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Balneari, braccio di ferro in Salento: intervista a Mauro Della Valle

Alla vigilia dell'importante giornata di dibattito organizzata a Lecce, abbiamo fatto tre domande al presidente di Federbalneari Salento.

Autore: Mondo Balneare

articolo pubblicato il 21/02/2018

mondo balneare

I balneari del Salento sono in fermento: da un lato le presenze turistiche continuano a crescere a doppia cifra, ma dall'altro lato la tanto desiderata "destagionalizzazione" non riesce a partire a causa dell'opposizione delle soprintendenze che continuano a mettere in difficoltà chi intraprende la strada dell'apertura annuale. Per capire cosa sta accadendo, abbiamo pensato di fare il punto con Mauro Della Valle, presidente di Federbalneari Salento, intervistandolo alla vigilia dell'importante giornata che la sua associazione co-organizza insieme a Mondo Balneare domani, con il dibattito politico sulla riforma delle concessioni in programma alle ore 11 e il tavolo tecnico sull'erosione costiera alle ore 15.30, entrambi al Grand Hotel Tiziano nell'ambito della BTM (leggi il programma).

L’inverno degli stabilimenti balneari salentini è stato caratterizzato da un braccio di ferro con le soprintendenze in merito all’apertura annuale delle spiagge. La vicenda è parsa molto complessa, ci può spiegare cosa è successo esattamente?

Il Salento nel giro di pochi anni è divenuto meta turistica di numerosi ospiti che hanno iniziato a scoprire questo meraviglioso lembo d’Italia. Molti turisti di provenienza straniera hanno apprezzato il Salento soprattutto nei mesi di poco affollamento, concentrando le loro vacanze nei mesi di ottobre, novembre, marzo e aprile. Di concerto con la politica regionale si è dunque pensato di legittimare la permanenza delle strutture balneari attraverso la legge 17/2015, che consente il mantenimento dei fabbricati per i soli fini demaniali. In più, per legittimare anche l’aspetto paesaggistico, la Puglia quale unica regione in Italia si è dotata nel 2015 di un Piano paesaggistico, e anch’esso ha ben specificato la possibilità al mantenimento annuale delle strutture balneari. Di contro però la Sovrintendenza, che ha potere “discrezionale” nell’autorizzazione paesaggistica - un parere obbligatorio a corredo al mantenimento della struttura - non ha mai espresso il nulla osta positivo. Nel giro di circa 10 anni ogni ricorso al mantenimento è stato accolto dal Tar di Lecce, il quale ha da sempre riconosciuto il comparto balneare quale economia principale di questa provincia.

Perché è importante per gli stabilimenti balneari pugliesi poter restare aperti tutto l’anno?

Le regole che possono giustificare la permanenza al mantenimento delle strutture sono quelle del buon senso. Mi spiego meglio: fortunatamente il Salento ha una costa che può essere vissuta 12 mesi all’anno e noi riteniamo che questo possa comportare a base volontaria poter lasciare montata la struttura proprio per lavorare e dare lavoro almeno 10 mesi all’anno. Facciamo per un minuto un paragone nella nostra mente, e pensiamo all’emozione visiva sorseggiando un calice di buon vino Negramaro di fronte al mare. O confrontiamo una colazione, un aperitivo, un pranzetto sulla spiaggia al profumo di macchia mediterranea, rispetto allo smog cittadino... Pranzetti e aperitivi in spiaggia, ma anche organizzare iniziative ed eventi fuori stagione, completano la mission del “balneare illuminato”, che si prodiga per fare accordi con le scuole per attività fisica in spiaggia e anche lezioni di materie scientifiche all’aria aperta, insieme a corsi di vela o canoa. Insomma, la spiaggia come un centro benessere naturale.

Al di là di queste vicende regionali, per le imprese balneari rimane l’incognita di cosa succederà dopo il 2020, data di scadenza degli attuali titoli senza che sia ancora stata varata una riforma per normare cosa accadrà dopo. Federbalneari Salento ha voluto mettere in piedi per domani un dibattito politico proprio per discutere di questo tema insieme ai candidati in parlamento. Qual è la proposta della vostra associazione sui contenuti della riforma?

Federbalneari Salento, sin da quando altre associazioni bruciavano in piazza le loro bandiere, ha sempre sostenuto che l’evidenza pubblica non ci spaventa, se, come è giusto sottolineare, il governo italiano riconosca la premialità a chi tanti anni fa ha scelto questa professione contribuendo al successo del turismo balneare made in Italy. Anzi, Federbalneari è stata la prima associazione a chiedere il cosidetto "doppio binario": evidenza pubblica per tutte le nuove concessioni (e questo sta avvenendo) e periodo transitorio per i concessionari che nel 2009 erano titolari di spiagge. Dando un parametro temporale al periodo transitorio, per Federbalneari Salento questo non può essere meno di 20 anni, perché riteniamo che sia il giusto tempo per riordinare il complicato e fragile sistema demaniale italiano. All’interno del riordino demaniale sarà poi necessario legittimare il mantenimento delle strutture facilmente amovibili, riordinare i canoni demaniali soprattutto sui pertinenziali, e infine risolvere il problema dell'erosione costiera.

(intervista a cura di Alex Giuzio)

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:21/02/2018
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