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Incendio doloso a stabilimento balneare, indaga l'antimafia

Il noto Lulapaluza di Rossano Calabro è stato ridotto in cenere. L'appello del titolare tramite Mondo Balneare.

articolo pubblicato il 22/12/2017

mondo balneare

Ci sarebbe l’ombra della ‘ndrangheta nell’incendio del Lulapaluza, il noto stabilimento balneare di Rossano Calabro (nella foto) che nei giorni scorsi è stato distrutto da un incendio doloso. Sul fattaccio sta già indagando la Procura distrettuale antimafia: l’ipotesi più quotata sarebbe quella di un atto intimidatorio e i carabinieri, secondo alcune indiscrezioni pubblicate dai giornali locali, avrebbero già acquisito le immagini del sistema di video sorveglianza disposto a macchia di leopardo, da cui potrebbero emergere elementi importanti ai fini delle indagini. Intanto Francesco Avella, uno dei titolari della struttura nonché nostro affezionato lettore, scrive a Mondo Balneare per diffondere il suo appello: «Tutti devono sapere quello che è successo affinché non accada più».

Appiccato nella notte, l'incendio ha ridotto completamente in cenere lo stabilimento, che stava per riaprire in occasione delle feste natalizie che richiamano centinaia di persone dall'entroterra calabrese. Invece, un gesto criminale ha spezzato un'attività imprenditoriale che funzionava, per motivi ancora al vaglio della magistratura.

Sulla vicenda, il consigliere comunale di Rossano Calabro Flavio Stasi ha divulgato una lettera aperta molto esplicita e toccante, che pubblichiamo qui di seguito.

«Cari rifiuti umani, sono certo siate convinti di essere riusciti nel vostro intento intimidatorio e probabilmente vi sentite anche un po più fighi di prima, magari sentendovi come qualche personaggio carogna da film o serie televisiva. Mi spiace deludervi. Sapete, i personaggi dei film marciscono in galera, mentre voi siete solo dei ladri di galline manovrati da qualche squallido colletto bianco più codardo di voi, ed avete un solo, famigerato potere: rendere la vita degli altri un pizzico più simile alla vostra, che è uno schifo. Vorrei farvi rendere conto del fatto che non siete in grado di migliorare nulla intorno a voi, né la vostra vita né quella di chi vi sta intorno, compresi i vostri familiari: voi siete dei peggioratori della realtà, l’equivalente di un cancro, fondamentalmente degli incapaci parassiti, emarginati sociali per scelta e non per sfortuna. Ma più di tutto siete dei vigliacchi, ed in quanto tali, frequentate decine di altri parassiti come voi per i quali dovrete passare tutta la vita a guardarvi le spalle. Lo avete capito, non mi sto rivolgendo solo a voi che avete materialmente appiccato l’incendio, ma anche a voi che lo avete permesso e favorito moralmente per bassezza, per negligenza, per collusione, per silenzio.

Probabilmente eravate convinti di provare a colpire un lido, un’impresa, poche persone. State in realtà provando a colpire una città, una comunità, una storia. State provando a scoraggiare intere generazioni, state provando a far credere che alla fine “da queste parti va sempre così”, che non c’è nulla da fare. Ma badate: non ci riuscirete. Perchè voi non siete neanche cittadini di questa città e di questa nazione: voi siete senza patria, gli ultimi di un elenco di falliti senza nessuna storia né avvenire. Per voi non c’è bisogno di alcun protocollo, di alcuna cautela in attesa di risvolti, di nessun bon-ton: dovete saperlo e leggerlo in pubblico cosa siete e specchiarvici ogni giorno: siete solo delle merde. Proprio tu, si. Pensi che non sappiamo chi siete? Ti sbagli. Sappiamo chi siete, perchè lo fate, e sappiamo evidentemente anche cosa siete. Se conosco un po’ gli imprenditori a cui avete provato ad incendiare il lavoro di una vita, si stanno già rimboccando le maniche per ricominciare, e lo faranno col sostegno di tutta la città, e ci riusciranno. Voi invece fallirete in tutto ciò che farete, in ogni progetto anche il più misero, ogni giorno che passa sarà una manifestazione più cristallina di quanto siate falliti. Certo qualcosa avete ottenuto: oltre a potervi guardare pubblicamente allo specchio, scoprendo ciò che in fondo al vostro cuore avete sempre saputo, probabilmente con le vostre azioni da ladri di polli ci avete aiutato a scoperchiare un vaso di pandora, a levare una patina di perbenismo sugli affari loschi e criminali che proliferano in questa città finta vergine.

Ci auguriamo che finalmente la Procura della Repubblica si manifesti tra il Cino ed il Trionto, non per accalappiare voi (non ne valrebbe neanche la pena) ma per calare le mani proprio su quelle porcate ed ingiustizie sistematiche, sui clientelismi e sui favoritismi, che sono alle origini di certe azioni e sono la vera zavorra per un territorio meraviglioso che evidentemente non meritate. Non so se ciò accadrà. Lo chiederò in tutte le sedi ed in tutti i modi. Certo in ogni caso, fuori e dentro la galera, voi avete fallito il vostro intento e non avete alcuna possibilità di sfuggire a ciò che siete. Noi siamo Rossano, noi siamo il Sud. Noi siamo il Lulapaluza. Voi siete solo delle merde».

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:22/12/2017
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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