendosi ritenere che, in caso di realizzazione di attività non autorizzate da parte del terzo gestore in difetto di preventiva autorizzazione da parte dell’Amministrazione, si realizzerebbe una violazione che potrebbe riverberarsi in decadenze o sanzioni nei confronti del concessionario stesso, chiamato a rispondere dell’inadempimento del terzo».

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:03/03/2018
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