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''Ostia, la spiaggia è diversamente pubblica'': la denuncia del Sib

Il sindacato degli imprenditori balneari critica l'ultima ordinanza del X Municipio.

Autore: Sib

articolo pubblicato il 07/02/2018

mondo balneare

Fanno discutere i provvedimenti assunti dal X Municipio di Roma nella regolamentazione dell’uso della spiaggia di Ostia, soprattutto riguardo alla sicurezza dei bagnanti in estate e dei frequentatori dell’arenile durante l’inverno. Lo denuncia il Sindacato italiano balneari - Confcommercio, in una nota che critica punto per punto i contenuti dell'ordinanza. La pubblichiamo qui di seguito.

Scarsa sicurezza in spiaggia libera

«“Affidamento dei servizi connessi alla balneazione indispensabile per la salute e l’incolumità pubblica per le spiagge libere del Lido di Ostia. Stagione balneare 2018”: è questo il bando d’appalto lanciato dal X Municipio per dotare le spiagge libere di Ostia e Castelporziano per il reperimento di marinai di salvataggio. Ma negli ultimi due anni riguardo a questo obbligo dell’amministrazione comunale si è assistito a un teatrino indegno, con gare d’appalto sbagliate perché diseconomiche, postazioni non coperte uniformemente, ritardi e attrezzature insufficienti», attacca il Sib.

«Finalmente quest’anno si è deciso di intervenire per tempo - prosegue il sindacato - ed espletare con largo anticipo la gara. Oggi si apriranno i plichi delle offerte pervenute entro il 23 gennaio al X Municipio. La dotazione economica è di poco più di 250mila euro per assicurare la presenza di un marinaio di salvataggio in 12 postazioni suddivise in due lotti, rispettivamente da 7 e da 5. Per tutti i presidi sarà il X Municipio a fornire il pattino di salvataggio e le altre dotazioni di sicurezza a eccezione della cassetta di pronto soccorso, mentre non è chiaro come verrà garantito il servizio di assistenza e salvamento sulla decina di postazioni che restano fuori dal conteggio (il totale delle postazioni è di almeno 22 tra le 16 di Castelporziano e le 6 di Ostia Ponente, ex Faber, ex Cajenne, ex Spiaggetta e ex Amanusa), e fa rabbia che i bagnanti delle spiagge libere la sicurezza potranno vedersela garantita a mezzo servizio per larga parte della stagione balneare. Com’è noto, infatti, la stagione balneare si svolge dal 1° maggio (spesso anticipata al 25 aprile) fino al 30 settembre e per i concessionari degli stabilimenti c’è l’obbligo di assicurare la presenza del marinaio di salvataggio per l’intero periodo. Per il X Municipio, invece, la stagione balneare nella parte iniziale e nella parte finale si svolge solo nei fine settimana e nei festivi. Si scopre, così, che le spiagge libere saranno dotate di marinaio di salvataggio dal 25 aprile al 15 giugno e dal 1° settembre al 30 settembre esclusivamente il sabato, la domenica e nel 1° maggio: praticamente 56 giorni senza salvataggio su un totale di 157 giorni di stagione balneare, vale a dire più di un terzo del periodo dei bagni senza sicurezza».

«Insomma, il X Municipio non sembra intenzionato a rispettare quello che un vincolo temporale (l’intera durata della stagione balneare) e di estensione fisica (una postazione di salvataggio ogni 100 metri o frazione) stabilito dal Codice della navigazione e ribadito ogni anno dalle ordinanze della Capitaneria di Porto», conclude il Sib-Confcommercio.

Le contraddizioni del mare d'inverno

«Al contrario, questo stesso Municipio impone obblighi stringenti ai concessionari degli stabilimenti balneari anche durante la stagione fredda», evidenzia il Sindacato italiano balneari.

«È del 22 dicembre l’ordinanza 191 della presidente Giuliana Di Pillo su “Norme e disposizioni stagione invernale 2017/2018 sul Litorale di Roma Capitale”: si tratta della tanto attesa normativa per “disciplinare l’attività relativa alla destagionalizzazione dell’offerta turistica” nella quale, però, ci sono passaggi che penalizzano pesantemente l’auspicata valorizzazione delle spiagge. A parte il curioso errore materiale che per il X Municipio la stagione invernale sulle spiagge dura fino al 30 aprile mentre quella balneare inizia il 25 aprile, c’è poi una grossolana contraddizione in termini riguardo alla possibilità di erogare servizi durante la stagione invernale. All’art. 2 infatti ai concessionari che intendono contribuire alla destagionalizzazione con “attività elioterapiche, culturali, ricreative, ludiche ed attività di somministrazione” viene fatto obbligo non solo di presentare un programma delle iniziative, ma soprattutto l’autorizzazione a svolgerle è “subordinata alla previa rimozione di tutte le strutture di facile rimozione funzionali all’attività di balneazione estiva presenti sull’arenile, anche se previste dal titolo concessorio e munite di eventuale autorizzazione di compatibilità paesaggistica limitatamente alla stagione estiva”. E quindi, quelle attività sono possibili solo all’aria aperta, d’inverno?», si domanda il Sib.

«Sacrosanto, poi, ribadire l’obbligo di “consentire il libero e gratuito accesso e transito, 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno, per il raggiungimento della battigia antistante l’area di propria pertinenza” negli stabilimenti balneari - conclude il sindacato - ma questa presenza di passanti impone al concessionario di “disporre di una copertura assicurativa contro danni a terzi a garanzia delle condizioni di idoneità delle zone e strutture accessibili al pubblico”. Sarebbe utile sapere se la stessa copertura assicurativa è garantita anche dall’amministrazione locale per i frequentatori delle spiagge libere non solo d’inverno ma, soprattutto, in estate».

Inserito da: Sib
Articolo pubblicato il:07/02/2018
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