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''No alle gare'', l'impegno della politica con i balneari

Sia centrosinistra che centrodestra credono possibile uscire dalla Bolkestein: l’impegno sottoscritto all’assemblea di Assobalneari, Donnedamare e Itb.

articolo pubblicato il 26/02/2018

mondo balneare

di Alex Giuzio

CARRARA (ore 14.46) - I balneari del “no alle aste” chiedono l’esclusione delle spiagge dalla direttiva Bolkestein e tutta la politica si fa carico dell'impegno, dalle forze di centrodestra al Partito democratico. Questa mattina alla fiera Balnearia di Carrara, durante l’assemblea di Assobalneari-Confindustria, Donnedamare e Itb Italia, le associazioni organizzatrici hanno fatto sottoscrivere a tutti i politici, davanti a una sala gremita, un documento scritto per far loro promettere di portare le concessioni balneari fuori dalla Bolkestein e tutelare le attuali imprese: unici assenti (seppure invitati) gli esponenti del Movimento 5 Stelle, mentre hanno firmato i candidati di Partito democratico (Umberto Buratti), Lega (Gian Marco Centinaio e Stefania Pucciarelli), Forza Italia (Deborah Bergamini e Massimo Mallegni) e Fratelli d’Italia (Carlo Fidanza).

«Abbiamo chiesto una firma – spiega Bettina Bolla, presidente di Donnedamare – per evitare che qualcuno cambi idea, come ha fatto Sergio Pizzolante» (il deputato relatore dell’ultimo disegno di legge per il riordino delle concessioni, eletto nelle fila del Pdl e ora in corsa nella coalizione di centrosinistra, NdR). «Chiediamo pari condizioni rispetto a Spagna e Portogallo – aggiunge Fabrizio Licordari, presidente Assobalneari-Confindustria – dove i nostri colleghi hanno ottenuto proroghe dai 30 ai 75 anni, proprio mentre in Italia si volevano istituire le evidenze pubbliche con un disegno di legge inaccettabile e pieno di bugie come la “professionalità”, che l’Europa non avrebbe mai accettato. E ora nei paesi iberici gli imprenditori hanno l’entusiasmo di investire: lo si è visto anche alla fiera Expoplaya di Torremolinos lo scorso venerdì, gremita di persone».

«La nostra richiesta alla politica - conclude Licordari - è quindi di istituire una proroga secca di 30 anni, in modo da avere poi tutto il tempo necessario a escludere le spiagge dalla Bolkestein e dunque non applicare mai le gare per le attuali imprese».

In questo video abbiamo intervistato alcuni dei politici e degli organizzatori presenti in assemblea per riassumere le loro posizioni:

Da Forza Italia è arrivato il pieno sostegno alle rivendicazioni delle sigle organizzatrici, con Deborah Bergamini che ha accusato «la sinistra di avere tentato con un colpo di mano a fine legislatura di mandare le spiagge all’asta. D’altronde la loro cultura, in tutti i campi, è quella di eliminare le piccole imprese familiari». La candidata del partito di Berlusconi ha ammesso che «nessuno è esente da colpe e negli ultimi dieci anni sono stati commessi molti errori», ma «ora se saremo al governo dimostreremo che le spiagge non sono una risorsa scarsa e inoltre sono dei beni e non dei servizi, pertanto non devono rientrare nell’applicazione della Bolkestein».

Immediata la replica del Partito democratico, con Umberto Buratti che ha informato la platea di «avere chiesto un ripensamento a Renzi sulla questione balneare, e difatti il disegno di legge si è bloccato in Senato. Nel frattempo è emerso l’importante studio della Commissione UE petizioni, che compara la situazione normativa di Italia, Spagna e Portogallo e che parla di “doppio binario” per riordinare le spiagge, con gare solo per le aree libere. Il prossimo parlamento dovrà quindi prendere atto che la Bolkestein si può bloccare e abbiamo tutte le carte in regola per farlo».

Ma i rappresentanti di centrodestra non accettano la versione di Buratti, a cui ha replicato Carlo Fidanza di Fratelli d’Italia: «Il disegno di legge è stato bloccato grazie alle forze di opposizione – ha tuonato il candidato del partito di Giorgia Meloni – e ci siamo presi l’impegno solenne di escludere le imprese balneari dalla Bolkestein. Non solo: se saremo al governo, introdurremo nella nostra Costituzione la clausola di sovranità proprio come la Germania, dove le normative europee vengono bloccate se contrastano con gli interessi nazionali».

Durante l’assemblea è stata infine portata come esempio l’esperienza della Liguria, che ha varato due leggi regionali per legiferare sul demanio marittimo istituendo tra l’altro una proroga di 30 anni per le attuali concessioni «che è stata approvata in modo trasversale anche dal centrosinistra», come ha evidenziato l’assessore regionale al demanio Marco Scajola. «Purtroppo però – ha sottolineato la candidata della Lega Stefania Pucciarelli – il governo del Pd ha impugnato entrambe le leggi, e ciò dimostra il loro intento di mettere in crisi l’attuale comparto balneare».

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:26/02/2018
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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