Array
(
    [0] => 
	

    [1] => 
	

    [2] => 
	

    [3] => 
	

    [4] => 
	

    [5] => 
	

    [6] => 
	

    [7] => 
	

    [8] => 
	

    [9] => 
	

    [10] => 
	

    [11] => 
	

    [12] => 
	

    [13] => 
	

    [14] => 
	

    [15] => 
	

    [16] => 
	

    [17] => 
	

    [18] => 
	

    [19] => 
	

    [20] => 
	

    [21] => 
	

    [22] => 
	

    [23] => 
	

    [24] => 
	

    [25] => 
	

)

Concessioni balneari prorogate di 30 anni: approvata legge in Liguria

Il provvedimento regionale è stato approvato ieri a larga maggioranza, col voto contrario solo dei 5 Stelle. Una sfida al governo, che potrebbe rispondere impugnando la legge perché invade la competenza statale in materia.

articolo pubblicato il 01/11/2017

mondo balneare

di Alex Giuzio

La Regione Liguria ha prorogato di 30 anni le concessioni dei propri stabilimenti balneari. Con due provvedimenti approvati ieri in via definitiva a larga maggioranza (23 favorevoli, 5 contrari, 2 astenuti), la giunta regionale ha fissato un nuovo e lungo orizzonte temporale per gli imprenditori di spiaggia, inserendo tre ulteriori emendamenti suggeriti da Cna Liguria che garantiscono il legittimo affidamento delle concessioni agli attuali titolari. Soddisfatte tutte le associazioni di categoria dei balneari, per un provvedimento che non ha incontrato nemmeno l'opposizione del centrosinistra, anzi: il consigliere del Pd Luigi De Vincenzi, motivando il voto favorevole del proprio gruppo, ha evidenziato che «non condividiamo in pieno la linea del governo e ci facciamo portavoce delle richieste del territorio a difesa di un settore strategico per la Liguria».

Le due leggi liguri rappresentano una vera e propria sfida al governo nazionale: proprio nei giorni scorsi, infatti, la Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge-delega che vuole istituire le evidenze pubbliche degli stabilimenti balneari dopo un periodo transitorio ancora da definire, per regolamentare l'intero settore a partire dal 31 dicembre 2020, data di scadenza delle attuali concessioni dopo che l'ultimo governo Berlusconi ha abrogato il rinnovo automatico per adeguarsi alla direttiva europea Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi. Com'è noto, il governo Gentiloni giudica impossibile concedere proroghe come quelle istituite dalla Liguria, poiché l'ultima estensione al 2020 è stata già dichiarata illegittima dalla Corte di giustizia europea in quanto rappresentava un rinnovo generalizzato senza gara.

Ma la Regione Liguria, governata dal centrodestra, si è sempre opposta ai contenuti del ddl governativo, e per questo ieri ha approvato due leggi regionali che vanno nella direzione opposta. Come ha sottolineato il governatore ligure Giovanni Toti a margine dell'approvazione delle due leggi, «il nostro è un segnale importante al governo sul fronte dell’autonomia delle regioni: la legge sui balneari che abbiamo votato in consiglio regionale, con il riconoscimento della specificità della categoria, il prolungamento delle concessioni e la messa a disposizione di nuovi spazi di arenili, è un giusto compromesso di come debba essere affrontata l’applicazione di una direttiva europea, la Bolkestein, che in Italia rischia di essere molto penalizzante per i balneari».

Ora l'ultimo scoglio da superare sta nella Corte costituzionale: essendo il demanio marittimo di competenza dello Stato, sembra infatti scontato che il governo impugnerà gli articoli delle leggi liguri che invadono tale competenza, tra cui c'è sicuramente la proroga trentennale. In passato, tutti gli altri provvedimenti regionali che hanno voluto normare le concessioni balneari in favore degli attuali titolari (dall'Emilia-Romagna all'Abruzzo, dalla Toscana al Friuli Venezia Giulia) sono state impugnate dal governo e annullate dalla Consulta. Proprio questo è il principale motivo per cui i consiglieri del Movimento 5 Stelle sono stati gli unici a votare contro la legge ligure sulla proroga trentennale, per il resto approvata sia dalla maggioranza di centrodestra che dalla minoranza di centrosinistra.

