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Balneari, Pizzolante: ''Dimostratemi che 30 anni sono possibili, e mi dimetto''

Il relatore della riforma sulle concessioni balneari attacca l'assessore ligure Scajola: ''Diffonde falsità e proposte farlocche''.

articolo pubblicato il 15/10/2017

mondo balneare

di Alex Giuzio

«Sono pronto a dimettermi da relatore del disegno di legge sulle concessioni balneari se Marco Scajola mi dimostrerà che una proroga di trent’anni è compatibile con il diritto europeo». È la provocazione del deputato Sergio Pizzolante (Ap), in seguito al botta e risposta avuto ieri con l’assessore della Regione Liguria alla fiera Sun di Rimini durante l’assemblea delle associazioni balneari Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti e Oasi-Confartigianato. «È inaccettabile che un rappresentante istituzionale alimenti le paure degli imprenditori balneari con argomenti falsi», prosegue Pizzolante. «Non siamo davanti a un assessore al demanio, bensì a un “assessore alle fake news”».

«Scajola mi porti dal presidente del parlamento europeo Antonio Tajani, che appartiene al suo stesso partito», invita Pizzolante. «Se Tajani mi dirà che la proposta dell’assessore ligure è percorribile, sono pronto a ritirare il disegno di legge 4302 e a presentare quello di Scajola in parlamento».

Come abbiamo già reso noto ieri (vedi notizia), Pizzolante ha partecipato all’assemblea delle tre associazioni degli imprenditori balneari illustrando i contenuti del disegno di legge n. 4302 che intende riformare le concessioni degli stabilimenti balneari istituendo le evidenze pubbliche dopo un periodo transitorio e riconoscendo il valore d’impresa, ma il deputato è stato attaccato dall’assessore ligure Scajola, che ha promosso due provvedimenti regionali che, tra le altre cose, vorrebbero istituire una proroga di trent’anni per le concessioni già in essere nella sua regione.

«Quella di Scajola è una legge farlocca – commenta Pizzolante a Mondo Balneare – che farà la stessa brutta fine di tutti gli altri provvedimenti regionali in materia di concessioni balneari, cassati dalla Corte costituzionale dal momento che il demanio marittimo è di competenza statale».

«La verità è che la stragrande maggioranza delle associazioni di categoria dei balneari apprezza e sostiene il nostro disegno di legge, e cioè Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Oasi-Confartigianato, Federbalneari e, solo con delle rilevanze parzialmente critiche, anche Cna Balneatori», sostiene Pizzolante. «A essere contraria al testo è solo una piccola frangia di concessionari inconsapevoli che l'alternativa a questo ddl è rappresentata dalle immediate gare, e non certo in proroghe di trenta o più anni. Se istituissimo una proroga del genere a livello nazionale, l’Europa ce la boccerebbe come ha fatto lo scorso 14 luglio con quella quinquennale, poiché rappresentava un rinnovo generalizzato, e a quel punto non ci sarebbe più nessuna possibilità se non le immediate gare».

«Comprendo le preoccupazioni di molti operatori – prosegue il deputato Ap – ma è inaccettabile che ad alimentare tali paure sia un rappresentante istituzionale, e cioè l'assessore al demanio della Regione Liguria che è anche coordinatore del tavolo interregionale al demanio. Non siamo allora davanti a un assessore al demanio, bensì a un “assessore alle fake news sui balneari”. Dire, come fa Scajola, che arriveranno le multinazionali sulle nostre spiagge è una falsità, perché il nostro disegno di legge metterà un limite massimo al numero di concessioni per lo stesso titolare. E dire che l'Europa non può accettare il valore commerciale è un'altra falsità, perché la "sentenza Laezza" riconosce la legittimità del valore d'impresa».

«Per questo – conclude Pizzolante – ho proposto all’assessore ligure di darci la prova regina: siccome il bravo presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, appartiene al suo stesso partito Forza Italia, se Scajola riuscirà a portarmi da Tajani e a farmi dire che la sua legge può essere compatibile con il diritto comunitario, sono pronto a dimettermi da relatore del ddl, a rinunciare a questo testo e a presentare il suo. Ma non avendo nemmeno risposto a questa provocazione, Scajola ci ha dimostrato di diffondere solo falsità».

Inserito da: Mondo Balneare
15/10/2017

 
 
 
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