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Spiagge, Bari apre a concorrenza: 8 km per nuove concessioni

Effettuata una ricognizione delle coste a livello comunale: su 46 km di litorale, 20 sono ancora liberi.

articolo pubblicato il 05/02/2018

mondo balneare

Su 46 chilometri di costa, 20 sono liberi e 8 di questi sono stati dichiarati cedibili ai privati per l'apertura di nuove imprese balneari. Accade a Bari, dove il nuovo "Piano comunale delle coste" ha messo per iscritto come il 40% delle spiagge non sia attualmente occupato e una consistente parte di esse possa essere già messo a disposizione per aprire alla concorrenza.

I contenuti del piano - che avanza anche una previsione di sviluppo per l'area del retro-costa, con nuovi sistemi di accesso e parcheggi - sono stati resi noti nel corso di un vertice tenutosi lo scorso mercoledì 31 gennaio tra il sindaco di Bari Antonio Decaro e gli assessori all'urbanistica, ai lavori pubblici e allo sviluppo economico. Il testo, stilato dall'assessorato all'urbanistica del Comune di Bari con la consulenza del Politecnico di bari, applica in particolare le indicazioni del "Piano regionale delle coste" e ha l'obiettivo di sviluppare il settore turistico, garantendo al contempo il godimento della spiaggia da parte della collettività, la protezione dell’ambiente naturale, l'apertura alla concorrenza tramite il rilascio di nuove concessioni e il recupero di alcuni tratti di costa che versano in stato di degrado.

«Il carattere strategico che abbiamo inteso dare al Piano comunale delle coste – sottolinea l'assessore all'urbanistica Carla Tedesco – è un’importante occasione per anticipare alcune azioni del PUG. L’approfondimento condotto attraverso il Pcc sarà anche un’occasione per restituire ai baresi la storia della costa e il suo utilizzo, come è giusto che sia per una città di mare come la nostra. Abbiamo individuato le aree che possono essere già rese accessibili e fruibili alla cittadinanza attraverso i progetti di riqualificazione dell’amministrazione comunale, che saranno integrati in questo piano e un lavoro di coordinamento con l’assessorato allo sviluppo economico che, nel frattempo, sta lavorando alla valorizzazione di alcuni siti già esistenti con interventi di riqualificazione o di specifici tratti di costa con concessioni temporanee per strutture amovibili. Con l’assessorato ai Lavori pubblici, invece, definiremo gli interventi di messa in sicurezza della costa, segnalati nel piano, che dovremo pianificare secondo un cronoprogramma che tenga conto delle situazioni più a rischio».

«Dopo le prime esperienze dello scorso anno fatte con Torre Quetta e con le strutture amovibili sul lungomare sud – aggiunge l'assessore allo sviluppo economico Carla Palone – abbiamo lavorato con gli uffici a una ricognizione di tutte le strutture esistenti sulla costa, da nord a sud, che potevano essere valorizzate e che soprattutto possono rappresentare un’occasione di sviluppo e una leva economica per tanti soggetti privati che hanno voglia di investire sul nostro territorio. In questi mesi abbiamo avviato delle manifestazioni di interesse su alcune strutture per sondarne l’attrattività e, come immaginavamo, tanti sono i soggetti che stanno presentando proposte. Gli uffici in questi giorni stanno già facendo i primi sopralluoghi per verificare la fattibilità dei progetti, anche in virtù del lavoro del Piano delle coste che oggi abbiamo condiviso e che ci dà importanti linee guida per proporre un’adeguata strategia di sviluppo economico su alcuni tratti di lungomare che speriamo già da quest’estate potranno essere fruibili ai cittadini».

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:05/02/2018
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