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Riforma spiagge in legge finanziaria: il piano B dei sindacati Sib, Fiba e Oasi

La richiesta è stata rivolta dalle tre sigle direttamente ai relatori della riforma sulle concessioni balneari. Che però hanno riconosciuto l'elevata difficoltà della proposta.

articolo pubblicato il 14/10/2017

mondo balneare

di Alex Giuzio

RIMINI - Sulla riforma delle concessioni balneari spunta il “piano B”: visti i tempi molto stretti per l’approvazione del disegno di legge del governo prima della fine della legislatura, i punti cardine del testo – legittimo affidamento, valore commerciale e periodo transitorio – potrebbero essere inseriti nella legge finanziaria di fine anno. A proporlo sono state le associazioni Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti e Oasi-Confartigianato, durante la loro assemblea organizzata stamane alla fiera Sun di Rimini a cui sono intervenuti anche i deputati Tiziano Arlotti e Sergio Pizzolante. Ma i due, da relatori del ddl, non si sono presi l’impegno chiesto dalle tre sigle: «La questione va approfondita tecnicamente – ha risposto Pizzolante – e può essere molto complicata, dal momento che è in discussione una legge-delega con gli stessi contenuti che ci chiedete di inserire nella finanziaria. Sicuramente possiamo impegnarci a risolvere in anticipo la questione dei canoni, soprattutto per salvaguardare i trecento pertinenziali dal fallimento, ma il resto facciamo fatica a garantirlo».

I tre sindacati fanno però pressing, chiedendo di chiudere la partita entro questa legislatura a qualsiasi costo e invitando a usare la "ragione". E in maniera provocatoria, rispondendo alle dichiarazioni dell'assessore ligure Marco Scajola che ha promesso una proroga trentennale per i balneari liguri, Pizzolante ha anche affermato di essere «pronto a dimettermi se il presidente del parlamento Ue Antonio Tajani ci dirà che una proroga di trent'anni è possibile e compatibile col diritto comunitario».

Pubblichiamo qui di seguito una sintesi trascritta degli interventi principali. L’evento è stato trasmesso in diretta sulla pagina facebook di Fiba-Confesercenti, e chi avesse interesse a guardarlo può farlo cliccando qui (durata: 2 ore e 25 minuti). Nel breve video qui sotto, invece, ci sono le dichiarazioni di Riccardo Borgo (presidente Sib-Confcommercio) e Vincenzo Lardinelli (presidente Fiba-Confesercenti) che riassumono i loro interventi. Per le interviste ai relatori Arlotti e Pizzolante, si rimanda a questo e questo articolo.

Vincenzo Lardinelli (presidente Fiba-Confesercenti): «Gli imprenditori balneari hanno paura del futuro, e su questo sentimento c’è qualcuno che sta speculando. La partecipazione alla nostra assemblea di oggi è molto ridotta rispetto alle edizioni passate e abbiamo perso molto consenso, ma mantenendo sempre una posizione ragionevole e siamo convinti di avere fatto la cosa giusta. Vorrei poter parlare dell’ottima stagione appena trascorsa e dei segnali di ripresa che il settore sta vivendo, e invece negli ultimi dieci anni, anziché raccogliere il frutto del nostro lavoro, abbiamo dovuto contare le foglie cadute.
In questo momento non abbiamo bisogno di provvedimenti spot per guadagnare la nostra benevolenza, bensì di un lavoro serio e comune che ci dia una prospettiva concreta a lungo termine. Siamo molto stanchi dopo questi dieci anni, ma per la prima volta siamo a un passo dal risultato».

Riccardo Borgo (presidente Sib-Confcommercio: «Facco un invito a usare la ragione: l’obiettivo di salvare le nostre imprese si può raggiungere con il lavoro serio e non con gli slogan, che non tengono conto delle sentenze che precludono alcune strade. Abbiamo perso molti associati perché siamo stati accusati di eccessiva accondiscendenza, ma il nostro era semplice realismo. Il nostro calo di iscritti non ci farà dimenticare l’obiettivo: occorre chiudere la questione balneare entro questa legislatura, altrimenti saremo costretti a confrontarci con l’ennesimo nuovo governo impreparato sull’argomento.
Dobbiamo ringraziare i deputati Arlotti e Pizzolante che, quasi in solitudine, hanno lavorato duramente per arrivare a un disegno di legge che ha compiuto dei passi in avanti determinanti, pur non ancora sufficienti. E proprio per chiedere loro di arrivare a un traguardo certo, chiediamo ufficialmente di inserire alcuni capisaldi riguardanti le imprese balneari nella prossima legge finanziaria: il periodo transitorio con un’entità numerica precisa, il riconoscimento del valore commerciale e il legittimo affidamento per gli attuali titolari. Con questo non vogliamo mancare di fiducia, ma sappiamo che i tempi sono molto stretti e per questo ci appelliamo a tutte le forze politiche affinché si lasci da parte la campagna elettorale per ottenere un provvedimento a larga maggioranza, facendo i conti anche con l’Unione europea. Se si riesce a concludere la riforma sarà senz’altro positivo, ma vogliamo la certezza di alcuni capisaldi e questo è il motivo della nostra richiesta».

