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Libero accesso ai cani in spiaggia e in mare, prosegue dibattito

Un'interrogazione del Movimento 5 Stelle in Emilia-Romagna evidenzia che spetta alle amministrazioni comunali decidere in merito. E gli appelli non si fermano.

articolo pubblicato il 06/11/2017

mondo balneare

Aveva lanciato una petizione per chiedere il libero accesso dei cani in spiaggia, raccogliendo migliaia di firme. E l'attenzione sul tema non si è ancora spenta, passando anzi dai media alla politica. Giacomo Gelmi, operatore turistico dei lidi ferraresi, si era rivolto direttamente al governatore dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini quando, lo scorso settembre, aveva lanciato un appello per abolire il divieto regionale che impedisce l'accesso dei cani in spiaggia: la petizione su Change.org, forte di oltre tremila firme, di cui abbiamo dato notizia anche su Mondo Balneare (vedi articolo), aveva fatto molto discutere gli imprenditori del settore, che sulla nostra pagina facebook avevano avviato un acceso dibattito con centinaia di commenti tra favorevoli e contrari (abbiamo riepilogato la discussione qui). E nei giorni scorsi, a distanza di due mesi dal nostro articolo, in Regione Emilia-Romagna si è avuto un primo riscontro all'appello di Gelmi: l'ordinanza balneare regionale permette già di attrezzare le spiagge per l'accesso dei cani, ma la facoltà spetta alle singole amministrazioni comunali e ai privati imprenditori.

A portare la questione in consiglio regionale è stato il Movimento 5 Stelle, che lo scorso 6 settembre ha presentato un'interrogazione sull’accoglienza degli animali domestici nelle spiagge emiliano-romagnole. Il testo, firmato dalla consigliera grillina Giulia Gibertoni, chiedeva alla giunta se riteneva opportuno «incentivare gli stabilimenti balneari ad attrezzarsi per l'accoglienza degli animali domestici e a chiedere la conseguente autorizzazione», nonché «approntare delle prescrizioni per gli stabilimenti balneari e i proprietari degli animali domestici affinché sia permesso, oltre all'accesso agli stabilimenti balneari e alla spiaggia libera, anche l'accesso degli animali in mare» (clicca qui per scaricare il documento protocollato dell'interrogazione).

La risposta è arrivata lo scorso 20 ottobre dall'assessore regionale al turismo Andrea Corsini: «Abbiamo da tempo avviato un percorso - ha detto l'assessore - per sensibilizzare le amministrazioni comunali e per disciplinare l'accesso dei cani in spiaggia». Corsini ha infatti ricordato che già nel 2002 «si è passati da un divieto assoluto a una disciplina in cui gli stabilimenti balneari possono chiedere di attrezzarsi per l'accoglienza dei cani e i Comuni possono attrezzare tratti di spiaggia libera per l'accesso coi cani». L'attuazione di queste norme, ha infine sottolineato l'assessore, è stata in continuo incremento, tanto che sono 334 gli stabilimenti balneari dell'Emilia-Romagna attualmente attrezzati per ospitare turisti con cane, oltre a quattro ampi tratti di litorale tra Ravenna, Cesenatico e San Mauro Pascoli dove i cani possono anche entrare in acqua. L'ordinanza regionale, infatti, lascia libera facoltà ai Comuni di poter attrezzare le spiagge per il libero accesso con i cani, dunque è a loro che va rivolta la richiesta (clicca qui per scaricare la risposta di Corsini).

Tanto è bastato alla consigliera Gibertoni per esprimere soddisfazione e per invitare i Comuni balneari romagnoli ad attuare quanto chiede la petizione di Gelmi: «La Regione ha allontanato ogni dubbio - ha detto la pentastellata - non esistono ostacoli di nessun tipo per il libero accesso degli animali domestici in spiaggia e in acqua. Ora spetta ai Comuni emanare le ordinanze. I sindaci non hanno più scuse: se vogliono, possono stabilire le regole nella cornice di una regolamentazione che la Regione ha fornito dal 2002 in poi. Per questo, i cittadini facciano sentire la loro voce con gli amministratori locali, cosi come devono fare gli operatori turistici per chiedere che ai cani in regola con le prescrizioni sanitarie sia concesso di entrare in acqua nel rispetto delle regole e della convivenza civile. Sarebbe un’opportunità unica da cogliere finalmente per ampliare e adeguare l’offerta turistica della nostra regione».

Il dibattito, insomma, è ancora aperto. E la questione è tutta di convivenza civile: al di là delle sacrosante norme igieniche da rispettare, molto dipende infatti dall'educazione dei cani (che è responsabilità dei padroni) e dalle strategie per incrementare l'economia turistica: aprire le spiagge ai cani farebbe arrivare tanti turisti in più oppure farebbe scappare quelli che non ne sopporterebbero la presenza?

Inserito da: Mondo Balneare
06/11/2017

 
 
 
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