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Imprenditore balneare si suicida: era vittima dei maxi canoni

Sul gesto del titolare del Lido Malibù a Castel Volturno indagano le forze dell'ordine.

Autore: Mondo Balneare

articolo pubblicato il 03/02/2018

mondo balneare

di Alex Giuzio

Ha deciso di mettere fine alla sua vita con un colpo di pistola Giuseppe D'Aponte, imprenditore balneare di 53 anni (nella foto) e titolare del Lido Malibù sulla spiaggia di Baia Verde, a Castel Volturno (Caserta). In base alle informazioni giunte da membri del "Comitato balneari pertinenziali", D'Aponte sarebbe stato vittima dei maxi canoni Omi applicati a circa trecento concessioni balneari in Italia. E sarebbero proprio i debiti accumulati a essere indicati come una plausibile motivazione del tragico gesto, anche se un'azione così estrema non può essere certo ricondotta a un unico motivo.

L'uomo apperteneva a una famiglia molto conosciuta sul litorale domizio e, secondo quanto riferisce il quotidiano Il Mattino, non soffriva di depressione. Eppure D'Aponte ieri mattina non è tornato a casa per pranzo, come sua abitudine, ma si è anzi recato - non a caso - nel suo stabilimento balneare per spararsi un colpo con la propria pistola regolarmente detenuta. Le forze dell'ordine al momento non hanno riferito di alcun messaggio lasciato dal suicida prima di morire, ma è noto come il suo lido - insieme a molti altri stabilimenti di Castel Volturno (vedi notizia) - fosse sotto la minaccia degli spropositati canoni Omi: si tratta della controversa applicazione della legge 296/2006 ("Finanziaria 2007") che ha fatto schizzare i costi annuali pretesi dall'Agenzia del demanio agli stabilimenti classificati come "pertinenziali" a cifre dai 100 mila ai 500 mila euro, fuori da ogni logica di mercato e che hanno mandato sul lastrico circa trecento stabilimenti balneari italiani, con debiti accumulati per diversi milioni di euro poiché insostenibili da pagare per delle piccole attività familiari.

Proprio lo scorso dicembre, la legge per risolvere questa grave situazione sembrava a un passo dall'essere approvata, ma la Ragioneria di Stato si è opposta all'ultimo secondo (vedi notizia) e ha fatto sfumare l'emendamento che avrebbe salvato i pertinenziali.

Tutti gli imprenditori balneari italiani, e soprattutto i colleghi pertinenziali, sono stati molto colpiti dalla notizia. In particolare è arrivato il cordoglio di Assobalneari-Confindustria, di cui D'Aponte era rappresentante per la provincia di Caserta. Queste le parole del presidente nazionale Fabrizio Licordari: «Non spetta a noi giudicare questo gesto estremo che ci colpisce e turba profondamente, ma apprendere che ció è stato causato da problemi economici legati al lido ci fa ancora più male. Peppe, in passato, mi aveva manifestato le difficoltà di gestione dovute ai canoni e alla zona difficile in cui operava, ed era uno di noi che si impegnava attivamente nella lotta contro la Bolkestein. Non voglio strumentalizzare un gesto estremo che ci lascia sgomenti, ma questo ci fa male e fa crescere la rabbia in tutti noi per quanto accaduto a un collega e amico. Peppe non ce l’ha fatta a sopportare il peso delle difficoltà economiche legate alla gestione del suo stabilimento balneare che, anche a causa della vergognosa situazione di incertezza in cui noi tutti ci troviamo, non gli ha fatto vedere una prospettiva futura per superare i problemi che sentiva irrisolvibili. Peppe si è sentito solo e noi non siamo riusciti a cogliere la sua disperazione che lui ha ben saputo nascondere con il suo sorriso, con la sua gentilezza e la sua riservatezza che lo contraddistinguevano. In questi momenti le parole possono diventare facilmente retoriche e di circostanza, ma la perdita di un collega in questo tragico modo non lascia spazio ad altri sentimenti che al dolore e al rammarico per non essere riusciti ad essergli stati più vicini».

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:03/02/2018
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