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''Balneari, troppe promesse dalla politica'': l'appello di Sib, Fiba e Oasi

Alla fiera Balnearia le tre associazioni di categoria sottopongono le loro posizioni ai candidati in parlamento.

Autore: Mondo Balneare

articolo pubblicato il 28/02/2018

mondo balneare

di Alex Giuzio

«Non siamo innamorati delle nostre idee, anzi siamo aperti a qualsiasi proposta che possa salvare le imprese balneari. A patto che sia realistica e concreta». Con queste parole Riccardo Borgo ha aperto l’assemblea di Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti e Oasi-Confartigianato che ha concluso ieri mattina il ricco calendario di eventi della fiera Balnearia. Il presidente del Sib ha anche invitato a «risolvere il problema della concessioni restando fuori dalle logiche della campagna elettorale ed evitando le semplificazioni».

Secondo Vincenzo Lardinelli, presidente Fiba-Confesercenti, «abbiamo sentito già troppe promesse e nessuna soluzione. Anzi, oggi la politica ci sta promettendo ciò che alcuni anni fa diceva che era impossibile da ottenere. Per questo non vediamo l’ora che la campagna elettorale finisca e che ci si rimetta a lavorare sulla riforma del demanio marittimo».

Davanti a una platea ridotta rispetto agli anni passati (anche a causa del maltempo), l’assessore al demanio della Regione Liguria Marco Scajola ha esortato le associazioni a «tornare a lavorare unite perché queste divisioni indeboliscono la categoria», e anche Borgo ha auspicato lo stesso, così «la politica smetterà di giocare sulle nostre differenze. Purtroppo però questo è difficile, finché altre associazioni continueranno per esempio a parlare della sentenza della Corte di giustizia europea come un fatto positivo: quella pronuncia avrà anche aperto qualche spiraglio, ma in generale è stata di un impatto molto negativo, avendo dichiarato illegittime le proroghe».

In questo video abbiamo raccolto le dichiarazioni di Lardinelli, Borgo e Scajola:

Per quanto riguarda le richieste che Sib, Fiba e Oasi rivolgono alla politica, così le ha riassunte Borgo: «Dobbiamo andare a trattare in Europa per rivedere non solo l’applicazione della Bolkestein, ma anche quella dell’articolo 49 del TFUE. La strada da seguire è quella del “doppio binario”, con un periodo transitorio che non può essere di cinque anni e nemmeno può essere calcolato in base agli investimenti non ammortizzati, ma che deve arrivare almeno a trenta in modo da garantirci dignità e prospettive per lavorare. Poi ben venga la concorrenza, ma sulle spiagge ancora libere».

E i problemi da risolvere non si fermano qui: «Altre questioni urgenti – ha ricordato Borgo – sono il riordino dei canoni con l’abrogazione dei valori Omi, che il governo colpevolmente non ha ancora risolto; il superamento dei concetti di facile e difficile rimozione e la riduzione dell’aliquota Iva al 10% come avviene per le tutte le altre imprese turistiche italiane».

Marco Pardi, in rappresentanza di Oasi-Confartigianato, ha infine aggiunto che «il rischio del periodo transitorio è di restare in una posizione di precarietà. Meglio sarebbe continuare a lavorare per la sdemanializzazione: si tratta dell’unica strada per non essere più su un suolo pubblico, e quindi non più ricattabili dalla pubblica amministrazione».

Della stessa idea è Marco Scajola, che ha giurato come «le spiagge liguri non andranno mai all’asta, a costo di chiudere i confini nazionali. E invece il governo ha impugnato le nostre due leggi, peraltro adducendo motivi di diritto comunitario e non nazionale. Ma se c’era una porcheria, quella era nel disegno di legge dell’ex ministro Costa».

Presente anche il candidato del Partito democratico Umberto Buratti, che ha criticato «il clima di questa campagna elettorale in cui si fa a gara a chi la spara più grossa. Soprattutto la Lega, che continua a sostenere di uscire dalla Bolkestein, quando già nel 2010 l’allora ministro Calderoli venne a Forte dei Marmi a raccontare questa storia: peccato che da allora nessuno si è attivato per praticare questa strada, che tuttavia ci continuano a raccontare per prendere gli applausi. Contro il Pd ho invece sentito tanti fischi e urla, ma anche io credo che l’ultimo disegno di legge fosse incoerente e non desse abbastanza garanzie alle imprese. Difatti lo scorso dicembre, incontrando il segretario Matteo Renzi, lo abbiamo invitato a fermarsi e il ddl è stato bloccato in Senato. Ora siamo pronti a ricominciare da capo girando pagina».

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:28/02/2018
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