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Cna: ''Continuità per attuali balneari, riaprire confronto in UE''

Il sindacato di Cristiano Tomei avanza le sue richieste per il prossimo governo, che dovrà affrontare la riforma delle spiagge.

Autore: Mondo Balneare

articolo pubblicato il 11/01/2018

mondo balneare

Continuità aziendale per gli attuali imprenditori balneari in base al "legittimo affidamento" e riapertura del confronto in Europa sulla direttiva Bolkestein, appurando la non scarsità della risorsa spiaggia. Sono le richieste principali di Cna Balneatori al prossimo governo italiano, che dovrà necessariamente affrontare una riforma delle spiagge per risolvere il vuoto normativo sulle concessioni demaniali marittime.

Il nuovo documento, approvato al termine dei lavori della presidenza tenutasi due giorni fa a Roma, fissa tra gli obiettivi dei prossimi mesi anche la programmazione del confronto a livello territoriale con le forze politiche e istituzionali sui temi della questione balneare italiana per la legislatura 2018-2023. Infine, in merito ai canoni, Cna chiede il superamento dei valori Omi per le concessioni pertinenziali.

» Clicca qui per scaricare il documento approvato alla presidenza di Cna Balneatori il 9 gennaio 2018 a Roma.

Qui di seguito pubblichiamo l'estratto più significativo.

Questione Balneare Italiana - CNA Balneatori chiede:

  • Continuità aziendale, secondo la tutela del legittimo affidamento, per scongiurare le evidenze pubbliche e le aste per le attuali imprese balneari al fine di ridare una condizione di stabilità per un tempo indeterminato alle attuali imprese balneari.
  • Riapertura del confronto in Europa affermando, per una corretta interpretazione ai principi comunitari, la non inerenza del comparto con la Direttiva europea dei Servizi, con la modifica e integrazione degli articoli 10 e 16, comma 1 del Decreto Legislativo 26 marzo 2010, n.59 "Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno" [...]
  • Verifica e certificazione della non scarsità del bene spiaggia e dunque della conseguente disponibilità, in ambito nazionale, per assodare la non limitatezza della risorsa e garantire la programmazione per nuove iniziative imprenditoriali con la maggiore propensione di strutture a basso impatto ambientale e facilitanti la fruibilità e la sostenibilità delle infrastrutture e della spiaggia.
  • Garantire le condizioni di legalità e trasparenza nell'espletamento delle attività rivolte alla gestione del demanio marittimo al fine di una incisiva attività di prevenzione nei confronti di forme di penetrazione o di ingerenza da parte della criminalità;
  • Superamento dei valori O.M.I. per i canoni cosiddetti pertinenziali esorbitanti da pagare e impossibili da sostenere per diverse centinaia di imprese balneari.
  • Modifica dell’art. 3, comma 4bis Legge 494/1993 nel seguente modo (in corsivo e in grassetto la parte di cui si chiede la modifica e l’integrazione):

    4-bis. Ferme restando le disposizioni di cui all'articolo 01, comma 2, le concessioni di cui al presente articolo possono avere durata superiore a sei anni e comunque non superiore a venti anni in ragione dell'entità e della rilevanza economica delle opere da realizzare e sulla base dei piani di utilizzazione delle aree del demanio marittimo predisposti dalle regioni e conservano il diritto alla continuità aziendale con la tutela del legittimo affidamento.

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:11/01/2018
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