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''Gli stabilimenti balneari incamerati sono di proprietà dello Stato''

Lo stabilisce una sentenza del Tribunale de L'Aquila, dando torto a un concessionario che rivendicava il diritto di proprietà sui manufatti.

articolo pubblicato il 23/12/2017

mondo balneare

Lo Stato è il legittimo proprietario degli stabilimenti balneari, se questi vengono incamerati. Lo ha stabilito la sentenza n. 766 del Tribunale civile de L’Aquila, pubblicata lo scorso 18 dicembre, esprimendosi su un contenzioso riguardante alcuni manufatti incamerati nel 1983, che vedeva opporsi il Comune di Giulianova e l'Agenzia del demanio contro il titolare della concessione su cui insistevano tali manufatti.

Il tribunale aquilano, accogliendo le ragioni del Comune di Giulianova (rappresentato dall’Avvocatura Civica) e dell’Agenzia del demanio (rappresentata dall’Avvocatura di Stato), ha dato torto al concessionario, che chiedeva di accertare il proprio diritto di proprietà nonché di restituire i canoni demaniali già pagati. Il balneare è stato peraltro condannato a rifondere le spese di giudizio.

Secondo la sentenza, infatti, “le varie concessioni annualmente rilasciate venivano periodicamente a cessare, con la conseguenza che, al verificarsi di ogni singola scadenza, le opere inamovibili al momento presenti sull’arenile demaniale venivano ope legis automaticamente incamerate ex art. 49 Codice della Navigazione”.

«Ne consegue che, in riferimento a questo caso, le attività economiche tipiche degli stabilimenti balneari, quali ristorazione e bar, vanno annoverate tra quelle tipicamente commerciali che vengono svolte durante tutto l’anno e non solo nel periodo estivo», commenta il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro. «Per cui non solo i canoni sono relazionati alle dimensioni e caratteristiche dello stabilimento, ma - e questo è l’aspetto più importante - non viene riconosciuto alcun diritto di proprietà al titolare dello stabilimento. È infatti lo Stato a venir riconosciuto come proprietario sin dal 1983, in quanto per il tribunale de L’Aquila alla scadenza della concessione di area demaniale marittima si verifica la devoluzione a favore dell’ente pubblico, con effetto legale automatico, delle opere non agevolmente amovibili edificate dal concessionario. Insomma, l’arenile costituisce un bene della collettività, e quindi tutto ciò che sull’arenile è un’opera fissa non è di proprietà privata ma è pubblica, cioè dello Stato».

I giudici aquilani, peraltro, nella sentenza hanno stabilito che alla scadenza della proroga delle concessioni, fissata al 31 dicembre 2020, le concessioni demaniali devono essere aggiudicate al miglior offerente in base ai principi dettati dalla Comunità europea (libertà circolazione, libertà di stabilimento e libertà di iniziativa economica). Aggiunge a tal proposito l’avvocato Michele Del Vecchio dell’Avvocatura Civica di Giulianova: «Si tratta senza dubbio di una sentenza che chiarisce aspetti importanti in una materia assai delicata».

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:23/12/2017
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