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Spiagge, la riforma non si ferma: primo via libera in Senato

La 14^ commissione dà parere favorevole, oggi tocca alla 6^ e alla 10^. Pizzolante (Ap) smentisce il sottosegretario De Caro: ''Stiamo facendo di tutto per approvare il ddl entro un mese''.

articolo pubblicato il 07/12/2017

mondo balneare

di Alex Giuzio

Tutto confermato: la riforma delle concessioni balneari procede spedita in Senato e ottiene già il primo parere favorevole, nonostante alcuni importanti esponenti di governo nei giorni scorsi abbiano escluso la possibilità di approvare il disegno di legge entro questa legislatura.
La 14^ commissione alle politiche europee, che ieri doveva esprimere il suo parere al ddl, ha dato il suo via libera al testo, mentre il relatore alla Camera Sergio Pizzolante (Ap) promette che le forze di maggioranza «faranno di tutto per approvare la riforma entro un mese e mezzo». Ora è tutto nelle mani delle commissioni competenti, la 6^ e la 10^, che dovevano iniziare ieri l’esame del ddl, ma che invece hanno rimandato il compito a questa mattina a causa della mancanza di una necessaria relazione tecnica.

Pizzolante: ''La riforma non si ferma (e non potrà essere diversa)''

«Il disegno di legge per il riordino delle concessioni balneari sta procedendo in Senato e ci stiamo impegnando in tutti i modi per portarlo a termine entro la fine di questa legislatura». Lo rende noto il deputato Sergio Pizzolante (Ap), relatore del ddl alla Camera, discostandosi dalle dichiarazioni pronunciate lunedì scorso a Napoli dal sottosegretario al Ministero delle infrastrutture Umberto Del Basso De Caro. «Quelle di De Caro erano valutazioni personali – prosegue Pizzolante – Ovviamente, se il parlamento sarà sciolto fra dieci giorni, sarà davvero impossibile attuare la riforma, ma se invece trascorrerà ancora un mese e mezzo, allora ci sarà tutto il tempo necessario per concretizzarla. E i dirigenti ministeriali sono già pronti a scrivere il decreto attuativo».

«Sono invece d’accordo con il sottosegretario De Caro – aggiunge Pizzolante – quando dice che, chiunque verrà alla prossima legislatura, non potrà che attuare una riforma simile a quella oggi in discussione in Senato. Il nostro disegno di legge tiene infatti conto di tutte le direttive e le sentenze in materia, e nemmeno una nuova maggioranza di governo potrà svincolarsi da tali obblighi, a meno che non si faccia uscire l’Italia dall’Unione europea. Pertanto, confermo che le evidenze pubbliche per le spiagge saranno prima o poi inevitabili, come del resto avviene per qualsiasi altro bene demaniale, a prescindere dalla direttiva Bolkestein. E si badi che l’attuale disegno di legge sulle spiagge non intende introdurre subito le procedure comparative, ma solo dopo un adeguato periodo di transizione, che è un diritto di quelle imprese balneari sorte in base al precedente sistema normativo basato sul rinnovo automatico. Dal momento che nessuna azienda può essere cancellata con un tratto di penna, abbiamo predisposto la migliore legge possibile per gli attuali concessionari nel rispetto delle leggi e delle sentenze europee, prevedendo cioè una rete di protezione tramite la premialità in favore dei precedenti titolari e, nel caso non dovessero comunque riottenere la propria azienda dopo la gara, con la garanzia del riconoscimento del pieno valore commerciale e degli investimenti effettuati».

«Invito perciò gli imprenditori balneari a diffidare di quelle forze politiche e associazioni che affermano che questa legge non debba andare in porto, chiedendo al suo posto delle proroghe di trent’anni o più», incalza il deputato Ap. «Se il prossimo governo dovesse istituire un impianto normativo del genere, arriverebbe una immediata procedura di infrazione europea, e allora sì che ci sarebbero le gare subito e senza alcuna rete di protezione».

Il parere positivo della 14^ commissione

In effetti, a dare credito alle parole di Pizzolante, c'è il fatto che i lavori in Senato non si sono affatto fermati nonostante la scadenza della legislatura sia ormai vicina. Le commissioni competenti a esaminare il ddl sono la 6^ (finanze) e la 10^ (industria, commercio e turismo), con relatrici rispettivamente Stefania Pezzopane e Mara Valdinosi, entrambe in quota Pd. La prima riunione in merito doveva essere ieri alle 15, ma a quanto risulta dal verbale, il provvedimento è stato presentato senza una necessaria relazione tecnica e dunque la seduta è stata rinviata. Secondo quanto emerge dal calendario delle convocazioni del Senato, il nuovo appuntamento è stato fissato per oggi alle 9.30.

Intanto la 14^ commissione del Senato alle politiche europee, che ieri doveva esprimere il suo parere in merito al ddl, ha dato il proprio via libera. «Il disegno di legge in esame è pienamente coerente con i principi espressi dalla Corte di giustizia europea e servirà a fornire una disciplina compiuta delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico ricreative, resasi da tempo necessaria per assicurare agli operatori del settore un quadro normativo chiaro, certo e rispettoso della normativa europea», motiva il parere ufficiale della commissione firmato dalla senatrice Valeria Cardinali (Pd), che è possibile scaricare integralmente cliccando qui.

L'appello al presidente del Senato: ''Si approvi subito ddl''

A pronunciare un esplicito appello per la conclusione del disegno di legge c'è anche la senatrice Fabiola Anitori (Ap), che si è rivolta direttamente al presidente del Senato Pietro Grasso: «Il Senato approvi prima della fine della legislatura il ddl spiagge, un provvedimento che il settore attende da tempo e che altrimenti esporrebbero il nostro paese a una nuova procedura di infrazione e a gare immediate, senza alcun principio che possa tutela le nostre aziende», ha dichiarato la senatrice al termine della riunione della 14^ commissione. «Siamo nella fase conclusiva dell'esame di questo provvedimento - spiega la senatrice di Ap - perciò mi appello al senso di responsabilità di tutti i colleghi e del presidente Grasso affinchè questo provvedimento non decada con la legislatura. Si tratta di un buon punto di equilibrio che protegge e valorizza le imprese e fa ripartire gli investimenti in un settore che vale il 50 per cento del turismo italiano».

«Il parlamento non indugi - conclude Anitori - altrimenti sarebbero a rischio migliaia di lavoratori e famiglie».

Inserito da: Mondo Balneare
07/12/2017

 
 
 
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