I contenuti dei provvedimenti

Sono due le proposte che la Liguria ha ieri convertito in legge: la prima, la numero 156 intitolata "Qualificazione e tutela dell'impresa balneare ligure", riconosce la specificità degli stabilimenti balneari come comparto fondamentale per l'economia di tutta la regione; la seconda, la numero 157 "Disciplina delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative", è invece quella che entra più nel merito della materia, imponendo ai Comuni di tutta la regione di estendere la durata dei titoli "per trent'anni a partire dall'entrata in vigore della presente legge" e assicurando "la tutela del legittimo affidamento dei titolari di concessioni demaniali attualmente operanti".

Entrambe le proposte sono state redatte e firmate dall'assessore regionale al demanio Marco Scajola e dal consigliere Angelo Vaccarezza (Forza Italia). Durante la seduta di ieri è stato anche approvato un ordine del giorno, firmato dai consiglieri Vaccarezza e Claudio Muzio, in cui si chiede alla giunta ligure e al presidente Giovanni Toti di farsi parte attiva con ogni azione possibile affinché il disegno di legge del governo, nella sua attuale stesura, non ottenga l’approvazione.

I contributi e i commenti delle associazioni balneari

L'inserimento del concetto di "legittimo affidamento" è stato fortemente voluto da Cna, che ha contribuito al miglioramento del testo proponendo tre emendamenti - tutti approvati - che vanno a specificare alcuni aspetti della legge (clicca qui per scaricare il pdf con i tre emendamenti proposti da Cna Liguria e approvati dall'assemblea legislativa).

Questo, in particolare, il contenuto dell'emendamento al titolo 1, art. 2 del progetto di legge 157:

È tutelato il principio del legittimo affidamento delle imprese balneari titolari di concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico ricreativo, in essere ovvero rilasciate anteriormente al 31 dicembre 2009, con la conservazione del diritto alla continuità aziendale.

Molto soddisfatto Cristiano Tomei, coordinatore Cna Balneatori: «In Liguria, come precedentemente in Abruzzo, abbiamo fortemente sostenuto la legge sul legittimo affidamento e in questo contesto anche con i 30 anni di estensione per le attuali concessioni demaniali marittime. Un importante risultato e un'istanza sindacale messa in campo dalla prima ora da Cna Balneatori, per scongiurare le evidenze pubbliche. Eventuali procedure comparative, secondo la legge ligure e il sostegno a essa dato da Cna con le proposte emendative, non riguarderanno dunque le concessioni in essere, ma solo nuove iniziative imprenditoriali su aree ancora disponibili».

A Tomei fa eco il portavoce di Cna Balneatori Liguria Alessandro Riccomini: «Siamo molto soddisfatti: la Liguria ha dato il buon esempio per la tutela del comparto. In questi mesi abbiamo avuto molti confronti con ampia discussione e la Regione, dimostrando apertura e disponibilità, ha accolto le nostre richieste. Il principio del legittimo affidamento quale diritto alla continuità aziendale per le attuali imprese balneari è oggi in Liguria una legge a nostra tutela».

Da Assobalneari-Confindustria, il plauso per la legge ligure arriva dal presidente nazionale Fabrizio Licordari: «Una giornata importante per i balneari liguri, ma anche una speranza per il resto d’Italia. Come promesso e mantenuto, l’amministrazione Toti ha approvato due importanti provvedimenti legislativi a tutela e salvaguardia delle imprese balneari italiane, che hanno avuto anche l’appoggio della minoranza Pd. Ció dovrebbe far riflettere la maggioranza di governo del nostro paese,  che dovrebbe seguire l’esempio ligure: tutti insieme a difesa delle imprese. Sottolineo che sia l’assessore Scajola sia il consigliere Vaccarezza, con forte senso del dovere amministrativo, hanno lavorato con tenacia e convinzione con mandato pieno del governatore Toti. La soddisfazione di Assobalneari-Confindustria è anche quella di avere trovato totale accoglimento delle tesi e posizioni che fin da subito abbiamo messo a disposizione degli amministratori liguri e dei loro uffici, trovando la totale condivisione tradotta oggi in queste due leggi regionali. La folta platea di balneari presenti all'approvazione ha testimoniato con calorosi applausi che le imprese hanno bisogno di certezze e non di un disegno di legge che ci vorrebbe espropriare. Grazie Liguria!».

