Balneari esonerati dai costi di costruzione per gli stabilimenti
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Balneari esonerati dai costi di costruzione per gli stabilimenti

Una sentenza apripista del Tar Catanzaro dichiara l'illegittimità, per i Comuni, di pretendere il pagamento dei contributi costruttivi.

articolo pubblicato il 17/11/2017

mondo balneare

I Comuni non hanno diritto a pretendere il pagamento dei costi di costruzione per la realizzazione degli stabilimenti balneari. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo regionale della Calabria, che nei giorni scorsi ha pronunciato un'importante sentenza (la numero 1557/2017) in materia edilizia sull'illegittimità del pagamento dei costi di costruzione su area demaniale, dando ragione all'imprenditore balneare che aveva aperto il contenzioso.

La vicenda nasce dalla richiesta, da parte del Comune di Sellia Marina (Catanzaro), del pagamento dei costi di costruzione per la realizzazione di uno stabilimento balneare. L'impugnativa dell'atto, grazie al patrocinio legale dell'avvocato Emilia Tolomeo del Foro di Catanzaro, ha consentito l'accertamento dell'illegittimità della pretesa contributiva.

«Si tratta di una sentenza apripista - commenta l'avvocato Tolomeo - poiché la controversia si pone a metà strada tra la materia urbanistica e il diritto demaniale». La decisione del Tar Calabria mette infatti per la prima volta in luce l'illegittimità di tutte le richieste di pagamento effettuate, anche nel corso degli anni precedenti, dagli enti locali per la realizzazione degli stabilimenti balneari. E tenendo conto del numero delle strutture realizzate sulle coste italiane, è notevole l'incidenza che la sentenza del giudice amministrativo può assumere su tutto il territorio nazionale.

Questo il passaggio più importante delle conclusioni a cui è giunto il Tar di Catanzaro:

Il contributo di costruzione non è dovuto su opere che sorgono in area demaniale, atteso che la quota di contributo commisurata al costo di costruzione integra una prestazione di natura paratributaria, determinata tenendo conto della produzione di ricchezza generata dallo sfruttamento del territorio, che non è ravvisabile nelle costruzioni su area demaniale, in quanto insuscettibili di commercializzazione e destinate a ricadere, alla cessazione del rapporto di concessione dell'area demaniale, in proprietà all’amministrazione concedente.

Molto soddisfatta per la sentenza è l'Associazione dei Balneari di Sellia Marina, che ha divulgato questa nota: «Grazie al risultato ottenuto si è potuto fare chiarezza su un aspetto molto importante che da tempo la stessa associazione aveva contestato. In un momento storico di rinnovo dell'intera materia demaniale da parte del governo, sempre più volta a pregiudicare i diritti di chi da anni e con ingenti sacrifici, ha investito in un settore che richiede grandi sforzi, la decisione del Tar di Catanzaro segna un punto a favore degli operatori turistici che, grazie a questa sentenza, saranno esonerati dal pagamento del contributo di costruzione richiesto dai Comuni. Nel rinnovare i ringraziamenti si auspicano sempre più azioni a tutela della categoria degli operatori balneari».

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:17/11/2017
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