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'Balneari fuori dalla Bolkestein': lo chiede Confindustria al prossimo governo

Presentato in Senato il documento programmatico di Federturismo, che contiene un'importante parte sulle concessioni di spiaggia.

articolo pubblicato il 11/02/2018

mondo balneare

Le proposte di Federturismo per il prossimo governo chiedono l’esclusione delle concessioni balneari dalla direttiva Bolkestein. Come di consueto durante ogni campagna elettorale, l’associazione in seno a Confindustria che raggruppa tutte le imprese del settore turistico ha presentato tre giorni fa in Senato un lungo documento programmatico che contiene le proposte da inserire nei programmi elettorali di ogni partito in materia di turismo a 360 gradi. E tra queste, un’importante pagina riguarda la problematica degli stabilimenti balneari.

«Il clima di incertezza che dall’approvazione della direttiva Bolkestein ha riguardato il rinnovo delle concessioni – esordisce il testo – ha portato le imprese a ridurre significativamente gli investimenti. Da un punto di vista giuridico Federturismo ritiene che le concessioni demaniali debbano essere considerate come concessioni di beni e non di servizi, restando quindi fuori dal perimetro di applicazione della direttiva Servizi».

«Inoltre, per applicare la direttiva – prosegue il documento – occorre dimostrare la sussistenza del requisito della scarsità e per poterlo fare è necessario essere in possesso di un registro delle concessioni che sia continuamente aggiornato, mentre ad oggi l’Agenzia del Demanio non è in grado di fornire dati chiari e precisi in merito. Per questo motivo, Federturismo ha sempre espresso la propria contrarietà alle proposte di riforma delle concessioni demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo che introducevano le evidenze pubbliche».

«Modificare unilateralmente le condizioni di accesso al mercato, senza garanzia di reciprocità con i nostri competitor europei, penalizza drammaticamente delle nostre imprese. Non si intende tutelare posizioni di rendita – motiva Federturismo – ma garantire che fra le imprese italiane e quelle europee vi siano reciprocità e leale concorrenza», citando le normative di Spagna e Portogallo che hanno istituito proroghe da 30 a 75 anni. Le proposte di Federturismo passano poi al tema dei canoni, chiedendo al prossimo governo di «porre fine al contenzioso relativo ai canoni demaniali derivato dalla legge finanziaria del 2007, con cui si è introdotto un aumento insostenibile dei canoni a concessioni già in essere».

Molto soddisfatto per la presa di posizione di Federturismo è Fabrizio Licordari, presidente Assobalneari-Confindustria, che commenta: «Questo documento è frutto del lavoro che Assobalneari ha svolto per rafforzare la propria posizione in seno a Confindustria, portando alla stesura di una posizione univoca e autorevole a difesa degli attuali imprenditori balneari. Si tratta di un segnale che va a beneficio di tutta la categoria e che non può essere ignorato dalla politica».

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:11/02/2018
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