Infine, questo il commento positivo di Gianni Canale, coordinatore Oasi-Confartigianato Liguria: «Le leggi approvate in consiglio regionale puntano a valorizzare il nostro settore, riconoscendone unicità e tipicità. Ora ci aspettiamo che il parlamento ne tenga conto. Ci fa piacere evidenziare come la Regione Liguria stia trainando l’Italia verso un chiaro riconoscimento anche del ruolo fondamentale di aggregazione sociale e di attrazione e coinvolgimento dei turisti del settore balneare. Il nostro sentito ringraziamento va quindi all’assessore regionale Marco Scajola, ai due presidenti di commissione Angelo Vaccarezza e Stefania Pucciarelli e a tutti i firmatari e votanti delle due leggi».

I commenti politici

Alla dichiarazione del governatore Toti sopra riportata, subito dopo l'approvazione delle due leggi si è aggiunta quella dell'assessore al demanio Marco Scajola: «Sono molto soddisfatto dell’approvazione, avvenuta con una maggioranza trasversale, delle due proposte di legge per riconoscere e tutelare le imprese balneari dai rischi della direttiva Bolkestein. Fin dal nostro insediamento, come giunta abbiamo ritenuto fondamentale mettere in atto iniziative legislative per sostenere le imprese balneari, in un momento caratterizzato da un vuoto normativo nazionale che rischiava di penalizzare il loro lavoro. Successivamente, con il coinvolgimento del territorio, delle associazioni e del consiglio regionale, le due proposte di legge hanno ottenuto un’ampia condivisione da parte di tutte le forze politiche. A dimostrazione dell’importanza di questa iniziativa legislativa, unica in Italia, che vuole portare la tipicità dei balneari liguri su un tavolo nazionale.
Si tratta di due testi importanti in materia di demanio marittimo e di tutela delle imprese balneari che hanno richiesto un lungo lavoro e che sono stati ampiamente condivisi; segno che la materia è molto sentita e partecipata dal territorio e che vi era una grande necessità di un intervento legislativo da parte della Regione Liguria. Siamo i primi a entrare con una nostra legge nel tema del principio della proroga trentennale e del legittimo affidamento delle imprese balneari a chi da anni li gestisce, inoltre abbiamo voluto approvare una norma chiara e unica che riconosce il valore non solo economico e imprenditoriale dei balneari, ma anche la loro tipicità culturale ligure e l’importanza sociale che ricoprono nella nostra comunità. Già altre regioni mi hanno contattato per avere le nostre proposte di legge. Non posso che ringraziare tutti per la collaborazione».

Così si è invece espresso il consigliere Angelo Vaccarezza, primo firmatario dei provvedimenti: «Oggi abbiamo fatto un passo molto importante per la difesa del settore dalla scorretta applicazione della direttiva Bolkestein: dopo un lungo lavoro di squadra condiviso con tutti i soggetti interessati, a partire dalle associazioni balneari, siamo riusciti a produrre due misure concrete e ampiamente condivise. Con il provvedimento 156 “Qualificazione e tutela dell’impresa balneare”, approvato all’unanimità, tutta l’assemblea riconosce e qualifica il balneare ligure come una figura concreta, che rende dignità a uno dei nostri settore chiave di sviluppo economico; mentre la proposta di legge 157 “Disciplina delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico ricreative” entra nel merito dell’applicazione della direttiva Bolkestein e si fonda su un principio fondamentale: il diritto di prosecuzione della concessione in capo all'attuale concessionario con un'estensione dell'attuale concessione per un periodo non inferiore a 30 anni e con la successiva uscita dagli effetti della direttiva a seguito della sua corretta applicazione. Oggi la Regione Liguria è così capofila in Italia nella difesa del settore balneare: siamo i primi ad avere varato due leggi che affrontano il tema del prolungamento delle attuali concessioni di trent’anni e che danno garanzie concrete a chi in questo settore ha investito, riconoscendo dignità a una professione che fa parte della storia, della cultura e dell'economia della Liguria. Ribadisco: non permetteremo che gli imprenditori diventino illegittimi a casa loro, perché sulle concessioni, legittimamente ottenute, hanno costruito aziende e creato lavoro, motore della nostra economia, a seguito delle garanzie che lo Stato dava loro. Non lasceremo che le oltre tremila aziende liguri vengano spazzate via a causa di un disegno di legge superficiale, inutile e estremamente dannoso per tutte le regioni».

