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Riforma spiagge, il governo punta a una legge entro dicembre

La maggioranza conta di approvare il ddl in Senato prima di Natale, ma in caso negativo sarebbe pronta a inserirlo nella manovra finanziaria.

articolo pubblicato il 09/11/2017

mondo balneare

Le concessioni balneari saranno riformate a tutti i costi entro dicembre, tramite il disegno di legge già approvato alla Camera oppure inserendole nella manovra finanziaria o nella legge di bilancio. È quanto afferma l'autorevole agenzia di stampa parlamentare Public Policy, citando fonti di governo: con la data delle elezioni fissata molto probabilmente all'11 marzo, l'intento sarebbe quello di approvare il ddl n. 4302 - che vuole istituire le evidenze pubbliche delle concessioni balneari - prima della fine del 2017. E se non ci fosse tempo per il voto in Senato entro dicembre, l'alternativa sarebbe quella di inserire i princìpi più importanti del ddl nel dl Fisco o nella legge di bilancio.

Il disegno di legge sul riordino delle concessioni demaniali marittime, approvato lo scorso 26 ottobre alla Camera dei deputati, aprirebbe le procedure di gara per le migliaia di stabilimenti balneari italiani dopo un periodo transitorio ancora da definire (questo sarà compito del successivo decreto attuativo) e riconoscendo, in fase di selezione, un punteggio extra per la professionalità acquisita e un indennizzo in caso di perdita della propria azienda. Il tutto per adeguarsi alla direttiva europea Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi, che vieta il rinnovo senza gara delle concessioni per come è avvenuto in Italia fino a pochi anni fa.

Il ddl vuole inoltre riscrivere gli importi dei canoni pagati dai concessionari di spiaggia, eliminando tra l'altro gli spropositati valori Omi che hanno colpito circa trecento stabilimenti balneari "pertinenziali". «Dovrebbe essere risolto, o nel dl Fisco collegato alla manovra o nella legge di Bilancio, il problema dei concessionari balneari pertinenziali, ovvero i circa 300 imprenditori di spiaggia colpiti dall'aumento dei canoni demaniali a causa dell'applicazione dei valori Omi», esordisce infatti la nota di Public Policy.

«Il governo dovrebbe intervenire sul punto rivededendo i maxi canoni - prosegue l'agenzia - o comunque sospendendone i pagamenti in attesa della riforma del sistema in base alla direttiva Bolkestein. Riforma, si apprende, che potrebbe anche non entrare nel dl Fisco o in manovra: il governo sarebbe infatti al momento fiducioso che il Senato riesca ad approvare definitivamente, prima di Natale, il ddl delega approvato al momento solo dalla Camera. I decreti attuativi potrebbero poi comunque essere adottati anche a Camere sciolte. Se i tempi per l'approvazione del "ddl Spiagge" dovessero essere troppo stretti, invece, la possibilità che la riforma delle concessioni demaniali marittime entri nel dl Fisco rimane. D'altronde, gli emendamenti in merito (in particolare di Pd e Ap) sono già stati presentati».

Alcuni senatori di maggioranza hanno infatti presentato alcuni emendamenti alla legge Finanziaria (vedi notizia) che chiedono tra l'altro di istituire un periodo transitorio di 30-50 anni in favore degli attuali concessionari prima delle evidenze pubbliche. Su tali emendamenti, suggeriti dalle associazioni di categoria Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti e Oasi-Confartigianato (vedi notizia), si è però già accesa una discussione, con il deputato Andrea Mazziotti (Civici e innovatori) che ne ha chiesto il ritiro (vedi notizia).

La situazione, insomma, continua a essere molto complicata (in questo articolo abbiamo fatto il punto della situazione) e l'unica differenza tra il disegno di legge ad hoc e la manovra finanziaria, per ora, riguarda l'entità del periodo transitorio: mentre il ddl non dà un numero di anni, rimandando questa decisione al successivo decreto attuativo, l'emendamento al dl Fisco fissa una finestra di minimo 30 e massimo 50 anni. A patto che venga approvato così com'è.

Inserito da: Mondo Balneare
09/11/2017

 
 
 
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