Giorgio Mussoni (presidente Oasi-Confartigianato): «La categoria dei balneari, prima di rendersi conto che quella tracciata dall’attuale disegno di legge era l’unica via possibile per salvarsi, ha impiegato molto tempo e ha troppo tergiversato. Dobbiamo farci tutti un esame di coscienza: io ho subito dei linciaggi per avere detto prima di altri le cose come stanno, mentre alcuni colleghi hanno spaccato la categoria e indebolito così l’azione di tutti i sindacati. Il risultato è che oggi non abbiamo più la stessa forza che avevamo qualche anno fa e le attuali difficoltà dipendono in gran parte da questo».

Marco Scajola (assessore Regione Liguria e coordinatore tavolo interregionale sul demanio marittimo): «Vogliamo che i figli dei balneari possano continuare a fare questo lavoro. Ciò non significa fare lobby, bensì tutelare la nostra identità. Per questo, oggi sarò in controtendenza ma ritengo che l’attuale disegno di legge vada cestinato: le evidenze pubbliche infatti non portano a nulla di buono. In Liguria, al contrario, stiamo approvando due leggi regionali che all’unanimità di tutte le forze politiche (tranne il Movimento 5 Stelle) tuteleranno le attuali imprese balneari con una lunga proroga trentennale e il riconoscimento delle loro peculiarità. Questa non è demagogia, ma è mettersi nei panni di chi lavora. Il governo, invece, non ha mai nemmeno coinvolto le Regioni sul disegno di legge che riordina le concessioni balneari: è evidente che qualcuno ha l’interesse a mandarle a gara, ma non lo permetteremo».

Sergio Pizzolante (deputato Ap e relatore del ddl 4302 sulle spiagge): «La prossima settimana il disegno di legge sarà approvato alla Camera e chiedo sin da ora la disponibilità delle associazioni di categoria a collaborare con i propri uffici tecnici per redigere il decreto attuativo. La nostra è una riforma seria, al contrario della legge regionale della Liguria che farà la stessa brutta fine di tutti gli altri provvedimenti regionali, dal momento che il demanio marittimo è di competenza statale. Se poi il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani ci dirà che in Italia è possibile fare una legge analoga a quella ligure senza che venga bocciata dai tribunali, sono pronto a dimettermi da relatore di questo ddl. Il problema è che la Corte di giustizia europea ha già smentito la possibilità di qualsiasi proroga generalizzata, perciò la strada è impercorribile. Fare questi discorsi sarebbe facile anche per me, ma vi prenderei in giro.
A fine luglio eravamo già pronti per portare questa legge in aula, ma purtroppo sono arrivati dei pesanti pareri tecnici contrari che ci hanno costretto a un difficile lavoro per spiegare i motivi che giustificano l’inserimento di aspetti fondamentali per la tutela degli attuali balneari come il legittimo affidamento, la professionalità e il valore commerciale. Abbiamo dovuto minacciare le dimissioni da relatori per poter arrivare all’attuale disegno di legge che la prossima settimana sarà discusso alla Camera, ma questo ci ha fatto ritardare di due mesi. Può piacere o non piacere, ma i balneari hanno creato delle imprese in base a un contratto di rinnovo automatico che ha generato un affidamento legittimo e ora questo principio non può essere cancellato, così come il valore commerciale non può essere calcolato solo sui beni ammortizzati, dal momento che l’incertezza degli ultimi dieci anni ha bloccato gli investimenti, bensì sul completo valore dell’impresa asseverato da una perizia tecnica. Come andranno calcolati questi criteri, è tutto da scrivere e credo che ciò rappresenti una garanzia per il settore, aiutandolo a riprendersi nel rispetto delle regole. Questa sarà forse l’ultima mia azione da parlamentare, ma intendo portarla fino in fondo e chiedo la collaborazione di tutti».

Tiziano Arlotti (deputato Ap e relatore del ddl 4302 sulle spiagge): «Un’impresa non può essere espropriata e per questo abbiamo inserito il principio del legittimo affidamento nel disegno di legge. Il parere del comitato legislativo, che ha espresso alcune perplessità sulla riforma (vedi notizia, NdR), ha fatto rizzare i peli a qualcuno, ma abbiamo preparato le risposte che giustificano ogni aspetto nel pieno rispetto del diritto comunitario. A chi invece sostiene che questo ddl non va approvato, rispondo: qual è l’alternativa? Secondo me, solo un salto in un fosso».

Sulla proposta avanzata dai sindacati in merito alla legge finanziaria, Pizzolante ha infine replicato così: «La questione va approfondita tecnicamente, perché con l’approvazione del disegno di legge che solleverebbe gli stessi temi che ci chiedete di inserire nella finanziaria, potrebbero sorgere delle complicate sovrapposizioni a ostacolare il provvedimento. L’urgenza è di certo nel riordino dei canoni, soprattutto per salvare dal fallimento le trecento imprese pertinenziali che pagano cifre esorbitanti, ma sugli altri temi sarebbe un’azione inusuale che va attentamente valutata. Lo faremo con attenzione, ma non possiamo impegnarci più di tanto».

Inserito da: Mondo Balneare
14/10/2017

 
 
 
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