Il gruppo consiliare ligure del Partito democratico - riferisce una nota del partito - «ha votato a favore di due provvedimenti bipartisan che interessano il comparto balneare e che, nello specifico, riguardano il riconoscimento del ruolo, storico e tradizionale, che rivestono le imprese sparse sul nostro territorio (si tratta di circa 4000) e i diritti di cui godono gli operatori liguri, a partire dalle concessioni. Un ordine del giorno modificato dal Partito democratico verrà proposto alle altre Regioni e al governo, con l’obiettivo di trovare una soluzione che consenta alle imprese balneari liguri e italiane di operare in sicurezza e tranquillità. Abbiamo scelto di aprire un confronto bipartisan con la maggioranza, per dare più forza a una proposta che ha l’ambizione di costituire un punto di partenza importante, a livello nazionale, per arrivare finalmente a una soluzione dell’annosa questione Bolkestein. 

«Non condividiamo in pieno la linea del governo e ci facciamo portavoce delle richieste del territorio a difesa di un settore strategico per la Liguria», ha inoltre detto il consigliere del Pd Luigi De Vincenzi motivando il voto insieme al centrodestra.

Questo il commento dell'assessore regionale allo sviluppo economico Edoardo Rixi (Lega Nord): «Con queste leggi, la Liguria si candida come Regione apripista nella tutela delle imprese balneari, delle peculiarità di piccoli imprenditori che hanno investito e investono molto in termini economici e di promozione del nostro territorio. Ci aspettiamo che anche altre regioni seguano il nostro esempio e abbiano il nostro stesso coraggio nel difendere questo settore. Come Lega siamo stati l'unico movimento politico a essersi schierato sempre contro la folle direttiva Bolkestein, in ogni sede istituzionale. Quando saremo al governo del Paese porteremo avanti la proposta ligure a livello istituzionale. Le imprese balneari, che sono in Liguria sono rappresentate da 20mila operatori, sono un asset strategico per l'economia dei nostri territori. Un Paese come il nostro, con oltre 7mila chilometri di costa, deve valorizzare le proprie imprese balneari e non penalizzarle in virtù di qualche bislacca idea partorita nelle segrete stanze di Bruxelles. Solo il Movimento 5 stelle sembra non capire l'importanza della tutela di questo settore strategico per la nostra economia: il voto dei cinque stelle contro i provvedimenti in aula dimostrano quanto il partito di Grillo ormai sia schiavo dei burocrati di Bruxelles».

Come detto, infatti, i pentastellati sono stati gli unici a votare contro la legge sui trent'anni di proroga. Così Fabio Tosi, portavoce del Movimento 5 Stelle in Regione Liguria, giustifica la sua scelta: «La proposta di legge 157 Scajola-Vaccarezza sulle concessioni demaniali è non solo in palese contrasto con le normative europee relativa ai servizi del mercato europeo comune, ma oltrepassa di gran lunga le competenze regionali e si avvia verso una nuova, prevedibile, impugnazione da parte della Corte costituzionale. Invece di affrontare seriamente il problema, Toti e la maggioranza di centrodestra hanno preferito la facile propaganda, a caccia di un pugno di voti, prendendo in giro le tante micro e piccole imprese balneari liguri. La normativa Bolkestein fu sostenuta a gran forza nel 2004 dall'allora presidente della Commissione europea Romano Prodi e approvata definitivamente dal Parlamento europeo nel 2006, con il voto favorevole di tutti i principali partiti italiani, di destra e sinistra senza distinzioni. E oggi il centrodestra porta avanti una proposta di legge che contrasta in un colpo solo le normative europee e le competenze regionali. Ci avviamo verso una nuova, prevedibile, impugnazione da parte della Consulta. Esiste già un precedente, nel 2012, quando la Regione Liguria si vide respingere un provvedimento analogo per prorogare automaticamente le concessioni in caso di eventi atmosferici eccezionali. Il Movimento 5 Stelle lavora da tempo a tutti i livelli istituzionali per mettere finalmente ordine al settore. Ma bisogna farlo nel perimetro delle norme e delle leggi e con le necessarie competenze. Altrimenti, è puro fumo gettato negli occhi di migliaia di balneari che alla politica chiedono azioni politiche concrete ed efficaci».

Inserito da: Mondo Balneare
01/11/2017

 
 
 
Rivista Online di MondoBalneare.com

Best Beach Bar