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Il governo impugna legge Liguria sui 30 anni ai balneari

Lo ha deciso stamane in extremis il premier Gentiloni, accusando le leggi di incostituzionalità e violazione della libera concorrenza.

Autore: Mondo Balneare

articolo pubblicato il 12/01/2018

mondo balneare

di Alex Giuzio

(ore 14.29) - Il governo italiano ha impugnato le leggi regionali della Liguria che estendono di 30 anni le attuali concessioni balneari. Lo rende noto il comunicato stampa del consiglio dei ministri tenutosi oggi alle 12. A essere impugnate sono state la legge n. 25/2017 "Qualificazione e tutela dell'impresa balneare" e la n. 26/2017 "Disciplina delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico ricreative", che oltre a prorogare le concessioni, miravano anche a dichiarare gli stabilimenti balneari come elemento di tipicità del territorio. Ma secondo il governo, le due leggi sarebbero incostituzionali e violerebbero la libera concorrenza: a esprimersi definitivamente sulla questione dovrà dunque essere la Corte costituzionale.

Come si legge nell'ordine del giorno, il consiglio dei ministri odierno è stato convocato con lo scopo esclusivo di esaminare le leggi regionali in scadenza. L'impugantiva della normativa ligure è infatti arrivata in extremis: fra tre giorni, cioè il 15 gennaio, sarebbero scaduti i termini per poterla impugnare. Ora invece sarà la Consulta a dover stabilire se le leggi della Liguria sono compatibili o meno con l'ordinamento nazionale, decidendone di fatto l'eventuale bocciatura e quindi l'annullamento della proroga trentennale.

La decisione di impugnare la legge è arrivata direttamente dal premier Paolo Gentiloni, che ha assunto ad interim le competenze del ministero degli affari regionali in seguito alle dimissioni di Enrico Costa, avvenute lo scorso luglio.

Approvate il 31 ottobre 2017 in consiglio regionale (vedi notizia), le leggi liguri intendevano dare un lungo orizzonte temporale agli stabilimenti balneari, le cui concessioni attualmente scadono il 31 dicembre 2020 senza che il governo nazionale abbia ancora varato una riforma in seguito alla direttiva europea Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi, che apre alle evidenze pubbliche delle spiagge. Alcune amministrazioni comunali liguri, tra cui Finale e Alassio, avevano già iniziato le procedure per l'applicazione della proroga (vedi notizia).

Eppure, proprio perché la competenza legislativa sul demanio marittimo è in capo allo Stato, il consiglio dei ministri ha deciso di impugnare gli articoli della legge regionale ligure in contrasto con tale competenza, tra cui appunto la parte che estendeva le concessioni di trent'anni.

Così recita il comunicato stampa appena diramato dal consiglio dei ministri:

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha esaminato ventuno leggi regionali, deliberando di impugnare:
la legge della Regione Liguria n. 25 del 10/11/2017, recante “Qualificazione e tutela dell’impresa balneare”, in quanto alcune norme che riguardano l’assegnazione delle concessioni balneari marittime alle imprese balneari liguri si pongono in contrasto con la disciplina europea, pregiudicando altresì la libera concorrenza. Ne consegue la violazione dell’art. 117, primo comma e secondo comma, lettera e), della Costituzione;
la legge della Regione Liguria n. 26 del 10/11/2017, recante “Disciplina delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico ricreative”, in quanto alcune norme, configurando un regime di preferenza per i soggetti titolari di concessioni in atto, si pongono in contrasto con il diritto europeo e con la disciplina nazionale in materia di concessioni, in violazione dell’art. 117, primo comma e secondo comma, lettera e), della Costituzione;

La legge della Liguria sulle concessioni balneari era stata promossa in particolare dall'assessore regionale al demanio Marco Scajola ed era stata approvata all'unanimità in consiglio regionale, con la sola astensione del Movimento 5 Stelle.

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:12/01/2018
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