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''Opere pubbliche in cambio di certezze'': i balneari sfidano la politica

I titolari di alcune spiagge abruzzesi mettono sul piatto 10 milioni di euro da donare alla collettività, chiedendo in cambio un lungo periodo di concessione per i propri stabilimenti.

articolo pubblicato il 04/02/2018

mondo balneare

di Alex Giuzio

55 imprenditori balneari mettono a disposizione 10 milioni di euro in opere pubbliche chiedendo in cambio un lungo periodo di concessione per i propri stabilimenti. Accade a Francavilla in Abruzzo, con un maxi progetto che sarà presentato domani pomeriggio e che Mondo Balneare rivela oggi in anteprima.

L’idea è semplice: «Intendiamo farci carico dei costi per la difesa della costa e i ripascimenti per i prossimi cinque anni; inoltre abbiamo progettato uno stabilimento balneare pubblico e accessibile da donare al Comune, nonché un sistema di collegamenti ciclopedonali sul litorale», ci spiega Riccardo Padovano, presidente della Cooperativa Balnearia Servizi che è promotrice dell’iniziativa. «Presentando il progetto domani al pubblico, chiederemo al Comune di Francavilla e alla Regione Abruzzo di poter realizzare queste opere a beneficio della collettività, e di avere in cambio la necessaria certezza normativa per recuperare gli investimenti».

«Si tratta di una normale pratica che coniuga gli interessi pubblici e quelli privati – prosegue Padovano – e di cui si fa ampio uso nel settore dell’edilizia: pensiamo a quanti costruttori hanno beneficiato di generosi aumenti di volumetrie per i propri investimenti privati, realizzando in cambio opere pubbliche come scuole, stadi o parchi. Semplicemente, noi chiediamo di avere anni di concessione anziché volumetrie. Le banche sono già pronte a finanziarci; manca solo il via libera della politica».

Esaminando la documentazione che Mondo Balneare ha ottenuto in esclusiva prima della presentazione ufficiale, emerge come il progetto di Francavilla sia piuttosto lungimirante: intitolato “Vivere il mare”, il piano prevede, oltre alla realizzazione di scogliere antierosione e ripascimenti morbidi, anche la costruzione di uno stabilimento balneare attrezzato per la piena accessibilità, per esempio con un bancone bar ad altezza carrozzina, le sedie per l’ingresso dei disabili in mare e le pedane per far raggiungere qualsiasi punto della spiaggia anche agli ipovedenti. La struttura, secondo i piani della Cooperativa Balnearia, sarà realizzata a carico degli imprenditori balneari e donata al Comune di Francavilla per la pubblica fruizione. A ciò si aggiungono inoltre un innovativo sistema di pontili ciclopedonali per incrementare la mobilità sostenibile e l’appeal turistico della località abruzzese, nonché delle opere per l’allontanamento degli scoli delle acque bianche.

«Il nostro obiettivo è evitare gli effetti nefasti della direttiva europea Bolkestein – dice Padovano a Mondo Balneare - e chi pensa di poterlo fare investendo solo nella propria impresa per avere vent’anni di concessione in cambio, fa un percorso legittimo ma debole. Noi, invece, vogliamo mettere in piedi una rete d’imprese che punti a un accordo di programma per investire in difesa e manutenzione della costa, riqualificazione ambientale e infrastrutture pubbliche». Un ragionamento che molte altre località balneari stanno portando avanti, dalla Romagna (Cervia e Bellaria) al Lazio (Civitavecchia e Ladispoli), e che si può rivelare un’ottima strategia soprattutto in quelle zone dove non si riescono a trovare risorse pubbliche per interventi necessari come la lotta all’erosione. «Si tratta né più né meno di ciò che la compagnia di trasporto marittimo Grimaldi Lines ha fatto a Barcellona – motiva Padovano – realizzando un nuovo terminal e un parcheggio da 10mila metri quadri in cambio di una lunga concessione sul proprio porto».

«Domani sapremo come la politica risponderà al nostro progetto – conclude Padovano – e se la risposta sarà negativa, avremo la certezza che sulle nostre spiagge ci sono altri progetti. Checché ne dica l’opinione pubblica, i balneari sono stati gli imprenditori più lungimiranti d’Italia, essendo stati i primi a fare investimenti su terreni non di loro proprietà, ma con la garanzia del diritto di superficie. Ora vogliamo solo continuare questa tradizione, ma con le necessarie certezze».

L’appuntamento per la presentazione pubblica del progetto è domani alle ore 16.30 nella sala convegni del Museo Michetti (Piazza San Domenico 1, Francavilla al Mare).

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:04/02/2018
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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